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Napoli, il padre del 14enne ferito davanti all'Umberto: «Un agguato di camorra»

Sabato 19 Febbraio 2022 di Melina Chiapparino
Napoli, il padre del 14enne ferito davanti all'Umberto: «Un agguato di camorra»

«È stato un agguato di stampo camorristico». Con queste parole il padre del 14enne napoletano ferito venerdì sera ha descritto l’ultimo episodio di movida violenta avvenuto a Napoli. Il minore che si trovava nella zona dei baretti di Chiaia, è finito in ospedale dopo essere stato aggredito nei giardinetti di fronte al liceo Umberto I dove, nel fine settimana, si riuniscono molti gruppi di giovanissimi. L’aggressione contro il 14enne - che è stato preso a pugni in faccia e sulla nuca - è avvenuta poco prima della mezzanotte nell’area dei giardinetti su via Carducci, a pochi metri dall’ingresso del plesso scolastico. 

Dopo il raid, il ragazzino ha avvicinato una pattuglia dei carabinieri chiedendo aiuto ed è stato soccorso dal 118 per poi essere trasportato all’ospedale Cardarelli. L’assalto violento che è al centro delle indagini dei militari, sembrerebbe esser nato per futili motivi e per mano di un coetaneo che avrebbe utilizzato un tirapugni colpendo ripetutamente la vittima. L’esatta dinamica dell’aggressione sarà ricostruita nelle prossime ore dai carabinieri con l’aiuto delle telecamere della zona, ma sull’accaduto i familiari della vittima restituiscono un racconto dettagliato. «Mio figlio è stato circondato da sei persone, e mentre alcuni, armati di coltelli si assicuravano che nessuno intervenisse, un suo coetaneo lo colpiva col tirapugni» ha spiegato il padre del 14enne. Il ragazzino ha riportato un trauma cranico non commotivo con ferite lacero contuse in testa ma non è stata solo la violenza a ferire il giovane. «L’aspetto più allarmante di questa vicenda, è il fatto che l’aggressione sia stata organizzata e premeditata» ha aggiunto il padre del minore convinto che si sia trattato di «un vero e proprio raid punitivo di stampo camorristico proprio per la sua natura non impulsiva». 

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Dietro il raid, ci sarebbero solamente delle battute scambiate tra due coetanei riguardo ragazzine e fidanzatine. «Non è possibile che da un dialogo scherzoso e innocente, come potrebbero essere delle battute di scherzo tra mio figlio e un coetaneo, si sia poi arrivati all’assalto punitivo che, mio figlio, è stato costretto a subire» ha continuato il padre del 14enne che sottolinea come lui stesso non saprebbe dove andare a acquistare «un tirapugni e un coltello». Da quando la notizia dell’assalto al 14enne è cominciata a rimbalzare sulle chat dei genitori, tante mamme e papà di Chiaia, hanno imposto ai figli «di non frequentare più baretti». Se c’è la consapevolezza che «i ragazzi sono a rischio», è pur vero che «non è pensabile chiudere in casa i giovani dopo due anni di pandemia e - per qualcuno - va delocalizzata la movida con più sicurezza e maggiori controlli» come ha proposto Maria Luisa Iavarone, madre di Arturo che nel 2007, fu accoltellato mentre passeggiava a via Foria.

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C’è da dire che, recentemente, sono stati potenziati i controlli dei carabinieri nella zona di Chiaia con pattuglie “anti movida”, come quella che ha soccorso il 14enne e tra le azioni messe in campo dai militari si procede con “tolleranza zero” sul rispetto dell’ultima ordinanza sindacale. Proprio la sera dell’aggressione, infatti, sono stati sanzionati due bar ed elevati 7 verbali a ragazzi che non indossavano il casco.
 

Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio, 07:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA