Ritorno a scuola in Campania: 55 edifici centenari, 600 tende per ospitare le mense

Sabato 8 Agosto 2020 di Mariagiovanna Capone

È ormai una corsa contro il tempo per la riapertura delle scuole, che amministrativamente già il primo settembre dovranno essere pronte. Da quel giorno si riapre per gli studenti che dovranno recuperare i crediti e i dirigenti scolastici inizieranno anche la consueta trafila per recuperare l'organico utile. Tra tre settimane quinti tutti a scuola e arriva la richiesta di seicento tende per recuperare altri spazi: niente aule ma aree da destinare alla refezione ed eventualmente a ospitare contagiati. Sì, ma in quale scuola? La domanda nasce non dalla questione tecnica del distanziamento e dei banchi singoli, ma dalla consapevolezza che il patrimonio edilizio scolastico è costituito per gran parte da palazzi storici riadattati a scuole, e in alcuni casi perfino ex opifici o perfino appartamenti. Proprio le regole del distanziamento imposte dall'emergenza Covid-19 obbligano a un diverso utilizzo degli spazi scolastici, a una pianificazione mai sperimentata prima che cozzano con spazi inadeguati, centenari, spesso anche sotto vincolo della soprintendenza da interpellare anche per creare una parete in cartongesso. Insomma, molte scuole italiane hanno almeno 100 anni di vita, e un edificio su quattro in Campania non è stato costruito per ospitare un istituto scolastico ma è stato riadattato successivamente. A riferire dati e numeri è il recente report dell'Osservatorio Povertà educativa minorile «Con i Bambini» che insieme a Openpolis ha voluto indagare sullo stato dell'edilizia scolastica in vista del rientro degli studenti nelle scuole a settembre per capire se ci fosse la possibilità di rimodulare gli spazi interni.

LA CLASSIFICA
Il report indaga su quanti edifici scolastici in uso non sono stati costruiti appositamente per questo scopo, ma riadattati solo successivamente per attività didattiche. Fanalino di coda è la Campania con solo il 61 per cento e se si tiene presente Napoli è in fondo alla classifica e non raggiunge la metà del totale, precedendo solo Milano e Bologna. Un altro aspetto da valutare nella realizzazione degli interventi è poi la presenza di complessi storici, o comunque edifici vecchi. Anche da questo punto di vista, vi sono differenze tra una regione e l'altra e se si prende in considerazione l'incidenza di edifici che hanno almeno 100 anni. In Italia abbiamo 582 edifici costruiti prima del 1800, 944 tra il 1800 e il 1899, 1.401 tra il 1900 e il 1920. In Campania abbiamo 55 scuole costruite prima del 1800, di cui 38 solo a Napoli e provincia, 21 tra il 1800 e il 1899, 31 tra il 1900 e il 1920. Gli edifici centenari della metropoli sono sette. Non manca un'associazione, nata nove anni fa per raccogliere documenti, foto e informazioni storiche per la futura memoria. Tra le scuole più antiche che devono fare i conti con le problematiche del distanziamento e l'impossibilità di creare spazi alternativi troviamo l'Istituto Comprensivo «Foscolo-Oberdan» di Piazza del Gesù realizzato prima del 1800, l'Istituto Comprensivo «Confalonieri» di Vico San Severino, costruito tra il 1800 e il 1899, 24° Circolo didattico «Alighieri» di Piazza Carlo III costruito tra il 1900 e il 1920.
 


L'ALLARME
E proprio in vista della riapertura e della consapevolezza di avere un patrimonio edilizio poco adatto alle regole del distanziamento, durante la riunione di ieri tra la task force regionale e l'ufficio scolastico regionale della Campania è emerso che occorrono seicento tensostrutture per dotare le scuole di spazi aggiuntivi. «Stiamo conteggiando quanto spazio in più occorre per ogni scuola. È bene sottolineare che una tenda è uno spazio aggiuntivo ma non di certo per la didattica o le attività di laboratorio. Potranno essere d'aiuto per la refezione o per spazi di permanenza temporanea in casi di emergenza» precisa il coordinatore della task force regionale Italo Giulivo, che dopo aver ascoltato le esigenze raccolte dall'Usr ha fatto richiesta alla Protezione civile di seicento tensostrutture.

Decisivo anche lo screening che partirà entro fine agosto «perché vogliamo essere certi che tutto il personale abbia una finestra di tempo sufficiente per sottoporsi al test e garantire una scuola sicura alla ripresa» dichiara l'assessore regionale all'Istruzione Lucia Fortini. E Fortini lancia poi l'allarme: «A tutt'oggi, nonostante manchi poco più di un mese al ritorno in classe degli studenti, non ci è stato ancora comunicato qual è il fabbisogno della Campania di docenti, spazi, e materiali. Un ritardo che rende difficile immaginare le regole della ripartenza e ci costringerà a fare una corsa contro il tempo».

 

Ultimo aggiornamento: 12:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA