Bus a Napoli, l'autista ferma il pullman pieno di viaggiatori senza mascherine: multato

Domenica 13 Settembre 2020 di Gennaro Di Biase

«C'era troppa gente sul bus, più o meno il doppio di quanto consentito dalle norme anti-Covid, ma ho ricevuto una multa per aver fermato il mezzo». Questa è la disavventura capitata a Giovanni Clemente, un autista dell'Anm che come racconta lui stesso «il 9 luglio, dopo un tentativo di aggressione subito da un passeggero che aveva spezzato la catena del mio vano e mi stava insultando», ha «fermato una corsa della linea R5 in Corso Secondigliano, alla terza fermata». Il verbale da «42 euro», come si legge sul documento della polizia municipale, è arrivato a sorpresa tre giorni fa. «Sono deluso, devo pagare una multa per aver cercato di far rispettare le norme di sicurezza sulla pandemia?», sospira con voce bassa e amareggiata lo stesso Clemente. La sua storia racconta tanto delle contraddizioni di questo autunno 2020, in cui si rincorrono spesso senza accordarsi vita e pandemia, ritorno alle attività e ritorno del virus.

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Sono le 17,30 del 9 luglio. Gli animi si agitano non poco, davanti alla polizia di Stato di Corso Secondigliano. All'interno del bus ci sono «70 persone prosegue Clemente almeno 30 in più di quanto consentisse all'epoca il regolamento sul distanziamento sociale. Alla fermata ne ho viste in attesa altre 80, ed era quasi impossibile saltarla, dato che molti utenti dovevano scendere». È qui che iniziano le polemiche tra gli stessi passeggeri, ed è in questo momento che «uno di loro spezza la catena del vano conducente aggiunge Clemente e prova ad aggredirmi dicendo: Tu stai largo là e io devo stare stretto qua dietro? A me non interessa niente di queste leggi contro il Covid. A questo punto, spaventato, freno e fermo l'autobus. Questa situazione della multa non è giusta: stavo facendo il mio dovere». La situazione si sbroglia solo dopo un'ora, e con l'intervento dei vigili urbani. «Sono stato chiamato al telefono da un ingegnere dell'azienda nei giorni scorsi conclude Clemente che mi ha chiesto delucidazioni sulla vicenda. Ma mi sarei aspettato una convocazione in presenza». Giova ripetere come ricordato da una nota di Anm della settimana scorsa che è l'azienda stessa a «dare disposizioni agli autisti di bloccare il bus in attesa delle forze dell'ordine se i cittadini non scendono».
 


Se Clemente ha seguito la procedura indicata in caso di superamento del limite consentito di passeggeri, allora perché la multa? «Il conducente - si legge nelle motivazioni del verbale dei vigili redatto dall'Unità Operativa Secondigliano - l'11 luglio nel percorrere Corso Secondigliano eseguiva una brusca frenata». Se in generale la «brusca frenata» può essere un motivo legittimo di multa secondo il codice della strada, nella circostanza scatta però il paradosso, perché la frenata di Clemente è derivata dalla paura «della molta irruenza di alcuni passeggeri che forzavano l'apertura del vano conducente», come aveva specificato lui stesso in una dichiarazione resa alla polizia municipale il 15 luglio, a una settimana dai fatti. Il quadro dei trasporti è decisamente intricato, in questa fase di ripresa autunnale delle attività, che avviene per di più in un regime di convivenza forzata col virus. Far rispettare le regole, per chi è al volante di un mezzo pubblico, è indubbiamente difficile, a guardare la lista dei compiti: guida, conteggio dei passeggeri (coi mezzi attualmente all'80% della capienza), controllo dell'obbligo di mascherine. Solo pochi giorni fa gli autisti sia di Eav che di Anm avevano invocato un aiuto a bordo per evitare ulteriori incidenti. 

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