Media Tower: nella casa dei Master di giornalismo, radio, cinema e tv la sfida del Suor Orsola

Giovedì 10 Ottobre 2019 di Donatella Trotta
Una avveniristica Torre della Comunicazione multimediale incastonata in un complesso monumentale plurisecolare. Una “Media Tower” che evoca la storica BT Tower della BBC britannica svettante, a Napoli, «come un grande punto esclamativo» sulle stratificazioni di una città millenaria, sintesi e crocevia di molte civiltà dove, spiega Lucio D’Alessandro, rettore dell’università Suor Orsola Benincasa, «comunicare è tutto perché Napoli ha infinite storie da raccontare, ieri come oggi, e le humanities  hanno bisogno anche delle nuove tecnologie e della sinergia multimediale per uno storytelling adeguato ai tempi».

È un’immagine suggestiva (e una formula inedita di presentazione delle iniziative in cantiere) quella scelta dall’Unisob per presentare i tre Master di I livello in Radiofonia, Cinema e Televisione e Giornalismo al via per l’anno 2019/20. Con scadenze imminenti dei vari bandi: a partire dalla radiofonia, che ha come deadline il prossimo venerdì 11 ottobre (questo il link ufficiale al bando di partecipazione: https://www.unisob.na.it/universita/dopolaurea/master/radiofonia/bando.htm?vr=1), mentre per fine mese chiuderà l’iscrizione agli altri due corsi: 21 ottobre Cinema e Televizione, 26 ottobre Giornalismo.
Ed è un piccolo viaggio dialogico dedicato a giornalisti, operatori, testimoni, docenti e allievi interessati quello che per la prima volta apre le porte di un mondo misconosciuto ai più con un percorso ascendente (e interconnesso) tra media che intrecciano passato e futuro, tradizione e innovazione, formazione non soltanto teorica e lavoro concreto «in un unico progetto didattico, educativo e produttivo, che ad esempio, nel campo del placement ovvero dellla collocazione sul mercato, raggiunge una percentuale, come nel caso della radiofonia, che si aggira tra il 70% e l’80%», sottolinea Michelangelo Jossa, giornalista, studioso e docente Unisob nelle vesti di insolita guida alla scoperta di una vera e propria cittadella che è insieme scuola, media center e media service attrezzato di tutto punto.

Tra proiezioni di corti, docufilm (uno molto efficace sul litorale domitio flegreo ieri e oggi), realizzazione di riviste (il quindicinale «In-Chiostro»), radio e telegiornali e altri materiali audiovisivi realizzati da giovani allievi del Corso, confronti con veterani del mestiere (tra i quali Alfredo d’Agnese, Barbara Della Salda, Antonio D’Amore, Carlo Mancini, Marco Demarco, Pierluigi Camilli) e testimonianze di ragazzi che «ce l’hanno fatta» (come alcuni allievi del Master diretto da Nicola Giuliano, produttore premio Oscar dei film di Paolo Sorrentino: Manuela Zincone, Serena Mattiello e Michele Schiano, tutti assorbiti in incarichi apicali di sceneggiature per set cinematografici e televisivi), per qualche ora la sensazione è che la crisi conclamata del sistema dei media, la perdita di credibilità del mestiere e del ruolo dei giornalisti nell’era della disintermediazione digitale e gli ostacoli in apparenza insormontabile  nell’accesso a uno dei mestieri più antichi (e un tempo ambìti) del mondo non abbia minimamente intaccato la curiosità, la motivazione appassionata, l’entusiasmo operativo, l’ottimismo della volontà e la voglia di apprendere di questo nucleo sempre più ristretto di ragazzi di una “meglio gioventù” che vuole e sa inseguire i propri sogni.

«La nostra sfida è un’avventura che è anche una grande responsabilità, per un progetto di vita qualificante per questi giovani», continua D’Alessandro, mentre nelle varie tappe del tour vengono ripercorsi accordi proficui in un’ottica di rete: da quello con Giffoni Film Festival e quello, nuovissimo, con Casa Sanremo, fino alle pionieristiche interazioni con il Museo e Real Bosco di Capodimonte (e il lancio, on air da settembre 2018, di Radio Capodimonte, tra le prime radio museali in Europa, format e progetto multidisciplinare realizzato in collaborazione con la Campania Music Commission) e il Napoli Teatro Festival, per dirne solo qualcuna. Solo alcuni esempi, aggiunge il rettore D’Alessandro, «delle molte occasioni in cui l’Università Suor Orsola Benincasa realizza una filiera compiuta tra il nostro modo di fare formazione e il mondo del lavoro».

Già. Ne sanno qualcosa al Master in Radiofonia, primo nel suo genere in Italia, nato oltre sei anni fa in collaborazione con Radio Capital, Radio Marte e Run Radio - la Radio Universitaria Napoletana dell’ateneo suororsolino – e che può vantare non a caso ampi inserimenti dei propri studenti nel non facile mondo del lavoro. Molti ex allievi infatti lavorano, oggi, lavorano per emittenti radiofoniche come Radio Kiss Kiss, Radio Capital, m2o, Radiolibri, Radio Marte o Radio Crc. Questo Master, di durata annuale, con 1.500 ore di corso complessive (per 60 Crediti Formativi Universitari), ha un taglio molto selettivo perché si rivolge infatti ad un massimo di 16 partecipanti ed è oggi un punto di riferimento irrinunciabile a livello italiano per la formazione in ambito radiofonico: come dimostrato dalle tante importanti docenze registrate nel corso degli anni e dalle sue figure di coordinamento didattico-scientifico (Alfredo d'Agnese, Antonio D'Amore, Barbara Della Salda e Carlo Mancini) che si avvalgono di un comitato scientifico composto da Enricomaria Corbi, Marino Niola e Pasquale Scialò.
 
 
  Ultimo aggiornamento: 13:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA