Napoli: poche centinaia in piazza Dante, il flop delle Sardine anti-Salvini. Blitz e contestazioni sul palco

Martedì 18 Febbraio 2020 di Paola Marano
Sono solo alcune centinaia le persone che si sono riunite stasera a Piazza Dante a Napoli per il  flash mob organizzato dalle sardine, nel giorno della visita di Matteo Salvini, impegnato un incontro a poche centinaia di metri di distanza al teatro Augusteo. Un numero molto ridotto rispetto alla 10mila sostenitori che invece avevano assiepato la stessa piazza lo scorso novembre in occasione della prima chiamata alle armi partenopea del movimento nato a Bologna. Sul palco allestito a ridosso di Port’Alba si alternano gruppi musicali e testimonianze delle vertenze della crisi del lavoro In Campania: dalla Whirlpool, ai Riders per Napoli, ai casi  Tirrenia e Auchan. E’ lo stesso Mattia Santori, portavoce nazionale delle sardine, a dare ai cronisti spiegazioni sulla scarsa affluenza prima dell’inizio degli interventi. 
 

“Credo che portare tematiche come quelle dei lavoratori e delle vertenze di varie aziende sia una cosa molto più complessa – dice -  Però penso che sia anche giusto ripartire non dai grandi numeri ma dai grandi temi. E si affronterà una fase difficile, intanto perché riportare tanta gente in piazza non è sempre facile ma sappiamo di essere nel giusto nei momenti in cui invece che inseguire per forza Salvini andiamo su altri temi”.
 
Per Santori il popolo campano ha ben chiaro che “il trasformismo non paga. Una persona che non è credibile ormai nel 2020 non riesce a ripulirsi la coscienza con un po’ di soldi su facebook , o con un meme, un’immagine, un social media manager bravo. E questo i campani lo capiranno come lo hanno capito in Emilia Romagna. Anzi forse qua lo hanno capito molto meglio che in altre regioni d’Italia”.

“A Scampia andremo senza Salvini”, è il messaggio che lancia Santori dalla piazza perché “l’antisalvinismo spinto ci regalerà l’ennesimo ventennio salvinista come è stato con Berlusconi – spiega - Dovremmo essere bravi a innovare sui temi e trovare un modo diverso di parlare  alle persone. Quello che abbiamo dimostrato a Bologna è che si può fare politica, e innovazione comunicativa senza aver bisogno dell’antagonista”.

E sulla lettera indirizzata  al movimento dal governatore della Campania Vicenzo De Luca, nella quale il presidente della giunta chiedeva alle sardine un confronto dopo aver incassato da  loro una bocciatura in merito ad un’eventuale candidatura alle regionali della prossima primavera, Santori risponde che “l’interlocutore corretto sono le sardine campane e non Mattia Santori, ma soprattutto sono i potenziali alleati di una coalizione. Se in Emilia Romagna l’esperimento delle sardine ha funzionato è perché era chiaro il nemico tanto quanto l’approdo verso cui andare. Abbiamo chiesto a De Luca un passo di lato, non per dire che ha sbagliato tutto della sua amministrazione ma per dire che in questo momento può aiutare la coalizione di centro- sinistra a dialogare”. Ma sulla possibilità di un incontro con il governatore a Scampia in occasione del loro congresso nazionale chiude le porte. “Incontrarlo sarebbe una leggitimazione, credo e ripeto che i suoi interlocutori debbano essere intanto il suo partito e poi la potenziale coalizione più allargata per capire se c’è un’intersezione di programma". 

La serata ha avuto una conclusione anticipata. Gli interventi musicali sono stati sospesi e la piazza si è svuotata a seguito a un intervento sul palco del movimento di lotta disoccupati 7 novembre e altri gruppi organizzati. Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 12:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA