Napoli: addio ad Angelo Tirone, maestro del notariato che cambiò l'Italia

Domenica 17 Maggio 2020 di Dino Falconio

Ci ha lasciato a 88 anni il notaio Angelo Tirone, titolare dello studio Restaino Santangelo Tirone e maestro di tanti notai italiani. Nelle famiglie di ogni napoletano è molto probabile che si trovi una donazione, un titolo di acquisto di casa, un testamento, un verbale societario che recano la firma di questo professionista che per 40 anni ha esercitato in città il ministero notarile con disciplina ed onore. Figura di assoluta professionalità, con Tino Santangelo e Canio Restaino, che per lui furono fratelli, fondò negli anni ’60 un sodalizio all’avanguardia durato una vita senza mai uno screzio. 

Rispettato dai colleghi e benvoluto dai suoi assistiti per il tratto garbato e serio, rappresentava quella generazione che fece compiere il salto di qualità al Notariato dal “mantello a ruota” al giurista d’impresa e consulente di fiducia delle famiglie. Fu quella prima “nidiata” degli allievi del presidente Guido Capozzi che dette una svolta alla professione, accompagnando l’Italia del boom economico con l’escalation dell’edilizia e della rinascita imprenditoriale. 

In quegli anni, i notai si trovarono ad essere giuristi di frontiera e di prossimità, rappresentando l’istituzione più a portata di mano dei cittadini per l’applicazione delle importanti novità legislative che coinvolgevano la società italiana. La riforma agraria, le norme urbanistiche, il diritto di famiglia e l’impianto fiscale ebbero dagli anni ’60 agli ’80 una trasformazione che richiese la mediazione intellettuale dei notai. Angelo Tirone e i suoi colleghi coetanei parteciparono a pieno titolo a questo processo di elaborazione della contrattualistica e di sistemazione degli interessi economici e giuridici delle parti, facendo scuola rispetto all’intero Paese. La conoscenza che il notaio Tirone aveva, ad esempio, nella materia del condono edilizio ne faceva un punto di riferimento nazionale e fioccavano al suo telefono le chiamate dei notai di altre regioni per districarsi nella difficile materia delle sanatorie di immobili abusivi. I suoi atti erano di elevatissimo livello contenutistico e stilistico e costituiscono ancor oggi validi precedenti per la prassi notarile. Nella cerchia delle centinaia di notai discepoli dello Studio Restaino-Santangelo-Tirone era chiamato il “Capo” e la sua possenza fisica rendeva bene l’idea di autorità e autorevolezza che la sua persona esprimeva. Un uomo di capacità tecniche al di sopra della media, quando correggeva un atto ai praticanti trovava sempre in pochi secondi il punto critico e con il massimo scrupolo sapeva risolverlo nel modo migliore. Studiava a fondo ogni pratica sia se riguardasse complicati profili societari sia una cantinola di pochi metri quadri. 

Originario di Paolisi, figlio di un alto funzionario statale, viveva da anni a Napoli al Ponte di Tappia ed ebbe studio prima a via Cervantes e poi a via dei Mille. Uomo generoso e riservato, amava la famiglia, i suoi soci e l’isola d’Ischia. Aveva una spiccata sensibilità e quando davanti a lui si trovavano persone non agiate, non era raro che rinunciasse ai suoi guadagni per andare incontro ai loro bisogni. 

Con lui va via un Notariato d’altri tempi, di grande dignità e rigore, nel quale l’etica non è mai disgiunta dalla competenza. Il suo resta oltretutto un insegnamento esemplare di deontologia professionale, ai principi del quale i notai di oggi e domani non dovranno mai stancarsi di trarre ispirazione. In questo disgraziato evo covidico, nel quale non ci è data nemmeno la consolazione di porgere l’estremo saluto ai nostri cari estinti, giunga l’abbraccio affettuoso alla moglie Rosaria, ai figli Luca Tirone e Maria Pia Tirone, ai nipoti e ai soci Tino e Stefano Santangelo. Ci mancherà il suo sorriso intelligente.
 

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 08:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA