Clan Gionta a Torre Annunziata, la moglie di Valentino jr percepiva il reddito di cittadinanza

Venerdì 3 Dicembre 2021 di Dario Sautto
Clan Gionta a Torre Annunziata, la moglie di Valentino jr percepiva il reddito di cittadinanza

La moglie di Valentino Gionta jr percepiva indebitamente il reddito di cittadinanza. Ieri mattina, i finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente nei confronti di Annunziata Chierchia, incensurata oplontina, figlia di un elemento di spicco della famiglia di camorra dei «Fransuà» e moglie di Valentino Gionta junior, il 30enne figlio del «boss poeta» Aldo e nipote del «padrino» del quale porta nome e cognome. La donna, hanno ricostruito i finanzieri nel corso di indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata (procuratore Nunzio Fragliasso), ha percepito il reddito di cittadinanza dal novembre 2020 al settembre 2021. Nella sua richiesta, però, Annunziata Chierchia aveva omesso di dichiarare all'Inps di essere sposata con un detenuto per reati di camorra, peraltro al regime del 41 bis. Nel corso della perquisizione domiciliare, i finanzieri guidati dal colonnello Gennaro Pino hanno requisito solo la card del reddito di cittadinanza, non essendo stati trovati beni per raggiungere l'ammontare del sequestro da 9.742,91 euro, i soldi incassati dalla donna durante i dieci mesi da percettrice del sussidio di Stato. 

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Nipote omonimo del capoclan Valentino Gionta, il 30enne Valentino junior rappresenta la terza generazione di camorristi a Torre Annunziata e, come il papà Aldo e il nonno, è relegato al regime del carcere duro per la sua capacità di mandare direttive ai suoi affiliati nonostante lo stato detentivo. Appena tre giorni fa, la nuova operazione anticamorra ha fatto emergere ancora il ruolo decisionale del capoclan 68enne Valentino Gionta, detenuto da trent'anni e da tempo al 41 bis. Stamattina sarà celebrata l'udienza per la convalida dei fermi dei tre giovanissimi affiliati al clan Gionta accusati dell'omicidio di Francesco Immobile, il 35enne crivellato di colpi lo scorso 12 settembre all'esterno della chiesa di Sant'Alfonso, di domenica mattina. Dinanzi al gip compariranno il 18enne Pietro Pallonetto e il 19enne Ciro Coppola, insieme al 17enne A.L. fermati con l'accusa di omicidio di camorra a chiusura di indagini condotte dai poliziotti del commissariato di Torre Annunziata. A confermare la ricostruzione degli investigatori sono arrivate le dichiarazioni di una nuova collaboratrice di giustizia. Una donna, con un passato da pusher e vedetta per i Gionta, che ha deciso di collaborare con la giustizia perché teme di essere uccisa proprio perché a conoscenza di dettagli precisi sull'ultimo omicidio di camorra avvenuto a Torre Annunziata. Le sue dichiarazioni hanno confermato l'identificazione dei quattro presunti killer di Immobile. A sparare per primo sarebbe stato Coppola, mentre a finire il 35enne con un colpo alla testa sarebbe stato proprio il minorenne. 

Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 08:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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