Caivano, parco Verde: smantellate le videocamere della camorra

Martedì 7 Settembre 2021 di Marco Di Caterino
Caivano, parco Verde: smantellate le videocamere della camorra

Il «grande fratello» della camorra del Parco Verde. Sequestrato dai carabinieri un maxi impianto abusivo di videosorveglianza composto da ben nove telecamere ad alta risoluzione e due maxi televisori a led, di ultima generazione che era in grado di coprire la visione a 360 gradi dell'intera zona. L'impianto era stato installato tra gli isolati delle palazzine popolari Iacp del Parco Verde, dove hanno trovato una morte orribile Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni abusata e uccisa da Raimondo Caputo detto «Titò» ora all'ergastolo - mentre un anno prima in circostanze analoghe trovò la morte il piccolo Antonio Giglio, precipitato dall'ottavo piano dello stesso isolato 3 dove abitava Fortuna Loffredo.

Per la morte di Antonio Giglio sono sotto processo la mamma, Marianna Fabozzi, imputata per omicidio volontario e l'ex convivente Raimondo Caputo, per favoreggiamento. Chissà se sette anni fa, quando fu uccisa Fortuna, nelle stesse palazzine c'era un simile sistema di video sorveglianza. Se c'era, sicuramente avrà ripreso la morte in diretta della bambina. Ma per la camorra di questo difficile posto, la vita di una ragazzina di sei anni, non vale la perdita di qualche dose e il sequestro di telecamere seppure abusive.

Questa sorta di «grande fratello» è stato scoperto dai carabinieri della compagnia di Casoria, diretta dal maggiore Diego Miggiano, che con i colleghi della tenenza di Caivano, hanno passato al setaccio le piazze di spaccio del Parco Verde, nel corso di un'operazione ad Alto Impatto. Due i pusher denunciati per detenzione di stupefacenti finalizzata allo spaccio. E sul terrazzo dell'isolato A5/3, i militari hanno scoperto una sorta di «giardino pensile» con un rudimentale sistema di irrigazione per coltivare piante di marijuana, che sono state estirpate sul posto e distrutte.

Video

Il capillare controllo ha consentito ai militari di individuare un sistema di blindatura dei portoncini di ingresso di vari palazzi, finalizzato a rendere più sicure le piazze di spaccio, che agiscono proprio negli androni, in cui la maggior parte dei condomini deve avere una sorta di «green pass» per entrare e uscire dalla propria abitazione, previo ok dei pusher. Grazie al lavoro dei vigili del fuoco sono stati smontati decine tra chiavistelli, cancelli in ferro, piccole paratie attraverso le quali avviene lo scambio dose-soldi. 110 sono state le persone fermate ed identificate, tra queste ben 45 sono pregiudicate. Qui, poco più di un mese fa, un mucchio selvaggio composto da una ventina di giovanissimi, seminò il terrore esplodendo un centinaio di colpi. Una prova di forza criminale che indusse don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde, a sospendere il campo estivo per i bambini più poveri per timore di una possibile tragedia.

Ultimo aggiornamento: 17:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA