Covid a scuola, a Napoli torna la dad ma è caos test rapidi: «Troppe incertezze»

Martedì 16 Novembre 2021 di Mariagiovanna Capone
Covid a scuola, a Napoli torna la dad ma è caos test rapidi: «Troppe incertezze»

Con la curva dei contagi che si innalza, crescono i timori di aumenti di casi di positività in ambito scolastico e torna lo spettro della Dad. Finora, l'alta percentuale di personale scolastico doppiamente vaccinato ha tenuto a bada i possibili contagi, e ora che è iniziata la campagna per le terze dosi sicuramente migliorerà, così come quella dei giovani nella fascia d'età 12-19, che vede il 66% coperto con la dose unica o doppia. Tuttavia resta quel 34% di studenti non ancora vaccinati, così come quelle rare eccezioni tra il personale scolastico, ed ecco che la variante Delta, e in percentuale inferiore la Delta plus, circolano tra chi frequenta le scuole. Il nuovo protocollo «Indicazioni per l'individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da Sars-CoV-2 in ambito scolastico» elaborato dall'Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della salute, dal Ministero dell'Istruzione e dalle Regioni ed entrato in vigore solo da alcuni giorni contiene una revisione del sistema di gestione dei contatti dei casi confermati di Covid, anche alla luce dell'aumento della copertura vaccinale per favorire la didattica in presenza e rendere il più possibile omogenee a livello nazionale le misure di prevenzione attuate in ambito scolastico.

È stato così? A quanto pare proprio no, poiché restano troppe incertezze, come quanto accaduto in alcune scuole cittadine. Le difficoltà principali si riscontrano soprattutto nella gestione del Tampone zero (T0) da eseguire il prima possibile, dal momento in cui si è stati informati dal dirigente scolastico e grazie al quale se tutti i compagni di un positivo sono negativi rientrano a scuola. In alcuni casi però ci vorranno comunque 24-48 ore per fare l'esame e avere i risultati, quindi, gli studenti staranno comunque a casa uno o due giorni a fare la Dad. Nel bollettino del 10 novembre dell'Asl Napoli 1 ci sono state 142 segnalazioni: ben 49 nelle medie, 42 nelle primarie, 13 nella scuola dell'infanzia e 38 alle superiori. Ventitré però sono docenti e 4 bidelli. Il numero di contatti scolastici in quarantena è invece di 515. 

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Ieri il dirigente Umberto Boiano del quarto circolo Maria Cristina di Savoia a Chiaia ha avuto la conferma di quattro casi Covid in due classi differenti, con l'Asl Napoli 1 che sta testando gli alunni e disporre eventuali quarantene. Intanto gli alunni delle due classi interessate hanno fatto lezione in Dad, e oggi dovrebbero entrare ma alle famiglie non è stato chiarito se dovranno fare il tampone ai figli. All'Istituto comprensivo Gennaro Capuozzo al Centro direzionale, la dirigente Anna Pugliese ha dovuto fare i conti con vari casi la scorsa settimana. Da ieri IIIA della media e la IVD della primaria sono tornati in presenza ma non prima dell'esito di «tampone negativo effettuato dalla Asl o autonomamente» altrimenti non potranno rientrare in aula. Restano in Dad precauzionale, invece, le classi IIG e IIIG della secondaria di primo grado in ognuna delle quali è stato accertato un solo caso positivo, e anche in questo caso per rientrare dopo la quarantena fiduciaria disposta dall'Asl, del tampone negativo. Segue un'altra via la dirigente Maria D'Ambrosio dell'Istituto Comprensivo Raffaele Viviani a Posillipo che pur avendo solo un caso nella classe 4B della primaria del Plesso Viviani (l'unico in quarantena) ha disposto che la classe frequenterà regolarmente le lezioni in presenza, ma tutti gli alunni, entro le 48 ore devono eseguire il test diagnostico per verificare la propria negatività e per poter essere ammessi in classe. Quindi senza il tampone non possono seguire le lezioni ma non è prevista la Dad. La scorsa settimana ci sono stati dei positivi anche al liceo Umberto di Chiaia e nelle classi interessate si è proceduto alla Dad per un paio di giorni, il tempo necessario a fare i tamponi a tutti i contatti, poi la ripresa in presenza. Le nuove regole prevedono due scenari: quello relativo alla fascia 0-6 anni, e quello delle scuole dalla primaria alla secondaria di secondo grado. Il protocollo prevede provvedimenti diversi anche se vaccinati o no. In presenza di un caso positivo, i compagni di classe faranno un test il prima possibile, definito T0, e se il risultato è negativo si potrà rientrare a scuola, e ne dovranno ripetere un altro dopo 5 giorni. Nel caso di due positivi, i vaccinati o negativizzati negli ultimi 6 mesi faranno la sorveglianza con testing, mentre i non vaccinati la quarantena.

Nel caso di tre positivi andrà in quarantena tutta la classe (ma di 7 giorni per i vaccinati e i guariti, di 10 gli altri) con l'attivazione del sistema di didattica a distanza. Caso diverso invece quando, e se, si dovesse essere in presenza di alunni più piccoli: chi ha meno di 6 anni finisce in quarantena (10 giorni) anche se c'è un solo positivo.

Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 08:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA