Movida a Napoli, il piano fantasma: caccia a spazi alternativi

Friday 29 May 2020 di Luigi Roano

Artisti di strada, esercenti, imprenditori sono stati tutti mobilitati perché portino idee e impegno per spalmare la movida sull'intera città e liberare Chiaia e il centro storico dall'assedio e dagli schiamazzi. Soltanto stamane - se non ci saranno ulteriori colpi di scena - tuttavia il sindaco Luigi de Magistris varerà l'ordinanza con la quale certamente aprirà nuovi luoghi della città alla movida, e dovrebbe anche allungare l'orario di chiusura dei baretti oltre le 23. Tetto fissato dalla Regione per contrastare gli assembramenti e l'eventuale contagio. Il vero nodo è questo, se andare o meno allo scontro istituzionale atteso che l'ordinanza della Regione scadrà il 3 giugno. Come da prassi, l'ente di Santa Lucia riunirà la task force per verificare se apportare cambiamenti all'ordinanza stessa. In teoria se il numero dei contagi dovesse mantenersi basso come in questi giorni il governatore De Luca potrebbe non riconfermare gli orari stretti, ma è appunto solo una teoria. Nè giungono segnali che su questo argomento in queste ore ci sia stato un confronto tra Comune e Regione. Fatto questo preambolo se de Magistris volesse non volesse correre nessun rischio di scontro istituzionale potrebbe rendere efficace l'ordinanza che si appresta a varare da dopo il 3 giugno lanciando la palla nel campo avversario, quello di De Luca. De Magistris di sicuro ne ha parlato in sede Anci, non della specifica problematica napoletana, ma del principio in base al quale - come avviene in tempi ordinari - devono essere i sindaci a stabilire il governo della città su queste tematiche. L'ex pm ha lavorato fino a sera tardi sull'ordinanza tanto da rinviare anche la giunta dove c'erano all'ordine del giorno delibere imporghanti come la concessione di nuiovo suolo pubblico gratis ai commercianti. La sensazione è che l'ex pm sulla questione degli orari stia provando a non andare allo scontro aggirando l'ostacolo.
 

 

Da tre giorni l'ex pm ripete quali sono le sue posizioni al riguardo, l'autentica novità è che anche lui si è convinto che la movida così come l'abbiamo conosciuta in questi ultimi anni, la città non la sostiene più, non tanto per il virus, ma per l'assedio a cui vengono sottoposti interi pezzi di Napoli. «Aprirò luoghi che fino ad ora sono stati sempre chiusi e dove consentirò alle persone di avere un'attrattività diversa e non si concentreranno tutti nei luoghi della movida». Annuncia de Magistris, su La7. «Secondo alcuni presidenti di Regione e alcuni miei colleghi sindaci, limitare gli orari e chiudere locali, strade, piazze è il modo migliore di agire io invece - conclude - credo che si debba fare il contrario e quindi aprire il maggior numero di spazi dalla periferia al centro, espandere gli orari e fare un patto di responsabilità tra istituzioni, operatori economici e cittadini con cui riprendere l'attività senza mettere in pericolo la salute». Spunta nelle parole del sindaco il «patto tra le Istituzioni tutte» e questo è un segnale che allo scontro con De Luca - dopo avere spettato due anni un incontro con il governatore - per arrivare a una pace istituzionale de Magistris non è dispostissimo.
 

Con lo stop per il Coronavirus il mondo dello spettacolo, soprattutto gli artisti da strada, hanno avuto un brutto colpo. Così, de Magistris per rendere attrattivi i siti scelti per cercare di spostare la movida, dal Centro direzionale alla Mostra d'Oltremare passando per l'area ex Nato ha iniziato da loro verificandone la disponibilità. Poi con i nuovi spazi gratis per i negozianti, aggiuntivi a quelli che già hanno non sarà difficile mobilitare la categoria del food e dei baretti per installarne qualcuno laddove non ci sono questi tipi di locali. Questo lo stato dell'arte oggi se de Magistris dovesse varare l'ordinanza si capirà molto di più su una vicenda che ha inevitabilmente risvolti anche politici atteso l'eterno dualismo con De Luca. 

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