Napoli, la stangata di Natale: dal Comune in arrivo «cartelle» per quattro milioni

Giovedì 9 Dicembre 2021 di Paolo Barbuto
Napoli, la stangata di Natale: dal Comune in arrivo «cartelle» per quattro milioni

Sotto l’albero dei napoletani il Comune sta per piazzare un regalo decisamente sgradito: cartelle esattoriali per quattro milioni di euro per saldare vecchie contravvenzioni; e in più ci saranno anche ottomila atti giudiziari per coprire il mancato pagamento del canone di occupazione del suolo. Tutto in contemporanea, tutto nel mese di dicembre quando le spese aumentano e la voglia di serenità cresce.

Saranno circa trentamila le famiglie napoletane alle quali verrà recapitata una cartella esattoriale per recuperare una contravvenzione al codice della strada non pagata. Si tratta, per adesso, solo di multe riferite al 2017. Il valore complessivo delle sole contravvenzioni sarebbe inferiore ai due milioni e mezzo: il conto finale, però, viene quasi raddoppiato dalle altre spese che vanno dal recupero dei dati degli automobilisti alla prima consegna effettuata alla generazione del ruolo coattivo. Insomma, il valore cresce e il pagamento viene richiesto comunque al trasgressore il quale, va detto, se non avesse violato il codice o se avesse pagato (o contestato) il verbale per tempo, adesso non si troverebbe nella condizione di ricevere un salasso. 

Ogni anno la polizia municipale di Napoli, secondo i dati ufficiali del bilancio del Comune, stacca contravvenzioni per un valore superiore ai 120 milioni, anche se il trend è in lieve discesa: nel 2018 il valore complessivo delle multe presentate ai napoletani è stato di 127 milioni, nel 2019 è sceso a 125 milioni e nel 2020 si è fermato a 123 milioni. Soldi che vengono incassati dal Comune in porzioni minime perché l’elusione del pagamento è all’ordine del giorno. Ecco perché, poi, si arriva alla stangata delle cartelle esattoriali. 

Il percorso per la consegna delle “cartelle natalizie” è stato avviato quando era ancora estate. Ad agosto s’è avviata la macchina ufficiale per il recupero delle contravvenzioni non pagate, la burocrazia ha richiesto i suoi tempi e solo adesso, a dicembre, è iniziato il periodo di 15 giorni di affissione del documento all’albo pretorio per consentire eventuali contestazioni. 

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Diversa la questione del Canone di occupazione del suolo pubblico. In questo caso non c’è il passaggio attraverso il ruolo coattivo ma, stando a quanto chiarito dalla determinazione dirigenziale K1087/007 del Servizio Gestione Canoni del Comune di Napoli, si tratta di far arrivare a casa dei napoletani 8.600 atti giudiziari. Per questa operazione non è indicato il valore complessivo delle richieste che però, probabilmente, si aggira intorno agli undici milioni di euro. 

Il percorso di questa pioggia di richieste di pagamento per vecchi canoni Cosap, è collegato direttamente al piano di rientro del Comune, lo scrive chiaramente il dirigente nel documento in cui assegna il contratto (da 58mila euro) alla ditta individuata per la consegna degli atti: «Entro il corrente anno 2021, il Servizio gestione canoni e altri tributi, ai fini del raggiungimento degli obiettivi fissati in sede di programmazione annuale, nonché nel rispetto degli impegni assunti dall’Ente con il piano di riequilibrio finanziario pluriennale, deve provvedere all’emissione, tra l’altro, di 8.682 avvisi di accertamento Cosap varie annualità, da recapitarsi mediante atto giudiziario». 

Qual è il peso complessivo delle richieste Cosap? Se il documento di affidamento del contratto di consegna non lo precisa, è possibile tentare di recuperare il dettaglio in altri faldoni. Basta, ad esempio, ripescare la recente relazione dei revisori dei conti di palazzo San Giacomo sul rendiconto della gestione del 2020: in quel lungo e accurato elaborato, ci sono sfumature di particolare interesse, una di queste è relativa proprio al Cosap, il canone per il quale il Comune sta per inviare migliaia di richieste.

Secondo la relazione dei revisori, a fronte di accertamenti per undici milioni (11.169.275,19 per la precisione), il Comune è riuscito a riscuotere in totale 1.442 euro. Anche a noi la sproporzione tra accertamento e riscossione sembra spaventosa, però non possiamo non fidarci della relazione dei revisori che, a pagina 51, propone proprio questi dati. 

Del resto sulla stessa linea, secondo il documento a firma dei revisori, c’è anche il fronte del recupero dell’evasione di Tarsu e Tares che, rispetto ad accertamenti per quattro milioni, segnala riscossioni per un valore totale di 837 euro.

Numeri imbarazzanti che offrono la possibilità di comprendere perché la voragine dei conti del Comune si allarga in maniera sempre più evidente. In totale il conto dei Crediti di dubbia esigibilità (vecchie multe, tasse del passato mai pagate) del Comune di Napoli supera i 438 milioni di euro.

Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre, 09:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA