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Medici di famiglia, in Campania ne servono 400: «È allarme per gli anziani»

Giovedì 30 Giugno 2022 di Ettore Mautone
Medici di famiglia, in Campania ne servono 400: «È allarme per gli anziani»

Medico di famiglia disperatamente cercasi: in Campania i cittadini hanno grosse difficoltà a reperire un medico di fiducia ogni qual volta c’è il pensionamento del vecchio dottore che li ha accompagnati per una vita. Trovare un nuovo dottore è sempre più un’impresa. Ogni anno allo scadere dei 70 anni o prima per fughe verso altri incarichi, in Campania se ne perdono tra i 4 e i 500 e il turn over è sempre più complesso. Anche un piccolo ritardo nelle assegnazioni delle carenze nelle zone sguarnite, come accaduto quest’anno, crea disagi e difficoltà ad anziani e famiglie. La “caccia” al nuovo medico è lunga e difficile. Quelli più gettonati dal tam tam di parenti e conoscenti, sono quasi sempre già pieni, oltre l’orlo dei 1.500 assistiti che rappresenta il massimo ma anche a voler aderire allo studio di quelli più giovani e inesperti, spesso freschi di formazione (ottenuta con un corso specialistico triennale obbligatorio e remunerato con 800 euro mensili) c’è da fare i conti con difficoltà oggettive a cominciare dalla logistica. Per un paziente anziano e magari solo, limitato dagli acciacchi dell’età, è quasi impossibile spostarsi dal Comune in cui risiede ad un altro meglio servito. 

In tutta la regione allo stato attuale mancano poco più di 400 medici per raggiungere un livello quasi ottimale rispetto alla popolazione servita. Le assegnazioni dovevano avvenire a marzo scorso ma un ricorso al Tar e alcune anomalie sulle autocertificazioni dei concorrenti hanno fatto slittare di alcuni mesi il bando. A metà di questo mese saranno dunque attribuite 415 nuove convenzioni per altrettanti medici esaurendo la graduatoria attiva visto che quest’anno già si inizia a pescare tra i laureati che stanno ancora completando il corso di formazione triennale (a numero chiuso limitato a circa 120 ingressi annui). Il problema delle carenze è dunque destinato ad aggravarsi da qui ai prossimi anni configurando un nodo già venuto al pettine nelle regioni del Nord durante la pandemia dove le Asl stanno stanno già esternalizzando questi servizi di base a cooperative e privati meglio remunerate per i medici e più costosi per le casse pubbliche. A Napoli i medici attualmente servizio sono circa 550, rimaneggiati dai pensionamenti. Le carenze assegnate a metà di questo mese sono 80 (56 titolari e 23 sostituiti). Sono rinforzati tutti i quartieri, entro tre mesi dovranno aprire i nuovi studi. Come detto c’è il vincolo a presidiare con un minimo di posizioni anche le zone più periferiche come Scampia, Barra, Ponticelli, Soccavo, Bagnoli e Fuorigrotta. 

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Ma non c’è solo Napoli a soffrire: in provincia di Avellino sono 248 i medici di medicina generale, molto al di sotto, dunque, rispetto al rapporto ottimale indicato dalle linee guida ministeriali (un medico di medicina generale ogni 1300 abitanti). In Irpinia dovrebbero esserci almeno 307 dottori di famiglia e alcuni comuni dell’Alta Irpinia sono scoperti come Montaguto dove da ieri tutti gli studi sono stati chiusi. I medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) sono 139 impegnati nei 42 presidi distribuiti nei 6 distretti sanitari della provincia ma quasi tutti a tempo determinato rinnovati ogni mese. A Benevento: saranno 17 i medici di base che andranno via nel corso del 2022 che saranno in parte rimpiazzati con l’infornata di luglio e successivamente a ottobre. A Salerno i medici di famiglia sono in tutto 701, distribuiti tra i vari distretti sanitari. Fino al 2024 ne andranno in pensione 217 a causa dei pensionamenti, 90 quelli che hanno scelto il prepensionamento, di cui 10 solo a Nocera Inferiore. Il turn over nelle zone carenti è insufficiente e non tutti i medici che concludono il la formazione decidono di aprire uno studio medico in convenzione. Con 217 medici in meno, circa 260mila salernitani rischiano di rimanere senza dottore con un buco di 266 camici bianchi nel 2025. A Salerno è partito un progetto pilota della Regione Campania per una nuova modalità di selezione delle figure di tutor di medicina generale con l’Ordine dei medici e la Asl. A Caserta i numeri sono simili a quelli di Napoli: circa 70 i dottori titolari di convenzione che mancano all’appello su una platea di 500 camici bianchi. 

Ultimo aggiornamento: 1 Luglio, 16:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA