Coronavirus a Napoli, al Cotugno riecco i ricoveri: 13 pazienti, due più gravi

Mercoledì 22 Luglio 2020 di Ettore Mautone

Nessun allarme ma guardia sempre più alta contro il Coronavirus in Campania e intanto al Cotugno arrivano altri 7 ricoveri, cinque con conclamato contagio e due sospetti. Al Cotugno dunque, in totale, i degenti sono diventati tredici, di cui 10 conclamati e tre sospetti. Tre in gravi condizioni tanto da andare in Rianimazione o terapia sub intensiva. L’ultima caso in serata: da Giugliano è arrivata una coppia con l’uomo che presenta febbre alta e insufficienza respiratoria tanto che non si esclude il ricovero in terapia intensiva. Stessa sorte già toccata a uno skipper di Salerno. Si ripopola purtroppo il reparto di infettivologia di cui è direttore di dipartimento Rodolfo Punzi al pari di quello di “sub intensiva” in cui gli infeti vengono sottoposti a ventilazione con maschere a ossigeno nell’unità di Pneumologia diretta da Giuseppe Fiorentino. 

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I NUMERI
In degenza ordinaria ci sono ancora una donna già ricoverata da tempo e affetta da linfoma ma, nonostante tutte le migliori cure, non si negativizza a causa dello stato di immunodepressione legato alla sua patologia di base. C’è poi un ragazzo rom di 17 anni del focolaio di Scampia che sta discretamente bene (la mamma, in serie condizioni, è invece in terapia sub intensiva nello stesso ospedale mentre lo zio e un fratello di 7 anni sono ricoverati al policlinico Federico II). A questi si aggiungono la donna dominicana di Ischia che non presenta particolari complicanze, un uomo di mezza età (è del 1959) di Tufino con sintomatologia sfumata ed è collegato a un focolaio del Nolano; una donna di 36 anni, italiana, residente a Secondigliano ricoverata nei giorni scorsi a seguito di un tampone praticato al Cotugno. Infine il primo dei due casi sospetti l’altro ieri sera è giunto da Pozzuoli con tipica sintomatologia ma negativo a un primo tampone rapido e praticato al Santa Maria delle Grazie. In terapia sub intensiva del Cotugno sono ricoverati i casi più seri: una donna in degenza da mesi, anche in questo caso affetta da una patologia neoplastica di base (linfoma), un uomo di Mondragone, anziano, non appartenente alla comunità bulgara e in condizioni stabili, due coniugi di Portici che hanno superato la fase critica e la donna rom, mamma del ragazzo di 17 anni, sotto terapia per contrastare il tipico quadro tromboembolico sviluppato nonostante le cure specifiche.
A Napoli città al momento sono sei i pazienti ricoverati al Covid center di Napoli est di cui 4 sono nuovi ingressi: 3 di etnia rom del campo di Scampia e una venezuelana a cui vanno aggiunti due pazienti italiani. La donna sud americana è giunta l’altro ieri al pronto soccorso del Pellegrini ed è subito stata messa in isolamento in quanto sintomatica risultata poi positiva al tampone. L’altro è un ventenne napoletano di ritorno da Scalea andato direttamente al Cotugno con febbre. Sono state attivate le indagini epidemiologiche sui contatti stretti e avvisata la Asl competente di Scalea. 

I TURISTI
Ci sono poi i casi sull’isola azzurra: alla Asl Napoli 1 è arrivata comunicazione dalla Asl di Roma 1 di una ragazza romana con esito positivo al tampone che ha frequentato l’isola e prima ancora Acciaroli (frazione di Pollica). Al suo arrivo a Roma era già sintomatica. È in corso l’approfondimento epidemiologico sulla catena di frequentazioni e contatti avuti sull’isola. L’Asl di Roma 1 ha inviato una sintesi dettagliata dell’intervista alla ragazza. Su Capri ci sono altre due persone sotto osservazione, contatti stretti di un caso positivo riscontrato su un aereo da Dubai. «Quando il Ministero ce lo ha comunicato - dice il manager della Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva - e li abbiamo raggiunti erano già a Capri da loro amici. Sono stati tamponati e in isolamento compresi i due signori che li ospitano». Quindi a Capri ci sono 4 persone in isolamento in attesa dei tamponi e resteranno in quarantena anche se negativi. 

Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 12:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA