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Napoli, il vescovo Battaglia incontra gli attivisti anticamorra di Ponticelli: appello contro l'indifferenza

Venerdì 5 Novembre 2021 di Alessandro Bottone
Napoli, il vescovo Battaglia incontra gli attivisti anticamorra di Ponticelli: appello contro l'indifferenza

Il comitato anticamorra 'Disarmiamo Ponticelli' - che raccoglie associazioni e cittadini della periferia orientale di Napoli - è stato accolto, questa mattina, dall'Arcivescovo metropolita di Napoli don Domenico Battaglia. Attivisti e volontari hanno raccontato a don Mimmo l'impegno per riconsegnare piena dignità e tranquillità ai quartieri Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio da tempo interessati da gravi fatti criminali.

Don Battaglia ha accolto il comitato nella sede dell'Arcidiocesi di Napoli in largo Donnaregina insieme al Vescovo Ausiliare don Francesco Beneduce. Alla riunione hanno preso parte, oltre alcuni membri del comitato, anche don Federico Saporito, decano della Diocesi che guida i parroci di Napoli Est, e il senatore Sandro Ruotolo. Una occasione per ribadire la necessità di un patto educativo per la città e, soprattutto, per i numerosi giovanissimi che spesso subiscono dinamiche famigliari o del contesto in cui vivono non avendo valide opportunità di crescita e formazione. Una iniziativa «che vuole rimettere al centro, partendo dai più piccoli e dalle loro famiglie, la questione educativa, puntando sulla prevenzione e scommettendo sulle nuove generazioni», ha scritto l'Arcivescovo in una lettera aperta alla società civile sollecitando i giovani di Napoli che «non possono essere destinatari passivi di un cambiamento ma devono divenirne i protagonisti». Il riferimento è all'escalation dei fatti di camorra che hanno interessato diverse zone di Napoli tra cui, appunto, il quartiere Ponticelli.

Durante l'incontro si è parlato anche dell'iniziativa del prossimo 11 novembre, anniversario della strage del bar Sayonara del 1989 in cui morirono quattro persone innocenti. La Chiesa di Napoli aderisce all'iniziativa: oltre a don Beneduce saranno presenti i rappresentati delle parrocchie del territorio. Il comitato di liberazione dalla camorra, appellandosi ai napoletani e alle istituzioni, ha chiesto: «La città non nasconda più l'assurdo di Ponticelli e dei quartieri governati dalle bande della camorra. Non è più tempo di girarsi dall'altra parte, bisogna gettare lo sguardo oltre i muri invisibili che fanno di Napoli una città divisa, impaurita, acquiescente».

«Questo 11 novembre alla memoria delle vittime innocenti di camorra si aggiunge un impegno collettivo a disarmare Ponticelli a disarmare la città. L'incontro di questa mattina in vescovado ha fatto sì che il percorso del comitato si innestasse all'interno dell'idea di un patto educativo per la città: l'incontro con don Mimmo e il nuovo vescovo ausiliare don Franco Beneduce ci spinge a fare di più e meglio tutti insieme, coinvolgendo le istituzioni e pungolandole quando necessario» spiega Pasquale Leone, presidente dell'associazione TerradiConfine e attivista di Libera.

«Oggi non mi sono sentita sola: partecipare all'incontro con Don Mimmo Battaglia è stato un momento di condivisione di valori ma anche di concretezza, non soltanto per l'appuntamento dell'11 novembre a Ponticelli ma per il percorso da fare insieme», evidenzia Anna Riccardi, presidente della fondazione Famiglia di Maria di San Giovanni a Teduccio. «Sono convinta che per guardare ancora negli occhi i nostri adolescenti, gli adulti di questa città devono crescere insieme ai ragazzi rispettandoli e non sostituendoci a loro», conclude Riccardi.

Le bombe, gli omicidi e le sparatorie hanno segnato, in particolare, gli ultimi mesi del quartiere Ponticelli. Il sangue delle vittime, la paura di residenti e commercianti, la violenza dei clan hanno generato sentimenti contrastati nel quartiere. C'è chi ha deciso di farsi forza e lavorare in sinergia: con questo spirito è nato il comitato anticamorra 'Disarmiamo Ponticelli' che attualmente raccoglie una cinquantina di realtà e persone.

La realtà sta portando avanti una serie di proposte e richieste alle istituzioni locali. A partire da un maggior controllo e presidio del territorio con più operatori e mezzi delle forze dell'ordine e con un sistema efficace di videosorveglianza nei luoghi caldi dove si sono svolti i fatti più eclatanti. All'ente municipale, al Comune di Napoli e alla Regione Campania chiedono anche di attivarsi per rivitalizzare gli spazi pubblici così da creare occasioni di incontro: dagli impianti sportivi alle scuole che, secondo i volontari, devono prolungare l'orario così da coinvolgere quanti più giovani possibili. La richiesta più incisiva riguarda gli investimenti sul territorio in termini di occupazione e opportunità per i lavoratori utilizzando le risorse che arriveranno dall'Europa.

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