Elezioni comunali a Napoli, Maresca pronto a scendere in campo: civico in quota centrodestra

Mercoledì 18 Novembre 2020 di Carlo Porcaro

Il recente salvataggio di de Magistris da parte di Forza Italia in Consiglio comunale è strettamente legato alla prospettiva delle prossime elezioni comunali. Si ipotizza, infatti, un ampio fronte civico a sostegno del magistrato Catello Maresca a cui far aderire il centrodestra e in un eventuale secondo turno godere della non belligeranza degli arancioni di DeMa. Fantapolitica o mossa all'insegna della realpolitik per non dare vantaggi al governatore De Luca ormai nemico giurato dell'inquilino di Palazzo San Giacomo.

Di sicuro in queste ore si sta realizzando un'anomala convergenza di interessi tra Forza Italia e de Magistris tanto da tenere in vita la consiliatura fino alla scadenza del mandato, incassare qualche provvedimento utile e poi costruire un percorso comune magari senza simboli di partito verso l'appuntamento di maggio 2021. È vero che il primo cittadino ha lanciato la candidatura del suo assessore Alessandra Clemente, ma è ben consapevole che da soli non si va da nessuna parte. Primum sopravvivere e poi cercare una collocazione futura che andrebbe giustificata con una capriola comunicativa. 

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Il centrodestra, con la Lega di Matteo Salvini da sempre sponsor di una soluzione civica per Napoli, punta su una personalità non proveniente dal mondo politico. Dopo i no di alcuni big che hanno declinato l'invito a scendere in campo - dall'ex presidente di Confindustria Antonio D'Amato al giovane manager Guido Grimaldi, della omonima famiglia di armatori napoletani i nomi su cui si tesse il filo sono il magistrato anticamorra Catello Maresca ed il manager di Triboo Riccardo Maria Monti. Il primo, attualmente sostituto procuratore presso la Procura generale di Napoli, ha confermato la volontà di dare vita ad un progetto civico. «Ogni giorno faccio politica. Io candidato sindaco? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere», ha dichiarato lui stesso ai microfoni di Radio Crc nella trasmissione Barba&Capelli. 

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Il magistrato che fece arrestare il boss dei Casalesi Michele Zagaria sarebbe disposto a tentare l'avventura ponendo però le identiche condizioni di qualche mese fa quando si fece il suo nome per la Regione: no alla vecchia nomenklatura berlusconiana a partire dai Cesaro (con Patriarca capogruppo regionale in quota Fulvio Martusciello è partito il nuovo corso), no a imposizioni dall'alto ma costruzione di un percorso dal basso coinvolgendo una rete associativa. Da sempre vicino a Maresca figura per esempio l'editore di Rogiosi, Rosario Bianco, con cui l'ex pm ha creato laboratori di artigianato per sottrarre i ragazzi dalle insidie della strada tramite l'associazione Arti e mestieri. Un approccio troppo centralizzatore però rischierebbe di raffreddare Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia che invocano agibilità politica. Intanto, nelle ultime settimane Maresca si è collocato chiaramente all'opposizione di De Luca, intestandosi proprio quel brand che potrebbe riunire tutti i nemici del presidente della Regione sotto un unico ombrello. Legalità e lotta alle povertà le priorità. «Il tessuto sociale è purtroppo facilmente infiammabile da promesse mancate e poca chiarezza complessiva nella gestione dell'emergenza con balletto tra Stato, Regioni e comuni: questo ha provocato difficoltà e la situazione va controllata per evitare scene violente con le infiltrazioni di chi non ha che a fare con la protesta. Più aumentano le zone rosse, più aumenta disagio che deve essere gestito», il suo allarme.

Nei prossimi giorni i leader nazionali del centrodestra si rivedranno per aggiornare il tavolo sulle grandi città come Roma, Milano, Bologna e appunto Napoli. Salvini ha chiesto a Giorgia Meloni e Antonio Tajani un'accelerazione per non farsi trovare impreparati come alle regionali. Un altro magistrato dopo dieci anni di de Magistris non appare soprattutto a leghisti e meloniani una grande soluzione, ma non vi sono al momento pregiudiziali. Con l'aspirazione ad essere competitivi «soprattutto se dall'altra parte il candidato sarà Enzo Amendola», fanno sapere molti esponenti del centrodestra. Contro il ministro degli Affari europei, già segretario regionale Pd sotto Bassolino, la partita sentono di poterla giocare ampiamente.

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