Melanoma, niente recidiva con l'immunoterapia precoce

Lunedì 20 Settembre 2021
Melanoma, niente recidiva con l'immunoterapia precoce

Nel 2020 sono state stimate quasi 14.900 nuove diagnosi di melanoma in Italia. Con l'immunoterapia in fase precoce, il 58 per dei pazienti è libero da recidiva a 2 anni. Questi i dati dal congresso della Società europea di Oncologia Medica (Esmo) relativi a uno studio italiano, il più ampio programma al mondo sull'utilizzo dell'immunoterapia in fase precoce nella pratica clinica quotidiana del trattamento della patologia.

Arruolati 611 pazienti, in stadio III e IV resecato, cioè in una fase in cui la malattia è stata completamente asportata. Il programma ha evidenziato, in una popolazione eterogenea e non selezionata, che l'efficacia e la tollerabilità di nivolumab, molecola immuno-oncologica, somministrata in adiuvante, cioè dopo la chirurgia, sono inalterate e in linea con quanto emerso nello studio registrativo di fase 3.  A due anni la sopravvivenza libera da recidiva ha raggiunto il 58% e quella libera da metastasi a distanza il 70%, a giudicare dal programma italiano di accesso allargato (Italian Nivolumab Expanded Access Program (Eap) in Melanoma Adjuvant Setting.

«Siamo di fronte alla più importante esperienza al mondo nell'uso di nivolumab in adiuvante nella pratica clinica, che consolida il valore della molecola. L'immunoterapia in adiuvante dura solo un anno, aumenta la possibilità di evitare la recidiva della malattia e, quindi, potenzialmente di guarire la persona», ha spiegato Paolo Ascierto, direttore di Oncologia, melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative del Pascale di Napoli, approfondendo i risultati dello studio in un press briefing virtuale promosso da Bristol Myers Squibb.

Presentati anche i risultati preliminari dello studio Secombit, che ha l'obiettivo di individuare la giusta sequenza di terapie nelle persone con melanoma metastatico che presentano la mutazione del gene Braf: il 62% dei pazienti è vivo a 36 mesi con l'associazione delle molecole immunoterapiche nivolumab più ipilimumab prima di una terapia target. Infine, l'aggiornamento dello studio Relativity-047 sulla combinazione della nuova immunoterapia relatlimab e nivolumab in prima linea: la sopravvivenza libera da progressione della malattia ha raggiunto 10,12 mesi con la combinazione rispetto a 4,63 mesi con la monoterapia con nivolumab. 

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Ultimo aggiornamento: 21:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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