Il Beggars' Theatre sfrattato dal Comune di Napoli: «E i costumi della Gatta cenerentola?»

Giovedì 23 Luglio 2020 di Giovanni Chianelli

Il Beggars' Theatre, uno dei presidi culturali della periferia Est, rischia di chiudere, sfrattato dall'assessorato ai Giovani del Comune di Napoli, lo stesso che aveva accolto il teatro due anni fa nel Centro Asterix, a San Giovanni a Teduccio. Dietro il provvedimento un problema di concessioni, un intrigo di date e scadenze sul crinale del lockdown.

Il direttore artistico della piccola sala resistente, Mariano Bauduin, a lungo al fianco di Roberto De Simone, denuncia: «Un'ordinanza del 16 luglio ci intima di rimuovere entro il 31 di questo mese tutti i materiali da noi conservati. Ma io ho avuto regolare concessione, dallo stesso assessorato, di sviluppare la mia attività con tutti i materiali tecnici e artistici annessi e connessi».

Il problema è che, dalla prima concessione del dicembre 2018 questa, come a tutte le associazioni culturali che usano spazi pubblici, viene confermata ogni tre mesi: e da due anni il teatrino off rinnova la richiesta all'amministrazione per una nuova proroga di 90 giorni. L'ultima concessione andava dal 2 febbraio al 28 aprile, «ma con il lockdown è stata interrotta dopo neanche un mese e secondo i decreti del governo Conte va quindi prorogata al 31 luglio», sostiene Bauduin, che dava per sottinteso che il Beggar's potesse restare nel Centro Asterix almeno fino al 31 ottobre, ovvero per ulteriori tre mesi. Motivo per cui non ha fatto la normale richiesta di proroga, anche perché «non abbiamo avuto alcun preavviso da parte dell'assessorato». Fino alla doccia fredda del 16.

«La nostra associazione rischia di lasciare la propria sede e interrompere le attività di avamposto culturale a San Giovanni a Teduccio», denuncia Bauduin sui social network dove, a stretto giro, sulla pagina Facebook dell'assessorato ai Giovani, arriva una precisazione: «Nessun ordine di smontaggio o rimozione è stato rivolto alla meritevole associazione, quello che il Comune ha chiesto è di liberare gli spazi del centro da suppellettili che impediscono la normale fruizione da parte di altre organizzazioni». Che sarebbero CallystoArts, Maestri di Strada onlus, Trerrote e TwoplusTwo («quei materiali rendono impossibile il nostro lavoro» dice Roberto Masullo, «rendendo inutili anche i fondi europei che riceviamo come rete di associazioni»).

Il problema sono le attrezzature. Per Bauduin, parte fondante dell'attività: «Come si fa teatro senza i materiali tecnici? Che, peraltro, sono sistemati in sgabuzzini e retroscala: mi domando quali attività così ostacoliamo?».
 

 

Alessandra Clemente, assessore ai Giovani, replica: «Bauduin ha fatto una richiesta al Comune di utilizzo degli spazi. Aveva i requisiti ed è stato accolto. Ma pensare di monopolizzare una struttura a discapito di altri fruitori è contrario alla filosofia dei centri giovanili. Il Beggar's potrà continuare a proporre progetti ed utilizzare gli spazi ma non danneggiare il resto del tessuto sociale che frequenta la struttura».

Il Beggar's Theatre, che ieri ha raccolto non poca solidarierà on line, negli ultimi due anni ha messo in scena circa 20 spettacoli, come «Interrogatorio a Maria» da un testo di Giovanni Testori, diverse puntate di «Quartieri di vita», la costola invernale del «Napoli teatro festival», e ha ospitato uno degli ultimi concerti di Corrado Sfogli con Fausta Vetere; oltre ad aver prodotto Sotto lo stesso manto per Matera 2019 e Pollicinella, sempre per il NTF.

Con una capienza di 150 spettatori, la sala off ha un tesoro, una piccola collezione di costumi teatrali tra i quali spiccano quelli di «La gatta Cenerentola», con alcune scenografie, abiti dell'ultimo concerto di Monserrat Caballet, dell'«Orestea» di Luca Ronconi... Saranno questi i materiali da rimuovere? A rischio, intanto, il resto dell'attività prevista per la stagione 2019-2020: «Voce umana» di Jean Cocteau per la regia di Fabio Pisano, «La solitudine dei campi di cotone» di Bernard-Marie Koltes diretto da Diego Sommaripa e Beggar's opera dello stesso Bauduin. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA