Napoli, Maradona «converte»
un tifoso dell'Inter e testimone di Geova

Giovedì 26 Novembre 2020 di Giovanni Chianelli

Lo hanno omaggiato capi di stato, artisti e colleghi del campo, e anche i supereroi, nella fantasia dei fan. Eppure qualche dedica a Diego Armando Maradona stupisce più di altre: se a farla è un uomo qualsiasi che coltiva altre fedi, calcistiche e spirituali.

Il giorno dopo la scomparsa del più grande giocatore di calcio della storia tanti discepoli del culto del “D10S” si sono ritrovati ai Quartieri spagnoli, dove presso i murales che lo ritraggono la devozione popolare ha spontaneamente allestito, nelle ore seguenti la morte, il suo altare laico. Una processione di persone che portavano omaggi come fotografie, fiori, manifesti, candele votive e biglietti. Colpisce quello lasciato da un signore sulla sessantina, corpulento, aria provata da uomo del popolo; educatamente chiedeva dove potesse lasciare la sua dedica, rinchiusa in un piccolo foglio di carta. Gli hanno indicato un banchetto vicino al murales principale.

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Nel testo si legge la prima informazione, già di suo clamorosa: “Sebbene io sia interista sin da bambino non ho mai messo in dubbio la tua lealtà sportiva”. Un interista che va in pellegrinaggio per Maradona è la conferma che il calciatore sia amato al di là del tifo. Ma dopo il biglietto prosegue: “Certamente sei nel cuore e nella mente di Geova nostro Dio”. Se un testimone di Geova sfida la dottrina, che impone severi divieti sul culto delle immagini e sulla santificazione dell’uomo, vuol dire qualcosa: superare il credo sportivo e religioso in un sol colpo. Praticamente un miracolo, cose che solo Di(eg)o può fare.

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