Quota 100 svuota i comuni, vigili
spostati in uffici nel Napoletano

Venerdì 18 Ottobre 2019
Uffici decimati e amministrazioni costrette a bandire concorsi o ad affidarsi alla Regione per rimpiazzare i dipendenti che hanno deciso di dire addio con anticipo al posto di lavoro: in tutta la provincia di Napoli si avverte pesantemente l'effetto quota 100. Si va via qualche volta con dispiacere, come racconta Bruno, che lascia Palazzo Farnese, a Castellammare, solo in risposta a un «demansionamento» subìto e non gradito. O si va via con grande sollievo, come nel caso di Luca, da troppo tempo pendolare tra la sua casa nel Sannio e il Municipio di Giugliano. Si va via lasciando in affanno i sindaci, ma anche i colleghi, costretti da un giorno all'altro a mettersi sulle spalle, in attesa di sostituzioni difficilmente realizzabili in tempi brevi, il lavoro dei «fortunati» fuggiaschi.

 

L'AREA COSTIERA
Statistiche ufficiali, numeri che diano la dimensione esatta della diaspora ancora non ce ne sono. Ma le voci che arrivano da molti dei 91 Comuni dell'hinterland partenopeo parlano di una condizione di vera emergenza, alla quale con difficoltà le amministrazioni stanno ponendo rimedio. A volte facendo ricorso a uno sforzo di fantasia: a San Giorgio a Cremano, per esempio, dove sono andati via in 20 su 220, l'amministrazione comunale è stata costretta a cambiare il ruolo di 9 vigili urbani, che dalla strada sono stati spostati negli uffici anagrafe, scuola, contratti e paghe. «È stato un cambio volontario - dice il sindaco Giorgio Zinno - tre vigili erano già amministrativi in ufficio, gli altri invece erano operativi sul territorio e questo ovviamente significa meno vigilanza in strada, ma non potevamo rischiare di chiudere servizi essenziali per il cittadino. Il personale è falcidiato, per esempio siamo passati da 21 a sette giardinieri». Problema inverso a Massa Lubrense dove sono stati gli agenti di polizia municipale, ben quattro, oltre che una funzionaria impiegata in un diverso settore, a scegliere il pensionamento anticipato. Problema serio in un comune che si estende su venti chilometri quadrati di territorio e conta quasi venti frazioni disseminate tra il mare e la collina. Per far fronte all'emergenza durante l'estate, quando la cittadina costiera accoglie migliaia di turisti, il Comune ha assunto vigili stagionali con i fondi messi a disposizione dal ministero dell'Interno nell'ambito del programma Spiagge Sicure. Ma l'inverno è lungo, e soluzioni alternative non se ne vedono. Restando in Costiera, sono undici i dipendenti che a Sorrento, tra il 2019 e il 2020, andranno in pensione con quota 100. Gli effetti di questo esodo, però, sono più contenuti perché «spalmati» su più aree: biblioteca, ufficio tecnico, personale, spettacoli messi comunali, mensa scolastica, polizia municipale, informagiovani. Oltre che aderendo al concorsone bandito dalla Regione, il Comune è corso ai ripari programmando l'assunzione di 21 nuovi dipendenti. Ancora, tra i tre comunali di Vico Equense pensionati con quota 100 figura anche il ragioniere capo, prontamente sostituito con un collega già in servizio.
L'AREA VESUVIANA
Nei comuni a sud di Napoli l'esodo maggiore si registra a Ercolano dove su una pianta organica di 258 unità lasceranno, durante l'anno in corso, 110 persone. Una cifra che non ha eguali tra i comuni vicini, a Portici ad esempio sono 32 i dipendenti che hanno scelto lo scivolo pensionistico per il 2019, sei quelli previsti per il 2020. A Torre del Greco la percentuale tra il 2019 e il 2020 sale al 35%. In particolare per l'anno in corso su 377 unità in servizio 16 hanno scelto quota 100 ma 41 andranno in pensione per sopraggiunti limiti d'età. Il prossimo anno saranno altri 50 ad andare in pensione più 30 dipendenti che hanno fatto richiesta anticipata con quota 100. E se il buongiorno si vede dal mattino, c'è poco da stare allegri: da mesi il sindaco ha chiuso gli uffici Anagrafe della sede distaccata di Santa Maria la Bruna. Con conseguenti, inevitabili disguidi nella sede principale, dove le proteste per le lunghe attese sono pane quotidiano.
