Il parco di re Ladislao, un gioiello nascosto nel cuore della Napoli antica

Sabato 1 Agosto 2020 di Antonio Folle
Un giardino di 4.500 metri quadrati nel cuore della Napoli angioina ricco di alberi, aiuole, viali ombreggiati e fiori colorati. Il parco re Ladislao, costruito come "accessorio" del vicino complesso conventuale di San Giovanni a Carbonara, per secoli ha rappresentato un bellissimo esempio di "hortus conclusus", un orto urbano circondato dalle alte mura del convento e dai palazzi che affacciavano - e ancora fanno capolino - sull'intero complesso. Una struttura oggi praticamente svuotata dalle sue funzioni e della quale sopravvive solo la chiesa omonima che ospita le spoglie del monarca della dinastia d'Angiò-Durazzo.

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Nel 2001 l'intero parco, che versava in pessime condizioni, è stato completamente restaurato. Da allora turisti e napoletani possono godere delle bellezze del parco noto anche come "giardino dei semplici", nel quale di tanto in tanto si tengono manifestazioni culturali. Purtroppo, però, il magnifico tappeto verde del parco re Ladislao non è stato risparmiato dal clima di incuria generale che riguarda il verde pubblico cittadino e che ha fatto gridare allo scandalo in questi ultimi giorni anche per i sostanziosi premi di "produzione" corrisposti agli addetti al verde del Comune. Molti vialetti sono quasi completamente "bruciati" dal sole cocente e del bellissimo verde delle piante non resta altro che un'unica macchia giallognola.
 


Anche la pavimentazione dei vialetti stessi necessiterebbe di corposi interventi di manutenzione. Il percorso, del quale ancora si intuisce l'antica bellezza, è ridotto ad una distesa polverosa a causa dell'azione combinata dei venti e dell'arsura che ha completamente seccato la pavimentazione fatta di tufo pressato - lo stesso materiale usato all'interno della villa comunale - dalla quale si sprigionano, specie nelle giornate di vento sostenuto, enormi nuvole polverose che rendono difficile anche solo respirare. 

Nonostante il giardino di re Ladislao sia praticamente sconosciuto ai più, non mancano i residenti del quartiere che si intrattengono all'interno del piccolo polmone verde. Molti, però, specie nell'ultimo periodo lamentano problemi relativi alla gestione degli orari di apertura e chiusura da parte degli addetti comunali. Sembra, infatti, che per una pessima - e ormai consolidata - abitudine, nonostante l'orario di chiusura del parco sia fissato alle 20.30, gli addetti siano soliti intimare alle persone di uscire già alle 19.00. Una cosa sulla quale il Comune - che ha ricevuto alcune Pec di lamentela da parte dei cittadini - dovrà fare luce nei prossimi giorni.  © RIPRODUZIONE RISERVATA