Bonifiche farsa, a Napoli le paludi non ci sono più ma la tassa c’è da 70 anni

Sabato 11 Dicembre 2021 di Gennaro Di Biase
Bonifiche farsa, a Napoli le paludi non ci sono più ma la tassa c’è da 70 anni

Class action in arrivo «mercoledì prossimo» per il «contributo di bonifica». Si tratta della cosiddetta «tassa sulle paludi» o sulle «acque reflue», versamento da «17 euro all’anno» richiesto a decine di migliaia di napoletani tra Poggioreale, Ponticelli, centro e stazione. Come riportato negli ultimi giorni anche da Fanpage.it e confermato da Riccardo Vizzino, l’avvocato che sta per depositare l’atto amministrativo nei confronti «della Regione e del Consorzio di Bonifica», stanno piovendo «ingiunzioni di pagamento» e «pignoramenti di auto e conti per chi non paga» l’imposta, ritenuta «ingiusta dai residenti e dai due comitati di cittadini, il Vicaria e quello per la Tutela della Salute, che si sono rivolti al nostro studio legale - continua Vizzino - Le paludi non esistono più, e questo in essere da svariati decenni non è più un tributo ma un arricchimento sine causa. Le famiglie coinvolte sono almeno 50mila, per una cifra di almeno 850mila euro versati o da versare ogni 12 mesi dal Dopoguerra. Il Consorzio di Bonifica, ente cui è destinato il tributo, non ha risposto alle nostre richieste di chiarimenti». 

L’area interessata dal «contributo di bonifica» è enorme: Poggioreale, piazza Garibaldi, Vasto, Volla, Pendino, piazza Carlo III, Ponticelli e Barra. Tutte zone ad alta densità abitativa. «La Ge.fi.L. S.p.a., con sede legale a La Spezia, che si occupa della riscossione per il Consorzio, sta inviando fermi amministrativi verso i morosi - prosegue Vizzino - Arrivano bollette alte, e senza che ci siano state tutte le notifiche negli anni. Siamo già pronti per procedere con le vie legali per tutelare i cittadini».

«Un mese fa, a terra, nell’atrio del mio palazzo, ho trovato una lettera arrivata attraverso posta ordinaria - spiega Domenico De Martino, ingegnere edile, amministratore e residente di un condominio in piazza Garibaldi - Era la Ge.fi. L.: mi informava che la mia auto era sottoposta a fermo amministrativo. Sono stato alla sede del Consorzio, al Centro Direzionale, per chiedere chiarimenti, e mi hanno spiegato che questa ingiunzione era effetto di un’imposta del 2014 che mi sarebbe stata notificata all’epoca. Non ho mai ricevuto quell’avviso. Dallo sportello del Consorzio mi hanno poi reindirizzato a un numero verde, che mi ha confermato che il pagamento risaliva al 2014. Insomma, ho dovuto pagare 107 euro per il dissequestro della mia macchina. Un gioco al rialzo per morosità. Da tantissimi anni le bonifiche sono finite sul territorio: furono realizzati fogne e sottoservizi. Non esistono ruscellamenti o acqua a vista da sanificare. Ho 63 anni e non ho mai visto bonifiche in zona. Mi chiedo: dove sono le paludi? Per quale servizio pago 17 euro annui e ho pagato per il dissequestro dell’auto?». 

La Municipalità 2, presieduta dall’avvocato Roberto Marino, è coinvolta nel «Contributo» per le zone del Pendino, Garibaldi e Mercato: «Avvieremo delle verifiche per accertare quali siano le funzioni di bonifica svolte negli ultimi anni dal Consorzio - spiega Marino - E solo dopo queste valutazioni il quadro risulterà più chiaro. Da una prospettiva anche legale, in quanto presidente di municipalità, vigilerò su eventuali richieste illegittime». 

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Sul sito consorziodibonificanapoli.it (non di ultimissima generazione), alla voce «opere realizzate» si trovano il «Progetto per il risanamento idraulico ambientale del circondario della Cittadella a monte della vasca S. Pancrazio in Comune di Casoria (2)» e il «III° Lotto esecutivo adeguamento sezioni idrauliche canale San Severino (5)». Sono i progetti più recenti elencati sul sito, e risalgono entrambi alle annate «2006-2007». Alla voce «opere da realizzare», invece, il progetto più recente è il «Completamento della sistemazione idraulica per il risanamento igienico sanitario del territorio dei centri abitati compresi nel bacino dell’alveo Pollena e Trocchia.(1)», tra «2005-2008». Sul sito si trova traccia della riscossione: «L’utilizzo di un Concessionario esterno che provvede alla riscossione coattiva dei contributi non pagati si rende necessario, al fine di contrastare il frequente fenomeno dell’evasione contributiva».

«Decorsi i 30 giorni dalla data di spedizione dei solleciti si procederà, per le posizioni consortili inevase - prosegue il Consorzio - all’interrogazione del data base Pubblico Registro Automobilistico per la verifica dell’esistenza di veicoli intestati al trasgressore procedendo all’emissione del Fermo Amministrativo; espletate le precedenti fasi, in caso di conclamata morosità, a carico dei contribuenti morosi si procederà ad applicare il processo di pignoramento presso terzi fino alla cessione del quinto dello stipendio e successivamente eventuale iscrizione ipotecaria per le posizioni di importo superiore a 8mila euro».

Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre, 19:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA