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Edenlandia, emergono tutti i nodi;
i giudici: «Gestione poco chiara»

Martedì 9 Agosto 2022 di Valentino Di Giacomo
Edenlandia, emergono tutti i nodi; i giudici: «Gestione poco chiara»

È caos nella gestione dell’Edenlandia, lo storico parco dei divertimenti di Fuorigrotta. Il collegio dei giudici presieduto da Caterina Di Martino della sezione specializzata in maniera di imprese del Tribunale di Napoli, ha nominato per la società che gestisce il parco, la New Edenlandia Spa, un amministratore giudiziario. Oltre ai problemi di gestione che potrà avere in futuro lo storico parco - che al momento resta aperto e in funzione - il problema maggiore è per i 35 dipendenti che lamentano di non essere stati pagati con regolarità. La situazione non potrà sbloccarsi in tempi brevissimi perché l’amministratore nominato dal Tribunale per gestire i conti della società ha rifiutato l’incarico e, senza un delegato del Tribunale, non è possibile procedere ai pagamenti. Una decisione, quella di incaricare un amministratore giudiziario, giunta dopo una impietosa relazione fornita al Tribunale dall’ispettore giudiziale, Antonio Celeste, durissimo sulle tante irregolarità di questi anni riscontrate nei conti di Edenlandia da paete del socio di maggioranza Gianluca Vorzillo

Tutto nasce dalle denunce presentate da parte dei soci di minoranza nei confronti di Vorzillo. «Durante la sua gestione - ha scritto l’ispettore giudiziale nei riguardi di Vorzillo - la società ha visto un incremento esponenziale della massa debitoria che dal 2017 all’anno 2021 è passata da 3,4 milioni a 8.1 milioni che sicuramente mina pericolosamente la continuità aziendale della società, anche in considerazione delle palesi difficoltà che si ritrovano anche sul piano economico, con costi incrementatisi». Per l’ispettore «la società non sarà in grado di restare sul mercato». Una società, secondo il perito del Tribunale, giudicata «carente e caratterizzata da numerose omissioni». E i giudici hanno infatti rilevato diversi comportamenti «contrastanti con le norme di legge» mandando quindi gli atti anche alla Procura per verificare eventuali illeciti dal punto di vista penale. «Emerge - scrivono infatti i giudici - in maniera inequivocabile che la cassa sociale è totalmente fuori controllo. Una gravissima irregolarità a maggior ragione se si considera che molti degli incassi vengono realizzati in moneta presso i botteghini d’ingresso dell’Edenlandia e che non risultano agli atti della società denunzie di furti o rapine che possano giustificare le gravi circostanze segnalate dall’organo di controllo». 

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Al di là delle vicende giudiziarie, ad interessare i dipendenti di Edenlandia sono gli stipendi. A bloccarli, secondo l’ex amministratore Gianluca Vorzillo, ci avrebbe pensato il procedimento messo in campo dal Tribunale di Napoli, dopo la rinuncia dell’amministratore giudiziario Giuseppe Castellano. «Trovo quanto meno singolare – scrive Vorzillo - che dal 29 luglio scorso, data che assegnava l’amministratore giudiziario, ad oggi non sia ancora arrivato nessuno, bloccando di fatto le attività ordinarie, compresi i pagamenti ai lavoratori e i pagamenti delle utenze. Tant’è che, di queste ultime, mi sono trovato a doverne far fronte personalmente». Vorzillo, nonostante i pesanti rilievi del Tribunale, spiega quindi di voler risolvere in prima persona l’incresciosa situazione e assicura di aver pagato tutti gli stipendi e che mancano all’appello solo quelli di luglio. Alcuni dipendenti lamentano però arretrati che risalgono al 2020, tra stipendi e Tfr non pagati da New Edenlandia, la società guidata dalla Tanit (composta dalla Gcr Outside holding di Gianluca Vorzillo che possiede il 76,80% delle quote societarie e dalla Eugenio Strazzullo che ne possiede il 32,20 %) che vanta il 76,5% del pacchetto societario oltre che dalla Eco Sistem S. Felice (13,5%) e dalla Mario Schiano srl (10%). Vorzillo, subentrato dal 2018, rivendica pure le difficoltà della situazione finanziaria ereditata dal 2014 al 2017. Ma la relazione dell’ispettore giudiziario incaricato dal Tribunale, Antonio Celeste, quella che ne ha determinato la revoca, si è concentrata prevalentemente sulla gestione di Vorzillo, definito «amministratore di fatto» e «unico gestore della società». Per ora Vorzillo è stato condannato al pagamento, a favore dei ricorrenti, delle spese processuali.

Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 09:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA