Dema, fumata grigia sulla Cig a zero ore: «Ma azienda in bilico»

Mercoledì 9 Settembre 2020 di Valerio Iuliano

Il futuro dei lavoratori di Dema è più che mai a rischio. Tuttavia oggi potrebbe arrivare finalmente un accordo capace di cancellare la Cig a zero ore, in vista del decisivo tavolo al Mise di lunedì prossimo. Ancora tutto da verificare, comunque. La vertenza che riguarda l'azienda dell'indotto del gruppo Leonardo, e che coinvolge i 338 lavoratori di Somma Vesuviana - cui si aggiungono quelli di Benevento e Brindisi, per un totale di circa 800 - si avvicina a uno snodo cruciale. Quello che è certo è che dall'incontro svoltosi ieri nella sede dell'Unione Industriali non sono scaturiti i risultati attesi dai metalmeccanici dello stabilimento. Il vertice si è protratto fino alla tarda serata. L'abolizione della Cassa Integrazione a zero ore era la richiesta degli operai che, proprio per questa ragione, la settimana scorsa avevano occupato il piazzale della fabbrica e poi effettuato un presidio nella sede del Consiglio regionale. Uno stato di agitazione permanente, con due operai che erano saliti sul tetto dello stabilimento in segno di protesta con l'azienda. La Cig a zero ore rischia di essere - a giudizio degli stessi lavoratori - il preludio al blocco definitivo delle attività.

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Dal tavolo di ieri - cui hanno partecipato i vertici di Dema, i rappresentanti dell'Unione Industriali e quelli dei sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm - non è venuto fuori un accordo tale da accontentare gli operai. Ma sull'eventualità di cancellare la Cig a zero ore, in vista del tavolo al Mise del 14 settembre, le parti in causa hanno discusso a lungo. Nel corso del pomeriggio l'intesa sembrava quasi definita e si è profilata anche l'ipotesi di arrivare a redigere un documento congiunto. Ma poi la decisione definitiva è stata rinviata a stamattina. Dai sindacati di categoria ieri sera trapelava un cauto ottimismo sulla questione della Cig, che, in ogni caso, è solo un primo passo. «Abbiamo ragionato a lungo sulla possibilità di rimuovere la Cig a zero ore - spiega il segretario di Fim-Cisl Francesco Griffo - ma definiremo un verbale di incontro. Questo ci consentirebbe di arrivare a una posizione meno conflittuale. L'intesa è probabile ma lo scoglio più grande resta quello del tavolo al Ministero dell'economia, dove bisognerà verificare l'eventualità di arrivare a un accordo con i creditori, tra cui l'Inps. Senza l'intesa con l'Istituto di previdenza, Dema andrà in amministrazione controllata». Un'eventualità nefasta che il governo dovrebbe contribuire a scongiurare. Dopo una lunga fase interlocutoria, l'Inps sembrerebbe disponibile a verificare la possibilità di un'intesa. Anche in questo caso, si tratta solo di ipotesi. Al tavolo del Mise sarà in discussione il piano per la ristrutturazione del debito di Dema. Tutti i soggetti coinvolti finora hanno accettato il piano, ad eccezione dell'Inps, a cui è stata proposta dall'azienda la restituzione integrale del credito in 5 anni. «I vertici di Dema - sottolinea Rosario Rappa, segretario generale di Fiom-Cgil - ci hanno parlato di piani di investimento. Ma senza l'accordo non ci saranno piani industriali. Ci auguriamo che la politica faccia qualche atto formale che consenta di arrivare a un esito positivo per evitare l'amministrazione straordinaria e che, di contro, Dema faccia tutti gli atti necessari per trovare un accordo».

Lo stato di agitazione prosegue. Quella che dovrebbe scaturire stamattina, invece, è la formalizzazione di un'intesa che consenta agli operai di lavorare almeno per 15 giorni mensili. Un risultato non facile da ottenere, considerata la crisi del comparto aerospaziale. Ma non impossibile. 

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