Vigili, a Napoli lo scandalo dei permessi per non andare a lavorare: boom di richieste nelle feste

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di Luigi Roano

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Pochi, mal equipaggiati, anzianotti, è tutto vero. Così come è vera - tuttavia - la costante che vede i vigili urbani napoletani finire in quel limbo che c’è tra il godere dei propri diritti e la malizia di approfittarne al punto da sembrare i classici «furbetti» del posto pubblico. Ricordate, giusto per fare un esempio, i permessi sindacali per assemblee la notte di San Silvestro? I poliziotti municipali ci sono ricascati. Questa volta lo scontro tra sindacati dei caschi bianchi e amministrazione è sui permessi studio. Quelli in particolare di cui fruiscono coloro che sono iscritti alle università telematiche, alle cosiddette piattaforme «e-learning». Che hanno chiesto «permessi studio» proprio qualche giorno prima delle festività natalizie, e di altre feste comandate come quelle prima e subito dopo i riti per il patrono San Gennaro, o al rientro dalle ferie. Più che la corsa per indossare la corona d’alloro, quella dei poliziotti municipali somiglia a una scorciatoia per esimersi da determinati turni di lavoro. 

I FATTI
Sacrosanto il diritto allo studio, ma possibile prendersi tali permessi nelle festività natalizie (e ci risiamo) oppure durante le festività del patrono San Gennaro o a cavallo di Pasqua? Si può studiare mentre si prepara il cenone? Oppure piazzare i permessi appena si rientra dalle ferie o subito prima? Questo il fenomeno che ha fatto scattare l’allarme a Palazzo San Giacomo che ha analizzato e tirato fuori i dati dei permessi degli ultimi due anni e, sulla scorta dello studio, ha fatto partire una «disposizione» dell’area legale che - nella sostanza - è una severa stretta sui permessi studio indirizzata agli studenti iscritti ai corsi di un paio di università telematiche. Da non sottovalutare nemmeno la pressione da parte del resto dei vigili urbani, quelli non studenti, per una maggiore regolarizzazione dei permessi studio. Infatti, a ogni ora di permesso erogato corrisponde un’ora di lavoro in più o più pesante per chi non è studente. 

IL FENOMENO
La disposizione - che è del 2 novembre - racconta bene quali siano i timori del Comune e del comando di via De Giaxa che ha posto un preciso interrogativo sulla concessione dei permessi studio in ragione dell’aumento delle iscrizioni effettuate dal personale alle università telematiche». I poliziotti municipali studenti sono complessivamente 147 di cui 100 iscritti alle università telematiche negli ultimi 2 anni. Palazzo San Giacomo ha varato una stretta con tanto di sanzioni se i permessi non sono sottoscritti dalle università. La reazione dei sindacati è veemente tanto che hanno ritenuto «non ricevibile la disposizione» partorita dall’Avvocatura. 

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Sabato 10 Novembre 2018, 23:24 - Ultimo aggiornamento: 12 Novembre, 06:55
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 15 commenti presenti
2018-11-11 23:42:24
Ammazza!Stiamo covando una nidiata di Nobel e la città non ne sapeva niente?
2018-11-11 18:24:34
vediamo anche l'abuso della L.104 che non a caso come i permessi studio, sabato, domenica e festivi, sembra che sia una epidemia , i tanti che nè abusano, mettono in cattiva luce i pochi che effettivamente hanno bisogno.
2018-11-11 18:23:05
vediamo anche l'abuso della L.104 che non a caso come i permessi studio, sabato, domenica e festivi, sembra che sia una epidemia , i tanti che nè abusano, mettono in cattiva luce i pochi che effettivamente hanno bisogno.
2018-11-11 13:56:20
E questi sono quelli che dovrebbero arrestare i parcheggiatori abusivi?
2018-11-11 13:36:07
ormai sono un vecchi di settantadue anni, ho studiato all'università (quella vera) e lavoravo in azienda, non esistevano i permesi studio, solo quelli e di un solo giorno, quello in cui sostenevo l'esame causa del permesso ricevuto, ero obbligato poi a farmi rilasciare dalla segreteria di facoltà un certificato attestante il sostenuto esame. Per la cronaca, ho conseguito la laurea (sempre quella vera) ovviamente con qualche anno di ritardo ma con una soddisfacente valutazione da parte delo senato accademico sono certo che se avessi in quegli anni potuto usufruire delle agevolazioni oggi concesse a codesti "galantuomini tale intesi come uomini prima e lavoratori poiu, il mio voto di laurea sarebbe stato pari a 110 e lode e non un misero 102. Queste persone non hanno il senso del pudore.

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