Allarme a Giugliano, 35 studenti positivi dopo stage in Irlanda: due casi Omicron

Sabato 18 Dicembre 2021 di Ettore Mautone
Allarme a Giugliano, 35 studenti positivi dopo stage in Irlanda: due casi Omicron

È una brutta tegola quella che arriva in Campania dagli ultimi sequenziamenti di Sars-Cov-2 condotti dal super laboratorio del Cotugno su un gruppo mirato di tamponi positivi inviati dalla Asl Napoli 2 nord: in 24 ore emergono 13 nuove varianti Omicron, 10 relative a militari dell’aeronautica a cui si aggiungono 2 ragazzi di 14 anni di due scolaresche del liceo scientifico statale De Carlo a Giugliano andate in stage all’estero, a Dublino. Infine c’è un tredicesimo caso individuato dall’Istituto Zooprofilattico di Portici relativo a una giovane ragazza di 22 anni residente a Salerno, rientrata da Parigi, sui cui contatti sta ora indagando la Asl provinciale. Il tutto frutto del costante lavoro di sequenziamento che l’Istituto sta conducendo in sinergia con l’ Ospedale Cotugno (che coordina i rapporti con L’Istituto superiore di Sanità) e il Tigem e che, particolarmente in questo periodo di intensificazione dei contagi, risulta fondamentale per comprendere l’evoluzione del virus e consentire azioni di prevenzioni mirate. 

Inutile sottolineare che a preoccupare di più è il cluster dalle scolaresche di Giugliano in cui i due casi Omicron, sequenziati a campione, emergono da un focolaio di ben 35 ragazzi positivi su 69 ragazzi che hanno viaggiato all’estero e su cui ora si accendono i riflettori per un indispensabile ulteriore approfondimento epidemiologico della Asl. Di contro diversi ragazzi si sono già negativizzati. Le classi sono due, per complessivi 69 studenti, tutti in isolamento da circa una settimana. Il rientro da Dublino è avvenuto il 5 dicembre. Un paio di giorni dopo è partita la richiesta di tamponi da parte dei genitori dei ragazzi insospettiti dalla comparsa di sintomi. In prima battuta i tamponi positivi erano 25 poi diventati 35. All’esito del sequenziamento, scattato per due tamponi scelti a campione, è arrivato ieri sera il responso dal Cotigno positivo per Omicron. Ed è sempre la Asl Napoli 2 nord ad aver inviato giovedì al laboratorio di Microbiologia del polo infettivologico i 12 tamponi da sequenziare in urgenza relativi ad un gruppo di militari dell’aeronautica. Esami da cui sono stati riscontrate altre 10 varianti Omicron. Si tratta di due colonnelli rientrati a Pozzuoli da una missione in Sud Africa e di altri 8 tra 80 militari finiti in isolamento presenti su un bus sul quale i graduati avevano effettuato alcuni spostamenti. 

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Intanto salgono di 7 unità, in 24 ore, gli accessi in terapia intensiva in Campania mentre sono 17 i nuovi positivi che hanno varcato la soglia di un ospedale Covid per le cure. Quello di ieri è il primo balzo in avanti sul fronte dei ricoveri che per la prima volta da settimane accompagna l’accresciuto indice dei contagi. Ieri sono state complessivamente 1.841 le nuove infezioni. Uno scenario che fa scattare un allerta in Unità di crisi regionale, tanto da spingere il presidente Vincenzo De Luca a lanciare l’allarme: «C’è una accelerata della diffusione del Covid - ha sottolineato - siamo nel pieno della quarta ondata e solo le vaccinazioni possono limitare i casi gravi. L’aumento che registriamo è impressionante, talvolta del 200-300 per cento e ci stiamo avvicinando anche in Italia ai livelli che di registrano in altri Paesi d’Europa. Dobbiamo riaprire le terapie intensive - ha poi aggiunto - siamo al punto che se continua così dovremo chiudere i reparti ordinari e riaprire quelli di terapia intensiva. Ieri ho dato indicazione ai direttori generali di riattivare i posti di rianimazione a cominciare dagli ospedali modulari che abbiamo realizzato». La circolare chiede ai manager di Asl e ospedali di riattivare con urgenza posti letto di Terapia intensiva e di degenza ordinaria nella misura del 40 per cento rispetto a quelli in funzione un anno fa, precisamente Il 30 novembre 2020. Gli adeguamenti della rete sono in corso in tutte le aziende. 

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Attualmente, in Campania i contagi giornalieri sono ripartiti a metà tra vaccinati e non vaccinati ma quelli che affrontano a mani nude il virus rappresentano circa il 90 per cento dei ricoveri. A tracciare l’identikit dei malati ospedalizzati è il direttore del Cotugno, Maurizio Di Mauro, infettivologo: «I nostri pazienti - avverte - sono sotto i 50 anni o anziani. In maggioranza si tratta di no-vax di mezza età o anche più giovani, c’è anche qualche anziano con molti acciacchi e in questo gruppo anche vaccinati. Questi ultimi hanno fatto due dosi con l’ultima inoculata a marzo o aprile e hanno altre patologie ma decorrono in maniera benigna. Un particolare fattore di rischio è sempre l’obesità. I non vaccinati, in quanto ostinati no vax, resistono anche al ricovero per cui giungono in Pronto soccorso in condizioni già gravi”. Nel complesso tuttavia la Campania conserva bassi tassi di ospedalizzazione e di letalità: a livello nazionale si sono 2,44 ricoveri ogni 100 casi, in Campania 1,85, in Italia 0,28 terapie intensive ogni cento casi, in Campania 0,14, nel Paese, in media, 0,74 morti ogni 100 casi, in Campania 0,54. 
 

Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre, 08:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA