Vigilante ucciso con una spranga di ferro, nella babygang una promessa del calcio: «Ci sbrighiamo per l'allenamento?»

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di Daniela De Crescenzo

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«Ci sbrighiamo in tempo per l'allenamento?»: gli agenti del commissariato di Scampia hanno appena prelevato C.U. e stanno per interrogarlo. Il sedicenne è accusato di aver partecipato all'aggressione della guardia giurata Francesco Della Corte, ma si preoccupa di non perdere la seduta atletica.
 

Giovane promessa del calcio, ieri avrebbe dovuto essere in campo con la sua squadra, invece è finito al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei dopo aver confessato il raid compiuto con K.A e L.C.: volevano rubare una pistola al vigilante di turno alla metropolitana di Piscinola e nella notte tra il 2 e il 3 marzo lo hanno massacrato a bastonate. Della Corte è spirato all'alba di venerdì. Quando ha saputo di averlo ucciso, K.A. ha detto in lacrime: «Allora abbiamo combinato veramente un guaio». Eppure, nel rione dove sono nati e cresciuti, a poca distanza dal luogo dell'assalto, tutti li descrivono come bravi ragazzi, tutti manifestano sconcerto e stupore per il loro arresto. Tutti sono increduli, anche Francesca (il nome ovviamente è di fantasia), la fidanzatina di L.C. Quindici anni, un viso pulito, lei giura che il suo ragazzo in questi quattordici maledetti giorni non le aveva mai detto nulla: «Mai, mai, si è lasciato scappare una parola. Eppure ci conosciamo dall'asilo. Siamo cresciuti insieme e il 9 aprile festeggeremo il primo anno di fidanzamento. Il giorno dopo l'aggressione siamo andati al cinema. Lui era tranquillo, sereno. E quando in televisione sentiva parlare di
anziani picchiati ha commentava: Chi fa queste cose è un infame».
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Domenica 18 Marzo 2018, 08:50 - Ultimo aggiornamento: 18-03-2018 12:42
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