Napoli, anche Barra ha il suo primo murales: ecco l'opera dei giovanissimi del quartiere

Giovedì 26 Settembre 2019 di Alessandro Bottone
Barra, quartiere della periferia est di Napoli, ha il suo primo murales. É l'opera di street art firmata da Luca Caputo, in arte Zeus40, realizzata partendo dall'idea di bambini e adolescenti che partecipano ai laboratori dell’educativa territoriale "Dissolvenze" gestita dal gruppo di imprese sociali Gesco. Il tema scelto è quello dell'attesa che assume tante sfumature in un quartiere che da anni vive molteplici situazioni di disagio ma anche tanti esempi di riscatto e speranza.
 
 

Il coloratissimo murales, creato su una facciata visibile da via Villa Bisignano, alle spalle della storica villa Roomer, rientra nel progetto Assafà promosso dall'Assessorato al welfare del Comune di Napoli con il supporto dell'associazione Arteteca/Inward Osservatorio nazionale sulla creatività urbana. Questa è l'undicesima di ventisei opere di street art in tutta la città ognuna delle quali esprime un valore o una tematica specifica. É il quarto di quelli già realizzati nella periferia est: uno a San Giovanni a Teduccio e due a Ponticelli. Il murales è realizzato con l'apporto del tavolo per la creatività urbana del Comune di Napoli «Discovering Street Art Naples».
 


Prima di disegnare e colorare la parete, Zeus40 ha lavorato con i giovanissimi dell'educativa che hanno manifestato un'idea e poi l'hanno elaborata insieme agli educatori e all’artista stesso. L'attesa, nelle loro intenzioni, non è vista come rassegnazione o sospensione ma come un momento di speranza e fiducia verso ciò che verrà. Anzi verso ciò che si costruirà. É così in un quartiere che attende un pieno riscatto dal degrado e dall'incuria, così come da altre pericolose tentazioni. Le definisce proprio «tentazioni» uno dei ragazzini del posto. Sedici anni ma il volto e la voce da adulto, conosce bene le dinamiche del quartiere in cui vive e per il quale spera in una rinascita e nella possibilità di viverlo pienamente. Il giovane racconta che grazie alle attività dell'educativa ha potuto aprirsi agli altri, cercare e coltivare il dialogo e soprattutto imparare a distinguere il bene dal male in un quartiere dove ci sono tante «trappole» in cui è facile inciampare. Lui e i suoi coetanei sono i veri protagonisti di una esperienza che ha come obiettivo lo sviluppo individuale e sociale: l'arte come riscatto per le persone, un modo innovativo per sensibilizzare gli altri alla bellezza e alla creatività.


«L’attesa non è rassegnazione» dice l'assessore al welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta, soddisfatta del lavoro svolto a Barra così come negli altri luoghi già arricchiti con la street art e consapevole che un murales non può cambiare la città. All'inaugurazione erano presenti, oltre l'artista, i giovani del quartiere, i loro genitori e gli educatori: la coordinatrice dell'educativa territoriale di Barra, Cristina Rapicano; Maria Rosaria Ciotola del consorzio di imprese sociali Gesco; il vicepresidente della VI municipalità, Gianluca Maglione; Luca Borriello, Salvatore Velotti e Silvia Scardapane di Inward.

Nei giorni scorsi, dopo la protesta dei residenti attraverso una denuncia pubblica, le aree verdi degradate a ridosso del murales sono state ripulite. Una azione che riconsegna decoro a una zona del quartiere troppo spessa dimenticata da tutti. Resta ancora tanto da fare e l'opera di street art sembra aver donato ai residenti la speranza di non rassegnarsi e battersi per un quartiere più vivibile. Ultimo aggiornamento: 12:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA