Terra dei fuochi, gli uomini sono più a rischio infertilità: «Cadmio nel liquido seminale»

Mercoledì 19 Maggio 2021 di Daniela De Crescenzo
Terra dei fuochi, gli uomini sono più a rischio infertilità: «Cadmio nel liquido seminale»

I maschi della Terra dei Fuochi corrono un rischio maggiore di essere infertili: lo dimostra lo screening andrologico condotto dall'Unità di andrologia e medicina della riproduzione e della sessualità maschile e femminile dell'Università Federico II. Lo studio, diretto dal professor Rosario Pivonello, ha preso in esame 1600 maschi residenti in Campania, 1285 residenti nel territorio ad alto impatto ambientale della Terra dei Fuochi e 315 residenti in comuni a basso impatto ambientale. È stato anche organizzato un focus su tre comuni che si trovano al centro dell'area a rischio: Acerra, Afragola, Giugliano.

E si è evidenziato che soprattutto in questa zona la qualità del liquido seminale negli uomini sotto esame è significativamente ridotta rispetto a quella dei residenti delle altre aree della Campania. Negli abitanti della Terra dei Fuochi, in particolare, è stata riscontrata una riduzione significativa della conta (numero totale) e della concentrazione degli spermatozoi, e un aumento significativo del numero di spermatozoi con morfologia alterata. Inoltre, è stata registrata una prevalenza significativamente aumentata di azoospermia (assenza di spermatozoi nel liquido seminale). Chi vive in quell'area maledetta, quindi, ha meno possibilità di avere figli.

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A cosa è dovuta questa condizione? A determinare le anomalie sarebbe soprattutto l'assorbimento dei metalli pesanti. In particolare, a livelli più elevati di cadmio nel liquido seminale si associano quadri seminali patologici, con ridotta conta e concentrazione degli spermatozoi, ed aumentato numero di spermatozoi con morfologia alterata. Lo studio ha infatti evidenziato che i maschi con più elevati livelli di cadmio nel liquido seminale hanno una conta totale di spermatozoi e una percentuale di spermatozoi con morfologia normale significativamente ridotte rispetto a maschi con livelli più bassi di cadmio nel liquido seminale: la conta totale è di 92,9 milioni verso 106,4 milioni, mentre la percentuale di spermatozoi con morfologia normale è 7,3% verso 7,9%.

«Questo dato suggerisce un impatto negativo del cadmio sulla qualità del liquido seminale nei soggetti residenti nella Terra dei Fuochi sostengono i ricercatori - e un aumentato rischio di infertilità in soggetti con una maggiore esposizione alle fonti di cadmio quali pesticidi e fertilizzanti, emissioni industriali, combustione dei rifiuti». Sotto accusa però anche il fumo di sigaretta, «importante fonte di cadmio».

Secondo gli studiosi la presenza del cadmio nel liquido seminale dovrebbe far scattare un campanello di allarme perché è proprio in questo fluido che si registra la prima accumulazione. Lo studio ha anche valutato la presenza di casi di cancro al testicolo, ma non sono emerse differenze tra gli abitanti della Terra dei Fuochi e quelli del resto della Campania anche se, avvertono i ricercatori, si è evidenziato un leggero (anche se non ancora statisticamente significativo) incremento dei fattori di rischio, cioè mancata discesa del testicolo nel sacco scrotale, patologica riduzione del volume del testicolo e ridotta secrezione di testosterone.

«È necessaria una ulteriore validazione dei dati sostengono gli studiosi della Federico II - e va prevista una valutazione con un monitoraggio più a lungo termine delle condizioni di salute dei residenti locali inclusi nello studio per poter valutare l'eventuale insorgenza di problematiche andrologiche nel tempo, e poter trarre conclusioni definitive». E infatti, come sottolinea il professor Pivonello, lo studio, che ha subito una battuta di arresto nel periodo della pandemia, e si è finora concentrato soprattutto sulla ricerca del cadmio, andrà avanti valutando gli effetti di altri inquinanti ambientali: diossina, pesticidi e bisfenoli, per valutarne gli effetti sulla salute maschile.

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