Nola, lo scandalo dei furbetti del cartellino: dopo sette anni arriva il carcere per 15 comunali

Giovedì 21 Gennaio 2021 di Carmen Fusco
Nola, lo scandalo dei furbetti del cartellino: dopo sette anni arriva il carcere per 15 comunali

Due anni di carcere: è questa la pena più alta inflitta dal giudice a 15 impiegati del comune di Nola coinvolti in un'inchiesta antiassenteismo che si concluse nel 2017 con un blitz dei carabinieri di Nola nel palazzo di città di piazza Duomo. Sono tutti accusati di truffa e falsa attestazione in servizio, reati perpetrati in occasione dello straordinario elettorale effettuato tra i mesi di maggio e giugno del 2014, quando si tennero le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale e del parlamento europeo. Dopo tre anni dalla conclusione delle indagini e dall'avvio del processo si chiude la prima fase di una vertenza che in principio coinvolse ben 63 persone, praticamente un terzo dei lavoratori all'epoca in servizio al municipio della città di Giordano Bruno.

La sentenza è stata emessa ieri dal tribunale di Nola in composizione monocratica e il giudice si è riservato 90 giorni di tempo per depositare le motivazioni che hanno portato alla decisione. Oltre ai 15 dipendenti condannati, alcuni ormai in pensione, ci sono anche 12 impiegati prosciolti per tenuità del fatto e altrettanti assolti per non aver commesso il fatto. Questi ultimi sono stati difesi, tra gli altri, dagli avvocati Giancarlo Biancardi, Vittorio Corcione, Paola Guarino, Pina Marotta, Giuseppe Guida, Paola Caruso e Domenico Russo. I 15 condannati potranno adesso ricorrere in appello mentre tutti gli altri potranno tirare un sospiro di sollievo dopo un'inchiesta che rappresentò un vero e proprio scandalo dentro e fuori il palazzo.

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Nel 2017, dopo la conclusione delle indagini affidate ai carabinieri della compagnia di Nola, si tenne la maxi udienza preliminare che portò al rinvio a giudizio a carico dei 39 imputati giudicati ieri, a 24 proscioglimenti e a un'assoluzione. A costituirsi parte civile contro i furbetti del cartellino fu l'amministrazione comunale che all'indomani del blitz dei carabinieri fece scattare anche provvedimenti disciplinari a carico dei dipendenti indagati. Davanti a una condanna definitiva i dipendenti giudicati colpevoli, oltre a dover scontare la pena inflitta dovranno anche risarcire il comune di Nola per il danno subito. Un'inchiesta certosina, dove i comportamenti degli impiegati comunali vennero scrutati attraverso una telecamera nascosta posizionata nei pressi del marcatempo che si trova nell'atrio dell'edificio. Un occhio elettronico che spiò per lungo tempo le condotte dei lavoratori. Quattrocento le sequenze incriminate, altrettanti gli episodi di assenteismo che consentirono di appurare il malcostume dei furbetti che dopo aver passato il badge si assentavano dal lavoro per andare a fare shopping o per sbrigare qualche commissione di carattere personale.

A non sfuggire, nemmeno la pratica di colleghi che timbravano anche per gli altri. Uno scandalo, insomma, che gettò discredito sull'intera categoria di lavoratori soprattutto per la spregiudicatezza mostrata dai dipendenti. Oltre alle sequenze immortalate dalla telecamera nascosta, i carabinieri effettuarono anche attività di pedinamento appurando in molti casi che i furbetti del municipio di piazza Duomo portavano a spasso il cane, andavano al bar a prendere il caffè, si recavano nei negozi a fare la spesa. Il tutto mentre risultavano ufficialmente al lavoro, in alcuni casi in orario di lavoro straordinario e quindi di uno stipendio più sostanzioso.
 

Ultimo aggiornamento: 13:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA