Policlinico Federico II di Napoli senza pediatri: «A rischio cure e ricoveri»

Giovedì 28 Ottobre 2021 di Ettore Mautone
Policlinico Federico II di Napoli senza pediatri: «A rischio cure e ricoveri»

Precari, concorsi e fuga dei medici: lo stillicidio si sposta dal 118 e dai pronto soccorso al centro Covid pediatrico del Policlinico Federico II, hub regionale per i piccoli pazienti affetti dal Sars-Cov-2. Qui cinque contrattisti, specializzandi, che durante la pandemia hanno completato il percorso formativo, diventati tra i maggiori esperti di Covid pediatrico in Campania a fronte di zero incentivi e nessuna proposta migliorativa, hanno deciso di lasciare. In quattro saranno inquadrati a tempo indeterminato e il quinto a tempo determinato, uno all’ospedale di Avellino, due a Castellammare, uno a Sarno e un altro al Santobono, l’unico quest’ultimo disponibile a restare se l’azienda ospedaliera universitaria gli offrisse un contratto migliore. Sarebbe il minimo indispensabile per rabberciare turni insieme a tre unità universitarie oltre al primario Alfredo Guarino e uno specialista a mezzo servizio.

Rischia di evaporare sotto la scure della carenza di personale il modello campano di cure Covid in area pediatrica che per efficacia e quantità di casi è assurto a esempio virtuoso in Italia. In rete con la pediatria di base e con il Santobono nelle varie ondate epidemiche ha funzionato bene assicurando 6-700 ricoveri in tutta la Campania di cui la metà al Policlinico. 

Un’emergenza tuttavia annunciata: «Ho scritto per tempo a tutti, anche in pec - avverte Alfredo Guarino, primario della struttura - ma nessuno mi ha risposto. Mi trovo da solo a fronteggiare una situazione drammatica per la continuità assistenziale. Non posso contare su nessuna altra professionalità. Abbiamo quattro pazienti ricoverati di cui uno in ventilazione, riceviamo telefonate, abbiamo assicurato i ricoveri anche in trasferimento da tutta la Campania, Santobono compreso, che in questo periodo ha da vedersela con una inattesa recrudescenza, in anticipo sui tempi stagionali, delle bronchioliti virali. Mi chiedo da martedì chi farà i turni in reparto e come potremo fronteggiare questa situazione, così non possiamo più accogliere pazienti e rischiamo di chiudere. 

I contratti non posso certo farli io. Siamo in un momento topico della stagione in cui si assiste ad una ripresa dei contagi Covid, c’è l’annunciata ondata di altri virus stagionali che configurerà, come ho avuto modo di scrivere, una “tempesta perfetta” soprattutto perché in età pediatrica, sotto i 12 anni, nessuno è vaccinato, i sintomi di esordio sono uguali al Covid e ci sarà la richiesta di centinaia di tamponi. Una situazione che presto diventerà insostenibile che mai avrei pensato di vivere senza nessun aiuto in reparto. I giovani colleghi se ne vanno e non so che fare». Andrebbero trovate forze fresche, nuovi specializzandi, un paio di giovani veterani incluso l’unico medico rimasto con un contratto a tempo determinato che però andrebbe migliorato. Al Policlinico ci sono altri pediatri in diverse unità operative ma che dipendono da altri docenti. Chiudere l’hub pediatrico sarebbe una beffa in una fase in cui il Santobono è alle prese con le bronchioliti da virus respiratorio sinciziale. 

Video

«Da ieri - si lamenta il primario del Santobono Vincenzo Tipo - ho ricevuto decine e decine di telefonate e messaggi che mi chiedevano della bronchiolite e del virus che la provoca in relazione a un allarme social di noti influencer - è opportuno dare informazioni con rigore scientifico e anti fake news: non siamo di fronte a un nuovo virus ma a una vecchia conoscenza tipica del periodo invernale. Nel 1975 si parlava di “male oscuro” e fece numerosi morti tra i lattanti e neonati. Oggi si cura senza particolari problemi. La vera novità - continua Tipo - è la comparsa anticipata, il 50% degli accessi in urgenza e delle visite è per problemi respiratori». Gli ospedali, pediatrici e per adulti, sono già in difficoltà, i grandi pronto soccorso come Cardarelli, Ospedale del Mare e Santobono superaffollati come gli ambulatori. Una situazione che si vede a dicembre e gennaio frutto di 2 anni di isolamento. «Il virus respiratorio sinciziale - conclude il primario - è già circolante e colpisce tutte le fasce d’età. In adulti e bambini si manifesta con un semplice raffreddore, nei neonati può dare sintomi rilevanti. Per questo è importante contattare il pediatra». 

Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 15:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA