Movida a Napoli, notte di follia al Vomero: calci e pugni, volano le sedie

Sabato 20 Giugno 2020 di Gennaro Di Biase
Movida a Napoli, notte di follia al Vomero: calci e pugni, volano le sedie

Sono le 00.50 di venerdì, siamo all'esterno di uno dei bar del belvedere vomerese di via Aniello Falcone. Dalle immagini di un video girato da uno dei tanti residenti che si sono affacciati con il cuore in gola, dopo aver sentito le urla e i colpi, si vede un uomo con la maglietta viola correre con tutta la rabbia che ha in corpo verso un uomo con una camicia a fiori. Lo colpisce. L'altro cade, si rialza e quindi ricambia il colpo. Poi i due si avvinghiano e si azzuffano facendo volare via dal marciapiede fino alla carreggiata le sedie e i tavoli del locale. Intorno, in mezzo alla folla di scooter, auto e movida, le urla di una ragazza rivolte verso l'uomo con la camicia: «Amo' - dice lei - Mo' basta». La rissa continua finché alcuni ragazzi non riescono a separare i due. L'uomo in viola si allontana al centro della carreggiata, dove due auto bloccano il traffico. L'uomo con la camicia grida: «Ti uccido». Qui non parliamo della guerra di ordinanze tra Comune e Regione, di quella tra residenti e gestori sull'occupazione di suolo pubblico con i tavolini per il distanziamento sociale post-Covid e non parliamo nemmeno di provvedimenti del Tar. Qui parliamo di violenza. 
 


Anche al cuore in gola per lo spavento, purtroppo, si fa l'abitudine. L'escalation di violenza in via Aniello Falcone infatti non è più dubitabile, visti i numeri post-lockdown. Una zona di movida che prima del Covid sembrava essere più al riparo di altre da raid rabbiosi ed episodi pericolosi, e che invece ora non lo è più. Siamo alla «quarta rissa dal 6 giugno a oggi», annotano dal Comitato dei residenti della zona. «Ormai tutte le settimane è così - sospira il suo presidente Mauro Boccassini - Basta aspettare il weekend. Ieri hanno urlato così tanto mentre si picchiavano che non abbiamo dormito. Sono stato convocato dalla polizia del Vomero sull'abbrutimento della frequentazione di via Aniello Falcone nelle ultime settimane. Le autorità mi hanno detto che i gestori danno grande disponibilità e collaborazione, ma il discorso dell'ordine pubblico è diverso dai compiti dei commercianti. I vigili urbani ci sono, ma la loro competenza sarebbe badare al codice stradale. Questa gente prima del virus non ce l'avevo sotto casa, ne sono sicuro. E non vengono di certo a vedere il panorama. Quando si ubriacano se le danno di santa ragione». «Quattro risse a distanza così ravvicinata qui non c'erano sono mai state - dice il presidente del Comitato Baretti Falcone Aldo Maccaroni - C'è da fare però un distinguo tra le risse avvenute nei giardinetti Nino Taranto e quelle difronte ai locali. Noi gestori cerchiamo di fare la massima attenzione, ma non abbiamo l'autorità delle forze dell'ordine. L'altra notte due ragazzi di una trentina d'anni si sono azzuffati senza motivo all'esterno di un locale. La gente dopo il virus purtroppo perde la testa con più facilità dappertutto, e non solo in via Aniello Falcone».

Ultimo aggiornamento: 12:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA