Credito cooperativo, banche a confronto: «Così puntiamo a valorizzare i territori»

Sabato 23 Ottobre 2021 di Valerio Iuliano
Credito cooperativo, banche a confronto: «Così puntiamo a valorizzare i territori»

«Una finanza più umana per dare risposte alla crisi della società odierna». Per il sindaco Gaetano Manfredi l'attenzione alla dimensione etica e la vicinanza ai cittadini più svantaggiati, che caratterizzano le banche di credito cooperativo, «sono molto importanti. Ed è una bella notizia per la città la presenza di un sistema bancario legato al territorio».

Nel corso del convegno Laboratorio Sud, organizzato dalla federazione delle Banche di Comunità Credito Cooperativo Campania Calabria e svoltosi ieri a Napoli, gli esponenti delle istituzioni locali e alcuni economisti si sono soffermati, partendo dalla lezione dello storico ed economista Antonio Genovesi, sul ruolo del sistema bancario nello sviluppo della città, avviando una riflessione sull'esigenza di un futuro su basi solidali, nel segno di una nuova visione capace di coniugare economia e sviluppo. Un tema affrontato anche dal ministro per il Sud Mara Carfagna, intervenuta in videoconferenza, che ha sottolineato l'impegno del sistema del credito cooperativo nel promuovere lo sviluppo. «Le banche di credito cooperativo - ha sottolineato il presidente della federazione Amedeo Manzo - intendono essere la cinghia di trasmissione delle risorse del Pnrr da Bruxelles al Mezzogiorno d'Italia, dall'Europa ai territori alle imprese piccole, medie e grandi con le quali quotidianamente noi abbiamo un dialogo per lo sviluppo dell'economia, per la crescita dell'occupazione in un'ottica di efficienza e di crescita ma anche di solidarietà. Lanceremo una proposta al governo sull'utilizzo delle risorse del Pnrr. Quello delle banche di credito cooperativo è un modello di servizio che non ha interessi speculativi, ma bada solo al territorio. Sono 7,5 milioni i cittadini che, in Campania e in Calabria, urlano più diritti. Il nostro - ha aggiunto Manzo - è un progetto che mette al centro le persone». 

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Un modello che ha avuto le sue origini nelle casse rurali e artigiane degli anni 60, dalle quali scaturì la nascita nel 1967 a Napoli della federazione rurale delle casse artigiane, che nel 1996 si trasformò nell'attuale federazione campana delle banche di credito cooperativo e che oggi conta 65 sportelli e 1079 dipendenti. «Oggi abbiamo un grande obiettivo», ha spiegato Manfredi, in apertura del convegno al quale sono intervenuti l'arcivescovo Battaglia, il vicepresidente della Regione Bonavitacola, il rettore Lorito ed il presidente dell'Ordine dei giornalisti Lucarelli. «Mi riferisco - ha proseguito il primo cittadino - all'obiettivo di creare una società più giusta. Vogliamo essere vicini ai più deboli. È molto importante la coesione sociale e il ruolo delle banche, in questo, può aiutare. Paghiamo scelte sbagliate nel passato che hanno pesato sulla crescita e sull'occupazione e hanno determinato la scomparsa di un sistema bancario basato sul Mezzogiorno. La vicenda del Banco di Napoli è ancora un nervo scoperto. Ma il fatto che stia nascendo un sistema bancario basato sul territorio è una bella notizia. Ci tenevo molto ad essere presente perché so quanto possiamo fare insieme con il presidente di una banca che ha grande attenzione alla città e al sociale».

Nel corso della giornata si è discusso di economia civile, cooperazione, credito, lavoro ed etica con il presidente del Censis Giuseppe de Rita, il presidente dello Svimez Adriano Giannola e don Tonino Palmese, vicario per la carità della curia di Napoli. Tra i protagonisti anche Augusto Dell'Erba, presidente di Federcasse e Alessandro Azzi, presidente della federazione lombarda delle Bcc. «Il Paese oggi ha bisogno delle energie positive che provengono da Napoli e dal Sud», ha concluso Amedeo Manzo.

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