Covid a Napoli, lo strano caso della scuola che non ha mai riaperto

Venerdì 9 Ottobre 2020 di Daniela Spadaro

«Garantire sicurezza sanitaria ai ragazzi, i quali inizieranno con la didattica a distanza», dice la nota con la quale dal Comune di Somma Vesuviana annunciano lo slittamento delle lezioni in presenza nella scuola di via Bosco a Rione Trieste. Mai ancora rientrati in classe da marzo, gli studenti, circa 150, dovranno continuare a seguire le lezioni in didattica a distanza fino a sabato 17 ottobre, per tornare in classe non si sa se tutti insieme soltanto lunedì 19. Perché si parli di sicurezza sanitaria nella nota di palazzo Torino non è ben esplicitato, e il sindaco Salvatore Di Sarno, in una ripresa video poi diramata alla stampa, aggiunge soltanto che la decisione è stata presa «per far stare tranquilli tutti, con una platea scolastica in sicurezza, a casa, con didattica a distanza». 

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C'entrano naturalmente i contagi che a Somma Vesuviana sono stati negli ultimi giorni in crescita esponenziale: solo ieri sette nuovi positivi, per un totale di 84. Sono 114 le persone in isolamento sull'intero territorio. E ieri nel plesso centrale dello stesso Circolo sono stati trovati due studenti positivi, per cui in serata ne è stata decisa la chiusura. Le altre scuole però sono aperte dal 1 ottobre, anche se con ritardo dunque. E ieri è stata pubblicata all'albo pretorio la presa d'atto della giunta comunale circa la delocalizzazione di tre classi dell'infanzia da un plesso mai riaperto per problemi con il proprietario dell'edificio.

Altre scuole cittadine, sia pure con le difficoltà del caso, proseguono le lezioni, allora perché la preoccupazione della «sicurezza sanitaria» per via Bosco? C'entra, presumibilmente, il fatto che la scuola è ospitata in una struttura privata in affitto al Comune. E, di conseguenza - a meno di risvolti non resi noti per ora - c'entra la preoccupazione delle famiglie rispetto a casi Covid presentatisi ancor prima che fosse resa nota la data d'apertura delle scuole, casi che avrebbero fatto montare il panico tra le mamme e reso infuocate le chat di classe. 

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Dal 1 ottobre, giorno previsto per l'inizio delle lezioni, la data di riapertura del plesso di Rione Trieste era già stata procrastinata al 9 ottobre, cioè ad oggi. Ora ci si prende ulteriori dieci giorni di tempo. Le questioni relative alla privacy non consentono evidentemente alle istituzioni locali di rendere noti ulteriori dettagli, ma se davvero i casi di «positivi» non riguardassero prettamente la scuola e fossero invece relativi allo stabile o alle sue pertinenze, la decisione presa a Palazzo Torino avrebbe tutt'altri risvolti. Per gli studenti una doppia beffa, visto che sono costretti a frequentare quei poco funzionali locali perché la «vera» scuola ad essi destinata è quella nuovissima ma inagibile perché ha soffitti più bassi di 30 centimetri rispetto ai parametri di legge. Intanto, anche per assicurare controlli anti-assembramento più serrati dinanzi agli edifici scolastici, l'amministrazione ha deliberato il potenziamento dei controlli con la collaborazione tra protezione civile e polizia locale. 

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