Terra dei fuochi, la Chiesa in campo: «Dalla politica troppi vuoti»

Sabato 28 Agosto 2021 di Pino Neri
Terra dei fuochi, la Chiesa in campo: «Dalla politica troppi vuoti»

Con la ripresa di fine estate si riaffaccia il colossale problema della ricerca di una soluzione per l'emergenza ambientale. Ieri alcuni componenti della commissione parlamentare sulle ecomafie, guidati dal deputato Antonio Del Monaco (M5S) e scortati dalla polizia, hanno ispezionato ad Acerra i beni confiscati agli imprenditori dello smaltimento dei rifiuti condannati per disastro ambientale aggravato, i fratelli Pellini. Beni finiti nelle mani dello Stato ma che sono stati saccheggiati e incendiati. Sullo sfondo di questa vicenda si staglia una situazione che resta drammatica. 

Nel territorio a nordest di Napoli i roghi tossici, le polveri sottili e gli scarichi incontrollati di rifiuti continuano a togliere il sonno alla popolazione. Intanto la Chiesa vuole colmare i vuoti lasciati dalla politica: mercoledì sera, primo settembre, due vescovi e i sacerdoti del territorio terranno insieme una veglia di preghiera per «La custodia del Creato», a Pomigliano. Una veglia organizzata a partire dalle 19 nel campo di rugby e cioè proprio a pochi passi, non a caso, dal cantiere dell'impianto comunale di compostaggio dei rifiuti organici. Un impianto la cui costruzione non è ancora iniziata ma che è già osteggiato dai componenti del circolo cattolico locale Laudato si', circolo che insieme alla parrocchia di San Francesco d'Assisi ha sollecitato la veglia. Prevista la partecipazione del vescovo di Nola, Francesco Marino, nella cui diocesi ricade Pomigliano, e di quello di Acerra, Antonio Di Donna, autore, in occasione dell'ultima omelia dell'Assunta, il 16 agosto, dell'ennesima denuncia contro l'inquinamento. 

«L'evento del primo settembre - preannuncia don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis - precederà una serie di processioni nei luoghi dell'inquinamento, processioni che attraverso il circolo Laudato si' stiamo già facendo da mesi. Sono coinvolte tutte le parrocchie e tanti fedeli ci stanno seguendo». Don Peppino è in prima linea contro l'arrivo del compostaggio. Posizioni comuni. Anche il vescovo Di Donna sta tuonando contro l'arrivo degli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti. «Qui non abbiamo visto né bonifiche né risanamento la linea del prelato non abbiamo bisogno di altri rifiuti: non siamo la pattumiera della Campania».

«Dobbiamo custodire il Creato - aggiunge don Aniello Tortora, vicario episcopale per la Carità e la Giustizia della diocesi di Nola - il nostro territorio è già fortemente inquinato dalle polveri sottili e da altre forme di inquinamento per cui la Chiesa di Nola, attraverso un momento di preghiera, vuole risvegliare le coscienze per difendere la nostra terra e consegnarla finalmente salubre alle future generazioni».

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La qualità dell'aria nell'hinterland a est di Napoli sta facendo registrare dati sempre brutti. In base ai rilevamenti delle centraline dell'Arpac il comune di San Vitaliano conta 86 giorni di sforamento delle polveri sottili dall'inizio dell'anno risultando il primo territorio più inquinato della regione. Al secondo posto di questa triste classifica c'è Pomigliano (70 sforamenti), al terzo la zona Volla/Casalnuovo (67), al quarto Aversa (51) e al quinto Acerra (49 sforamenti). Ad Acerra la centralina della zona industriale è fuori uso da mesi. Disservizi che si aggiungono all'abbandono in cui versano i beni confiscati ai trafficanti di rifiuti. Ieri gli ambientalisti acerrani Alessandro Cannavacciuolo, Michele Pannella e Valerio Montesarchio hanno accompagnato la commissione parlamentare sull'ecomafia nei patrimoni sottratti ai fratelli Pellini, patrimoni presi di mira da incendi dolosi. «L'abbandono in cui versano questi beni, agriturismi, fabbriche, impianti - commenta l'onorevole Del Monaco - è la sconfitta dello Stato. Abbiamo avviato un'indagine e interrogheremo i ministri competenti». 

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