Stupro Circum, i giudici: «Necessaria una perizia psichiatrica sulla ragazza»

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Necessaria una perizia psichiatrica da «demandare a qualificati esperti in scienze psicologiche e neuropsichiatriche» affinché venga valutato correttamente «il profilo psicopatologico della ragazza» che ha denunciato di essere stata vittima di uno stupro di gruppo nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano nel pomeriggio dello scorso 5 maggio.

È quanto osservano i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli nelle motivazioni alla base della scarcerazione dei tre indagati per violenza sessuale. L'indicazione di procedere a una perizia scaturisce dalla necessità di testare l'attendibilità della 24enne alla luce del problematico e complesso quadro clinico e psicologico personale. Il Riesame, infatti, sottolinea l'importanza di potersi fondare su «elementi scientifici ben più adeguati circa la possibilità di interazioni tra le psicopatie fin da subito emerse e la vicenda narrata».

I dubbi del Tribunale del Riesame di Napoli sull'attuale solidità dell'impianto accusatorio relativo al presunto stupro di una 24enne nella Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano abbracciano anche i referti medici che sono stati allegati agli atti dell'inchiesta: la visita medica alla quale la ragazza è stata sottoposta subito dopo la denuncia di stupro non ha evidenziato ecchimosi o lacerazioni tipiche di un rapporto sessuale estorto con la forza; la relazione del centro Dafne sullo stato psicologico della ragazza non è invece ritenuta da valutare alla luce del fatto che essa non tiene conto del particolare quadro di salute mentale della ragazza. È quanto scrivono i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli nelle motivazioni alla base della scarcerazione di Alessandro Sbrescia, Antonio Cozzolino e Raffaele Borrelli.

Le attiviste dell'associazione «Non una di meno» di Napoli hanno manifestato oggi a sostegno della ragazza di 24 anni che ha accusato tre giovani di San Giorgio a Cremano di averla violentata nell'ascensore della circumvesuviana lo scorso 5 marzo. La manifestazione si è svolta nella stazione Circumvesuviana di Piazza Garibaldi a sostegno della giovane che, affermano le attiviste, «dopo aver subito una gravissima violenza sessuale, si ritrova a subire la violenza mediatica e istituzionale». I giudici del Riesame hanno infatti scarcerato i tre giovani che erano stati arrestati, affermando che la versione fornita dalla giovane potrebbe non corrispondere al vero. Le attiviste hanno scritto sul muro vicino ai binari della circum «Sorella, noi ti crediamo» mostrando anche cartelli con la stessa scritta. 
Venerdì 5 Aprile 2019, 19:27 - Ultimo aggiornamento: 6 Aprile, 08:29
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3 di 3 commenti presenti
2019-04-06 10:17:54
Giusto che la magistratura faccia chiarezza su tutta la vicenda, e chi sbaglia paga, quello che a volte non si capisce che noi cittadini pretendiamo che si condanni qualcuno senza sapere i fatti , già difficile per gli addetti ai lavori stabilire con certezza come sono andati i fatti, e su questo la magistratura sta lavorando. Pare un po esagerato affermare che c’è stata una gravissima violenza senza sapere già spariamo condanne, e per forza di cose esiste la tendenza a credere più alla donna che dice di avere subito violenza e non all’uomo che dice che il rapporto c’è stato ma era consenziente, non sto ne con l’uno ne con l’atro, sto con il giusto , se volessimo condannare tutte quelle persone che si appartano per un po' di intimità, e poi chissà per quale motivo denunciano una violenza quando non c’è stata . si apprende che il fatto c’è stato e da stabilire se c’è stata violenza o meno. Alle attiviste dico che non è sufficiente credere o non credere, bisogna sapere con certezza di come sono andate le cose, Perché credere a l’una e non l’altro. Esiste la magistratura che sta lavorando.
2019-04-05 19:48:16
Conseguenza logica ed inevitabile.
2019-04-05 19:47:30
E una perizia per valutare eventuale pericolosità sociale di tre ragazzi no?

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