Tra i comuni con il maggior numero di pensionamenti c'è anche Castellammare: sono 62 i dipendenti che hanno scelto di lasciare prima e a farne le spese è in particolare l'ufficio tecnico, dove su 32 unità in servizio 26 hanno già lasciato o lo faranno entro l'anno. Impensabile che sei dipendenti possano affrontare questioni spinosissime come l'abusivismo edilizio e la redazione definitiva del Dos, il documento di orientamento strategico, in discussione in Consiglio comunale. In affanno anche anagrafe, protocollo e scuola. Tra i dipendenti in partenza c'è Bruno, che andrà in pensione a fine mese a 64 anni per «protesta» perché spostato a un ufficio sgradito. Ma c'è anche Raffaele, 63 anni e 39 di servizio: «La vita è una sola - spiega - sono ancora giovane per dedicarmi ai miei hobby, alla musica, al teatro e ai viaggi. Certo perdo qualcosa in termini economici, ma se quasi tutti i miei coetanei hanno scelto Quota 100 per lasciare prima significa che qualcosa nella macchina comunale non va più. Personalmente ho scelto di guadagnare meno ma di vivere con serenità questi anni senza pressioni». Per far fronte alla mole di pensionamenti Castellammare ha avviato un concorso pubblico per 21 figure professionali. Altre 24 arriveranno dal maxi concorso regionale di cui 10 saranno vigili urbani.
IL GIUGLIANESE
«Per noi quota 100 è una sciagura»: non ricorre a giri di parole Domenico Pianese, vicesindaco di Giugliano, la terza città della Campania. Entro il 31 dicembre sarà soprattutto l'ufficio tecnico a risentirne, con il pensionamento anticipato di ben quattro Rup (responsabili unici di procedimenti amministrativi), chiamati ad istruire pratiche, controllare cantieri, richieste di condono edilizio e ad assicurare la manutenzione degli istituti scolastici. «Ce ne sono ben 22 di scuole nel nostro territorio - aggiunge Pianese - e l'organico si assottiglia di giorno in giorno: siamo sotto i 200 dipendenti per una città che conta 120mila abitanti. A Pozzuoli, che di abitanti ne ha 80mila, i dipendenti sono il triplo». Giugliano non è in dissesto finanziario ma deve fare i conti con i vincoli fissati dal turn over del personale e ad oggi il grido d'allarme lanciato agli organi sovracomunali non ha sortito effetti. «Possiamo assumere un dipendente ogni quattro in uscita ma i tempi per espletare le procedure concorsuali sono piuttosto lunghi», sottolinea il vicesindaco. Se Giugliano piange, Marano, con le sue 60mila anime, di certo non ride. Il settore amministrativo con maggiori criticità è l'anagrafe, falcidiato da quota 100, trasferimenti e pensionamenti ordinari. Negli uffici, quotidianamente frequentati da centinaia di residenti, sono rimasti solo due dipendenti, di cui uno con qualifica che non gli consente di svolgere funzioni elaborate. L'ufficio legale si è svuotato: il Comune si è rivolto ad avvocati esterni, che prestano la loro opera a contratto. E non va meglio all'ufficio tecnico, dove sono rimasti in attività appena tre geometri. La mole di lavoro è enorme e le pratiche di condono, seimila in totale, non vengono vagliate da oltre un anno e mezzo. Assunzioni? Nemmeno a parlarne. Oltre ai limiti imposti dal turn over, il Comune è in conclamato stato di default. Il bilancio stabilmente riequilibrato non è stato ancora approvato e per bandire concorsi occorre incassare il preventivo via libera del Viminale. Gli Lsu, una ventina, si occupano solo di gestione dei rifiuti.
IL FRATTESE
A Frattamaggiore 15 unità hanno lasciato il servizio nel 2018. Con quota 100 e pensione di vecchiaia a fine anno ne andranno via altrettante. I servizi comunali dovranno essere assicurati da 55 unità. «Abbiamo bandito l'avviso per la mobilità volontaria, sono arrivate 8 richieste; abbiamo espletato la mobilità obbligatoria; abbiamo aderito al concorsone della Regione: dovrebbero arrivare altre 6 unità. Disponiamo di 50 Lsu, che cercheremo di stabilizzare entro i prossimi tre anni, d'altronde solo grazie a loro i servizi hanno potuto funzionare ed è stata scongiurata la sospensione di quelli essenziali», dice il sindaco Marco Del Prete. Nei giorni scorsi per l'assenza di uno degli impiegati rimasti non è stato possibile ottenere la carta d'identità elettronica: potrebbe succedere ancora. A Frattaminore l'organico previsto è di 108 unità, in servizio ne sono rimaste 66, con quota cento a fine dicembre lasceranno altre tre: «Servizi strategici come quello tecnico, affari generali e polizia municipale ridotti ai minimi termini» commenta il sindaco Giuseppe Bencinvenga. Ad Afragola dovrebbero essere in 353, in servizio invece sono solo 205; 5 quelli che andranno via con quota 100 a fine anno. Il Comune si è attivato con 34 assunzioni (29 part time e 5 full time). A Grumo Nevano dei 102 in pianta organica sono in servizio 51 ed a fine dicembre lasceranno in due. 42 gli Lsu impegnati in vari progetti.
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