Covid a Napoli, riparte l'Ospedale del Mare: troppi casi sintomatici

Martedì 16 Novembre 2021 di Ettore Mautone
Covid a Napoli, riparte l'Ospedale del Mare: troppi casi sintomatici

Contagi giornalieri in crescita a Napoli e in Campania: pertanto l'Ospedale del mare torna nella rete Covid e da lunedì 22 novembre riaccende i motori a 47 posti per pazienti colpiti dal virus. Tra una settimana e comunque entro 48 ore da una eventuale alert della Regione saranno dunque attivi 39 posti di degenza e 8 posti di sub intensiva (47 in tutto) da ripartire sulla base delle necessità assistenziali. In preallerta anche 8 posti letto di rianimazione nei prefabbricati. Questi ultimi se necessario, entro 12 ore dal via della Asl, dovranno anch'essi essere pronti a entrare in funzione.

L'andamento della curva epidemica da Sars-Cov-2 non lascia presagire nulla di buono: in città si viaggia su una media di 130-140 casi Covid al giorno, di cui il 40 per cento vaccinati e il 20 per cento sintomatici (quasi tutti non vaccinati). A Napoli ci sono circa 200 mila persone non vaccinate (30 mila con più di 70 anni altamente a rischio), cui si aggiungono gli under 12 privi di scudo che il virus utilizza come diffusori. I modelli previsionali dell'unità di crisi mostrano un andamento esponenziale della crescita dei casi e una lenta ma inesorabile saturazione dei posti letto attivi. Attenzione: quelli indicati nel bollettino giornaliero, con le relative percentuali, fanno riferimento all'intera rete sanitaria regionale di degenza in area medica e in area rianimativa. Scatta dunque la cosiddetta fase A della rimodulazione dell'offerta sanitaria (ne esiste una B e una C che prevedono il progressivo impegno di ulteriori posti letto e personale nel caso da sottrarre alle altre attività di cura). Nulla di paragonabile, tuttavia, a questo accadeva un anno fa: oggi i casi totali sono meno di un quarto e l'impegno sanitario è del 10 per cento rispetto a quello registrato alla metà di novembre del 2020 quando i vaccini ancora non erano disponibili. Abbastanza tuttavia, per accendere le prime spie rosse. Negli ultimi due mesi il Cotugno è stato l'unico Covid center della città (insieme ai policlinici), su cui si sono concentrati i trasferimenti di pazienti infettivi ma ora ha quasi saturato la sua capienza: a ieri sono 28 su 32 i posti occupati in terapia sub intensiva, 64 su 67 in degenza ordinaria. In terapia intensiva, piena la scorsa settimana, si sono liberate 3 unità su 8. Non si tratta purtroppo di pazienti guariti, tantomeno passati in altre divisioni ma di persone che, a dispetto dalla relativamente giovane età, (40-50 enni) pur sostanzialmente sani, non ce l'hanno fatta a superare la micidiale polmonite da Sars-Cov-2. Per evitare di sottrarre assistenza specialistica ai pazienti con meningiti, encefaliti, tetano, tubercolosi e altre infezioni gravi, il Cotigno ora torna ad essere affiancato dall'ospedale del mare che dopo una pausa di un mese e mezzo rientra nella rete Covid della città. Un provvedimento che investe anche altre Asl. 

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L'area impegnata è quella della day surgery già utilizzata nelle precedenti ondate. Le attività chirurgiche dovranno ripiegare negli spazi disponibili negli altri reparti ovvero al San Giovanni Bosco. Intanto il presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli e provincia Bruno Zuccarelli al giuramento di Ippocrate dei giovani medici, tornato in presenza, il primo dopo il via alle lauree abilitanti ha sottolineato il fatto che «Tanti giovani hanno già conosciuto la prima linea nella lotta al virus, nelle Usca, nei Pronto soccorso, per le vaccinazioni. Prova di professionalità e impegno». Un appello poi alle autorità sanitarie nazionali per «un inserimento immediato nel sistema sanitario laddove negli ultimi dieci anni 134 i giovani medici formati a Napoli sono andati a lavorare fuori per necessità».

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