Neonata morta nel Napoletano
dopo il vagito, indagati 3 medici

Giovedì 15 Agosto 2019 di Patrizia Panico
Sono tre al momento gli indagati per la morte della neonata, deceduta poco dopo il parto lunedì pomeriggio alla clinica Nostra Signora di Lourdes per cause ancora da accertare. Sono i due ginecologi - in turno uno la mattina del ricovero e la seconda nel pomeriggio durante il parto - e l'ostetrica della clinica. Ieri l'autopsia della salma e l'esame della placenta della madre. I due medici e l'assistente al parto sono stati iscritti nel fascicolo dal pm della Procura di Nola per l'ipotesi di omicidio colposo, a seguito della denuncia sporta dal padre della piccola ai carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio. Un atto dovuto sia per tutelare la famiglia della neonata sia per la stessa clinica dove è avvenuto il decesso.

 
LE INDAGINI
Gli inquirenti ora puntano sull'autopsia della neonata e sull'esame della placenta della madre, entrambe sequestrate unitamente alla cartella clinica. Ieri mattina il sostituto procuratore ha convocato le parti e nominato il medico legale, che già alle 14,30 di ieri, al Secondo Policlinico, ha eseguito l'esame autoptico sulla salma e la placenta. I genitori della neonata, Salvatore S., 36 anni e Maria M., 28, di Cercola hanno nominato un perito di parte, il medico Alfonso Maiellaro, affinché assistesse all'autopsia. A curare, invece, la famiglia dal punto di vista legale è l'avvocato Calogero Montaldo. L'esame autoptico sarà fondamentale per accertare la causa che ha provocato la morte della piccola pochi minuti dopo il parto. Il tempo di emettere un solo vagito prima del crollo del battito cardiaco, fino al decesso. Non si dà pace la famiglia, sotto choc. «Vogliamo la verità» ribadiscono Salvatore e Maria, che vogliono conoscere la causa della morte della loro secondogenita. E sapere se vi siano eventuali responsabilità o se si sia trattato di un evento imprevedibile.
GLI ESAMI
La bambina nel corso della gravidanza e nelle ore del travaglio non avrebbe mai mostrato alcuna sofferenza cardiaca né respiratoria, stante gli esami eseguiti; fatti questi ultimi evidenziati sia nella denuncia sporta dalla famiglia che dalla stessa direzione sanitaria. «Ci siamo confrontati con il ginecologo della madre (non presente al parto) che ha seguito la gravidanza, confermando il perfetto stato di salute della madre e del nascituro - ha spiegato il direttore sanitario Riccardo Pascucci - Anche gli esami eseguiti non hanno mai evidenziato alcuna anomalia».
Anche l'ecografia morfologica (strutturale), l'esame che analizza in modo dettagliato l'anatomia del feto, non avrebbe evidenziato patologie o malformazioni. Eppure dopo il parto avvenuto (alle 18 circa) in modo naturale lunedì, nella ginecologia della clinica di Massa di Somma, la neonata ha emesso un vagito ma pochi minuti dopo il quadro clinico sarebbe precipitato, con un tracciato cardiaco di quasi 30 battiti al minuto. Inutili le manovre cardiorespiratorie e l'adrenalina iniettata alla neonata: al sopraggiungere dello Sten dal Santobono (alle 18,50 circa) la piccola è stata dichiarata morta. Resta da chiarire, inoltre, quando la donna abbia rotto le acque. Fatto - come si legge nella denuncia - che sarebbe avvenuto «antecedentemente alle 14», quando l'ostetrica ha controllato la signora.
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