«Il Museo della Follia» arriva a Napoli: esposte le radiografie del piede di Maradona

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di Paola Marano

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Dopo Matera, Milano, Catania e Salò, arriva a Napoli, nella Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, il “Museo della Follia. Da Goya a Maradona”, la mostra itinerante – a cura di Vittorio Sgarbi, realizzata da Cesare Inzerillo, Giovanni Lettini, Stefano Morelli e Sara Pallavicini. Un percorso di oltre 200 opere tra dipinti, fotografie, sculture, oggetti e installazioni multimediali sul tema della follia. “Entrate, ma non cercate un percorso, l’unica via è lo smarrimento”, si legge all’ingresso dell’esposizione, presentata stamattina all’interno del Polo Culturale del centro storico in una cripta gremita di persona. Francisco Goya, Francis Bacon, Adolfo Wildt Telemaco Signorini, Fausto Pirandello, Antonio Ligabue: sono solo alcuni dei grandi nomi della storia dell’arte riuniti in una dimensione parallela, simile a quella di un ospedale psichiatrico, come quello di Mombello, a cui la mostra riserva uno spazio dedicato all'artista Gino Sandri.
 

Tra le novità di questa edizione ci sono due imponenti sculture che portano la firma di Cesare Inzerillo. La prima, omaggio alla città di Napoli e alla sua tradizione scaramantica, è un Corno Reale di oltre 3 metri; l’altra è un colossale Apribocca – realizzato su modello del vero presente in mostra – posto in relazione al celebre dipinto “L’adolescente “ di Silvestro Lega. Ma la chicca della versione partenopea, da cui ha origine il sottotitolo, è l’ingresso del mondo del calcio nel mondo dell’arte: il Museo della Follia include, tra le vite di pittori, scultori e poeti, la presenza di Diego Armando Maradona attraverso le radiografie del piede che imitano l’innaturale posizione del gol storico messo a segno contro l’Inghilterra durante i quarti di finale di Messico ’86, oggetto di studio di un noto ortopedico. Uno scatto di quel piede immortalato dallo stesso Maradona è stato inoltre incorniciato ed esposto. 

«L’idea di portare la follia fino a Maradona racchiude il concetto del tifo nel calcio – ha spiegato Sgarbi - la sua vita sregolata e il suo caravaggismo allunga la sua follia a quelli a cui la comunica: lui determina degli effetti di pazzia nelle reazioni delle persone che lo hanno guardato come a un Santo». 
Sabato 2 Dicembre 2017, 15:54 - Ultimo aggiornamento: 02-12-2017 20:01
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