De Magistris apre le trattative, l'asse con Forza Italia si rafforza: il Pd dice no al sindaco

Mercoledì 18 Novembre 2020 di Luigi Roano

Forza Italia con Fulvio Martusciello che dichiara come «nemico il governatore Vincenzo De Luca» conferma che il ragionamento con il sindaco Luigi de Magistris per evitare il commissariamento del Comune è aperto. E l'ex pm si è messo subito al lavoro dopo il rinvio della seduta del Consiglio sul bilancio dove ha rischiato di andare sotto e di lasciare il Comune, per costruire questa «alleanza strategica e non politica dalla durata di sei mesi con le forze responsabili e moderate».

Quella di Fi e degli arancioni in fin dei conti è la stessa mossa che de Magistris fece quando volle il più che moderato Raimondo Pasquino presidente del Consiglio comunale. Pasquino era stato suo avversario come candidato sindaco. 

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Un martedì pieno di incontri politici, perché questa l'unica strada da percorrere se de Magistris vuole salvarsi. Così come lo sarà domani quando de Magistris sarà nella Capitale e incontrerà i vertici del M5S e del Pd e forse anche esponenti di Fi. Il Consiglio si riunirà presumibilmente nei primi giorni di dicembre, per quella data se accordo ci sarà dovrà essere blindato. Cosa è venuto fuori intanto dagli incontri di ieri? «Sinistra in Comune - racconta il capogruppo Mario Coppeto - non vuole il commissariamento, ma chiede a de Magistris di provare a ricucire con il Pd e il M5S. Forse è l'ultima occasione per provare a costruire un'alleanza politica in vista delle amministrative. Magari il sindaco potrebbe ritirare la candidatura di Alessandra Clemente che stimo. È stato sbagliato, in piena crisi pandemica e comunque prima dell'approvazione del bilancio 2020, accelerare indicando scenari e proposte future per maggio 2021, aumentando la frantumazione». Sulla questione di Fi è altrettanto chiaro: «Si tratta di colleghi e di brave persone che abbiamo inseguito in Consiglio comunale e noi siamo contrari al commissariamento». Oggi alle 12 a Palazzo San Giacomo è programmato l'incontro tra de Magistris e Marco Sarracino segretario del Pd. L'esponente dei dem fa già trapelare di «non essere interessato alle offerte di collaborazione del sindaco». Tuttavia nel suo gruppo consiliare la pensano diversamente, nella sostanza dem spaccati. Intenzionati a seguire la strada tracciata da Lega, Fdi e le altre opposizioni. 

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L'europarlamentare di Fi dopo la bagarre in Consiglio di lunedì chiarisce in maniera netta la posizione del partito: «Lunedì abbiamo dimostrato che De Luca non metterà le mani sulla città, perché Napoli è dei napoletani» replica Martusciello a chi attacca Fi imputandola di essere la stampella del sindaco. «Era chiaro - spiega l'eurodeputato - che tutta la giunta regionale era mobilitata per far arrivare un commissario prefettizio, magari salernitano, per sostituire il sindaco di Napoli». Nel mirino degli azzurri c'è il governatore, questo è un collante fortissimo con gli arancioni di de Magistris dove tutti, ma proprio tutti, vedono l'ex sindaco di Salerno come fumo negli occhi. «De Luca - conclude Martusciello - è il nostro avversario in questa regione, perché le sue mancate verità nella gestione dell'emergenza Covid hanno messo in ginocchio dal punto di vista sanitario e economico i napoletani». La sostanza è che Fi vuole fortemente giocarsi la partita per il Comune. Dopo mezzo secolo di centrosinistra, l'idea è quella di mettere in campo una coalizione che includa le forti spinte che arrivano dal civismo e trovare un candidato credibile. Al riguardo sempre più forti sono le voci sul magistrato Catello Maresca. Questi sei mesi a Fi - il ragionamento - serviranno per costruire il progetto politico per il 2021. Senza trascurare che i voti arancioni saranno volatili al massimo e difficilmente andranno verso il Pd.

In casa demA serrano le fila ma sanno perfettamente che la strada della salvezza è in salita e non è detto che alla fine si potrà percorrerla. Però negli incontri di ieri a chi ha la puzza sotto il naso immaginando un'alleanza strategica di Fi - che anche a livello nazionale sta seguendo questa linea - fanno notare che «i tanti consiglieri che hanno cambiato casacca sono i veri responsabili di questa situazione». Indicando «Gabriele Mundo, Nino Simeone, Carmine Sgambati, Emanuela Mirra e Fulvio Frezza», eletti nella lista «de Magistris sindaco», tra coloro che più di ogni altro «si dovrebbero passare la mano per la coscienza».

Ultimo aggiornamento: 16:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA