Napoli. Minori che si prostituiscono: «Professionisti e papà i loro clienti»

Venerdì 19 Dicembre 2014 di Paolo Barbuto

Succede durante i turni di notte, generalmente, però quella volta era pieno giorno, un'assurdità: «L'orco nell'auto, seminudo, ansimava su una bambina. Intorno passavano tante auto, era l'ora del pranzo. Lui aveva chiesto un'ora di permesso dal lavoro. Doveva andare in ospedale dalla figlia ricoverata che aveva la stessa età della bambina che aveva preso in strada...».

Gli uomini e le donne dell'unità operativa tutela minori della polizia municipale ti accolgono con un sorriso, ma quel sorriso è triste, ha un velo indelebile: si occupano dei più piccoli e quei «piccoli» li trovano sempre più spesso in strada, offerti al mercato della prostituzione. L'incontro per approfondire il tema è nello studio del capitano Pagnano che è una donna, una mamma. Lei racconta con rabbia e disagio il degrado con il quale è costretto a confrontarsi ogni giorno il suo gruppo di lavoro, alle prese con bambini e bambine che finiscono nelle mani di uomini perversi: «Ogni notte, ogni maledetta notte, ci sono almeno cento napoletani che si mettono in cerca di minorenni per avere rapporti sessuali. Forse sono di più, anzi sicuramente sono di più».

Le prime parole sono un pugno piantato al centro dello stomaco: tu pensi di vivere in una città evoluta, certo difficile da affrontare e alle prese con problemi grandi, ma sapere che a Napoli tutte le notti di tutte le settimane di ogni mese di ogni anno, ci sono cento uomini che cercano sesso con i minori, è roba da far venire i brividi, anzi i conati. Scusi, capitano, lei è sicura di ciò che dice? Non è che il numero è riferito a un intero anno? Sabina Pagnano ha un moto di stizza: «Ogni notte, ogni notte».

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Ultimo aggiornamento: 15:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA