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Elezioni comunali a Napoli, è caos alleanze: avanzano gli outsider

Martedì 9 Febbraio 2021 di Luigi Roano
Elezioni comunali a Napoli, è caos alleanze: avanzano gli outsider

Sul grande caos delle amministrative napoletane - dove tutte le certezze acquisite dal centrosinistra allargato sono avvolte da una fitta nebbia dopo la caduta del governo Conte - sta per abbattersi l'ultima tegola: il sempre più probabile slittamento della data del voto a settembre. Che lancia in orbita gli outsider, specialmente civici, mentre rischia di far consumare ancora di più le alleanze strategiche dei partiti tradizionali costretti a fare i conti anche con quello che accade nella Capitale. Il rinvio del voto significherebbe lasciare Napoli in un limbo per altri 7 mesi, atteso che il sindaco Luigi de Magistris è candidato alla presidenza della Regione Calabria dove si vota ad aprile. Venisse eletto, Napoli sarebbe nelle mani del facente funzioni e vicesindaco Carmine Piscopo che non ha una maggioranza in Consiglio comunale. Magari anche la Calabria potrebbe spostare in avanti l'appuntamento con le urne, ma a oggi questa possibilità non è quotata come lo slittamento delle comunali. Confusione è la parola d'ordine, dove Pd e M5S spergiurano che il loro patto nonostante tutto a Napoli reggerà. Tuttavia, se ne parla da mesi però alla fine è stato fatto solo un incontro formale dove all'epoca - fecero sapere i protagonisti - «si è parlato del Recovery».

Nomi e volti di chi è pronto a raccogliere i frutti di questo caos ce ne sono. E cavalcano inciuci, veleni, ma anche ragionamenti politici concreti. Una decina di giorni fa il segretario del Pd Marco Sarracino al Mattino rispose così a una domanda sul nome del candidato da pescare tra i due ministri dem Vincenzo Amendola e Gaetano Manfredi e Roberto Fico, presidente della Camera per il M5S. «Parliamo sicuramente di nomi importanti e ve ne possono essere anche altri. Però mi sembrerebbe un bel messaggio quello di discutere di profili che hanno incarichi istituzionali o di partito di livello nazionale e che sarebbero pronti a lasciarli per dedicarsi 24 ore al giorno a Napoli». All'amo lanciato da Sarracino - che forse qualche avvisaglia del caos l'aveva annusata - nessuno dei due ministri ha abboccato, cioè nessuno si è esposto nel dire «sono pronto a lasciare il ministero per Napoli». Ci ha pensato la crisi di Governo a farli diventare ex ministri. Uno status che potrebbe diventare permanente appena Mario Draghi varerà il nuovo Governo. Cosa significa? Che un conto è caricarsi la candidatura a sindaco con il beau geste di lasciare Roma per Napoli, altra cosa è farlo da disoccupati. Una debolezza che si abbina alle incertezze sulle alleanze - il governatore De Luca per esempio - non ha mai dichiarato in prima persona di essere d'accordo a un'alleanza con i grillini a Napoli. Anzi, le bordate contro l'ex premier Conte vanno nella direzione opposta. In questo quadro confuso gli outsider prendono coraggio e potrebbe scapparci la sorpresa.

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Si rafforza in primis la posizione di Antonio Bassolino, l'ex sindaco al quale il Pd ha dichiarato guerra aperta pur non avendo in mano un nome alternativo, tranne la proposta di Fico che è del M5S ma è molto lontano da Napoli. Sta lavorando forte a sinistra Sergio D'Angelo, commissario di Abc Acqua pubblica, che ha risanato i bilanci dell'azienda e ha rispedito al mittente le avance del sindaco per appoggiare la candidatura di Alessandra Clemente. D'Angelo è il ras delle cooperative rosse e ha già preparato un paio di liste: «Non vediamo Maradona in giro, in queste condizioni ci proviamo» racconta chi gli sta vicino. C'è Amedeo Manzo, presidente della Bcc Napoli - «la banca che crede nel rating umano» - e manager della Napoli Holding che ha appena salvato Anm dal fallimento. Quindi il senatore Sandro Ruotolo, che alle suppletive per Palazzo Madama di un anno fa incassò anche l'endorsement del figlio di De Luca, Piero, che di mestiere fa il deputato. Non trascurabile la figura di de Magistris Nino Daniele - che politicamente non ha mai sposato i valori arancioni, questo il segreto della sua durata in Comune ben 7 anni - che è interessato a un progetto corale e largo. E porta in dote l'enorme popolarità acquisita da assessore alla Cultura. 

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