Coronavirus a Napoli, due bambini positivi ricoverati al Policlinico Federico II

Domenica 29 Marzo 2020 di Ettore Mautone

Sono due bambini piccoli e una giovanissima mamma, per un totale di tre minori, i pazienti con coronavirus ospiti del reparto di infettivologia pediatrica del Policlinico Federico II. L'unità, diretta dal professor Alfredo Guarino, è l'unico centro Hub di riferimento regionale per l'infezione pediatrica da Covid-19 in Campania. I pazienti sono tutti stranieri: il primo è un bambino di 6 mesi giunto mercoledì scorso al Policlinico dal Santobono. All'esito del test ne è stato disposto il trasferimento. Le sue condizioni sono discrete. Madre e padre sono anch'essi positivi. «L'altra piccola paziente ha appena due mesi di vita - racconta Guarino - e ha una prognosi più sfavorevole sia per la prematurità sia per la situazione di degrado che ha alle spalle». La già mamma che non parla italiano ha 17 anni ed è stata sottoposta a tampone. La gestione dell'infezione per il nucleo familiare richiede un più ampio intervento di tipo sociosanitario. C'è anche un problema complessivo di gestione di cui ci stiamo occupando. Il percorso di guarigione è lungo. C'è il problema delle dimissioni visto che il piccolo di 6 mesi ha un fratello negativo».
 

 

Quella dell'epidemia da Covid è una situazione clinica ed epidemiologica nuova che richiede la costruzione di una rete con la pediatria ospedaliera e di base che non esiste ancora. «Una rete che stiamo ostruendo - aggiunge Guarino - con questa infezione, almeno per ora, bisogna conviverci e ci stiamo attrezzando. Abbiamo 5 posti letto con percorsi completamente separati dall'utenza non infetta. È cruciale che queste cose non si facciano in maniera improvvisata. Nel centro Covid per le gravide e in altri nidi della Campania sono già una decina le nascite da mamme positive al virus e i bambini giunti alla nostra attenzione sono tutti sani. I neonati risultano molto protetti dal virus - conclude Guarino - stiamo cercando di capire il perché. Il virus non sembra attraversare la placenta e il neonato gode di indici di infiammazione molto bassa. L'ipotesi che non esprima i recettori per il virus è stata accantonata mentre sembra affermarsi l'idea che nel plasma dei neonati vi sia qualche fattore con spiccato effetto antivirale. Ci sono diversi gruppi nel mondo, compreso il nostro, che sta studiando questo aspetto che potrebbe tornare utile nella terapia e prevenzione dell'infezione negli adulti».

 

Al Policlinico si lavora per ampliare anche l'offerta assistenziale per adulti. Da lunedì tutto il Padiglione 18 sarà completamente dedicato ai Covid con unità di degenza ordinaria di malattie infettive e di pneumologia per un massimo di circa 40 posti letto. Qui l'assistenza, tranne il Piano terra dove c'è la Psichiatria è tutta dedicata al pazienti affetti da Coronavirus e al piano terra c'è anche un'accettazione dove viene effettuato un triage. Nel recinto della cittadella universitaria trovano posto inoltre i 13 posti della Rianimazione (tutti occupati) e sono pronti i 5 posti di sub intensiva dell'edificio 5 in cui far transitare i pazienti che progressivamente migliorano e vengono estubati. Con i 14 posti ricavati all'edificio 15 da attivare entro i primi giorni di aprile per quadri clinici non gravi l'offerta assistenziale complessiva per i Covid sale a circa 70 unità di degenza superando in corsa le sole 24 degenze ordinarie attivate nel padiglione 13 dalla Vanvitelli. «Siamo presenti anche con il laboratorio di analisi - conclude Maria Triassi, che come dipartimento di prevenzione coordina per l'unità di crisi regionale gli interventi e i percorsi - e da domani porteremo da due a tre le sedute di processamento dei tamponi. I prelievi vengono fati nell'ambulatorio di malattie infettive. L'offerta è stata territorializzata e saremo dedicati agli screening del personale sanitario». Al policlinico proseguono le cure per gli emolitici e gli oncologici sia con l'oncoematologia sia con le tre chirurgie che esprimono un'eccellenza regionale.
 


Intanto dal Cardarelli giunge una buona notizia: è stata dimessa dal Cotugno la primaria del pronto soccorso Fiorella Paladino ora in convalescenza a casa. Il Cardarelli sta ampliando l'offerta di posti letto. I Covid center sono concentrati nella Palazzina M (intramoenia) e nell'ex Ortopedia (H). Nel primo stabile sono già attivi 5 posti di terapia intensiva (3 occupati) ampliabili a 8. Altri 15 di sub intensiva hanno aperto i battenti ieri pomeriggio. Qui il manager Giuseppe Longo ha previsto la netta separazione degli accessi in pronto soccorso e un red point per codici rossi nella palazzina Covid. In allestimento c'è il padiglione H anche questo dotato di Tac autonoma con 14 posti di rianimazione programmati e 24 posti letto tra ordinari e sub intensiva. Da lunedì infine all'Azienda dei colli parte l'unità Covid del Cto con 4/6 posti di terapia intensiva (compresi i 2 del codice rosso in pronto soccorso) e un pianto dedicato alle degenze per una dozzina di posti letto ampliabile a 24. 

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