Nozze a Napoli: le chat e le mail
tra DeMa jr, Tony e il Comune

Mercoledì 9 Ottobre 2019 di Leandro Del Gaudio

Hanno acquisito le chat tra il cantante e il fratello del sindaco. Vogliono andare al di là delle mail, al di là della richiesta formale, quella spedita da Toni Colombo agli uffici comunali, per arrivare poi agli uffici della polizia municipale di Chiaia. Eccolo il target dell'inchiesta, quella culminata lunedì mattina in un blitz al Comune dei carabinieri, forti di un decreto di perquisizione firmato dal capo della Procura di Napoli. Inchiesta sulle nozze trash, nove indagati, due ipotesi investigative battute per fare chiarezza sul concerto tenuto il 26 marzo scorso in piazza del Plebiscito, per festeggiare la promessa di matrimonio tra il cantante neomelodico Toni Colombo e la sua attuale sposa Tina Rispoli (vedova del boss di camorra Gaetano Marino).

 

Partiamo dall'accusa di abuso d'ufficio: è quella che riguarda Claudio De Magistris, che si sarebbe mosso - scrivono gli inquirenti - per favorire Toni Colombo, nella realizzazione dell'evento del 26 marzo in piazza Plebiscito. Inchiesta condotta dai pm Maurizio De Marco e Vincenza Marra, sotto il coordinamento del procuratore Gianni Melillo, chiaro il ragionamento che emerge dal decreto di sequestro: lo scorso 13 marzo, il cantante aveva chiesto la disponibilità della piazza per un flash mob (evento estemporaneo che si consuma in una manciata di minuti), anche se nella sua istanza il cantante diceva che «la disponibilità doveva intendersi dalle 18.30 alle 23». Una precisazione che, secondo gli inquirenti, «contraddiceva la natura estemporanea dell'evento».

LA RICHIESTA
Eppure questa contraddizione non è stata notata, secondo il ragionamento dei pm. Si può parlare di flash mob, se poi si chiede di usufruire della principale piazza cittadina per oltre cinque ore? Ed è possibile non pagare un soldo (come previsto per i flash mob), quando invece si mette in campo un evento di alcune ore? Fatto sta che una volta contattato dal cantante Toni Colombo, Claudio De Magistris - da privato cittadino - avrebbe segnalato l'istanza a Sarah Terracciano, segretaria particolare del sindaco di Napoli e presidente della commissione pubblico spettacolo del comune. È il momento in cui la conversazione tra due amici o conoscenti - Claudio De Magistris e Toni Colombo - entra formalmente nel palazzo del Comune, coinvolgendo anche pubblici ufficiali. Ed è così che Sarah Terracciano induce la collega Mafalda Fasanella (membro della segreteria del sindaco e componente dell'ufficio cinema del comune a rispondere) a trasmettere una mail al cantante Colombo.
LA RISPOSTA
È il 14 marzo, un giorno dopo la prima mail spedita dall'artista: Colombo ottiene in 24 ore una risposta da Palazzo San Giacomo. Ma cosa dicono i vertici del Comune a Colombo? In sintesi, «si comunicava a costui che l'evento previsto (qualificato come flash mob) non necessitava di autorizzazioni quanto alle competenze dell'ufficio cinema». Ma non è finita. È il 15 marzo, quando l'esponente della segreteria del sindaco Fasanella spedisce un'altra mail, questa volta al comando di polizia municipale di Chiaia, «con tanto di parere favorevole al flashmob, che valeva quale autorizzazione all'evento». Eccoli dunque i passaggi chiave. Ed è questo il motivo che spinge gli inquirenti ad accusare Sarah Terracciano e Mafalda Fasanella, ovviamente in concorso con Colombo e De Magistris jr, «per aver procurato ad Antonino Colombo l'ingiusto vantaggio patrimoniale» consistito nell'aver assegnato, «in assenza delle prescritte autorizzazioni, la monumentale piazza Plebiscito per lo svolgimento di una manifestazione musicale finalizzata alla diffusione commerciale dell'evento». Altra storia le accuse di omissioni in atti di ufficio che vengono mosse ai vertici della municipale di Chiaia, vale a dire gli ufficiali Sabina Pagnano e Giovanni D'Ambrosio, (ma anche a tre agenti di una pattuglia in piazza Plebiscito), per non aver verificato se in piazza si è svolto un concerto (per il quale occorre pagare una tassa) o un semplice flash mob. Ma cosa cercavano gli inquirenti lunedì mattina? Difesi rispettivamente dai penalisti Elena Lepre e Luigi Senese, Claudio De Magistris e Toni Colombo hanno consegnato ai carabinieri i loro cellulari, in uno scenario in cui sono destinate ad avere un peso le chat (probabilmente via whatsapp) con cui Colombo ottiene da De Magistris jr notizie utili sulle persone da contattare all'interno del Comune: i due hanno parlato della «possibilità di fare un flash mob al Comune», della «possibilità di gonfiare i palloncini in piazza Plebiscito» (possibilità negata da Claudio De Magistris, ndr), della «mail da girare» al Comune. È in queste chat che ruota l'inchiesta sul concerto trash finito sul tavolo dei pm.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 11:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA