La Lega al Sud punta sui rettori:
in campo Tommasetti da Salerno

Martedì 16 Aprile 2019 di Adolfo Pappalardo
C'è tempo fino a domani alle 20 per le liste Ue. Operazioni praticamente chiuse per tutti i partiti che ora stanno lavorando di finitura. Eccezion fatta per la Lega: Matteo Salvini si è fatto mandare, dai suoi referenti locali, proposte e curricula ma sta vagliando personalmente i nomi da mettere in campo. E con il passare delle ore sembra che l'attesa sia dettata dalla scelta (del vicepremier) di cercare di fare il più possibile liste poco politiche per privilegiare nomi nuovi, della società civile. In questo quadro, tra i sicuri, ci dovrebbe essere il rettore dell'Università di Salerno Aurelio Tommasetti il cui mandato scade proprio alla vigilia delle Europee. Che poi, curiosità, dall'ateneo di Salerno arriva anche il diretto predecessore proprio di Tommasetti: Raimondo Pasquino, ex rettore ed ex presidente del consiglio comunale di Napoli, numero uno di +Europa.
 
Le incognite, gli ultimi nodi da sciogliere, riguardano proprio il partito che è in testa ai sondaggi. Salvini, che sarà capolista in tutte le circoscrizioni, per ora ha incassato il sì convinto del 52enne Tommasetti, desideroso di candidarsi dopo due mandati alla guida dell'Università di Salerno. Docente di economia aziendale, Tommasetti è il primo rettore, in Italia, che scende nell'agone elettorale con la Lega. Ed è quindi il nome della svolta immaginata da Salvini: non nomi politici locali per sdoganarsi completamente verso il mondo del sapere e della società civile. E diventare una destra meno populista e più credibile verso l'esterno. Con lui si fanno due nomi, sempre graditi al ministro dell'Interno. Il primo è Valentino Grant, casertano di Casagiove, che sempre Salvini ha voluto nel cda della Cassa Depositi e Prestiti; il secondo, invece, sarebbe Vincenzo Sofo, fidanzato di Marion Le Pen, la nipote di Jean-Marie, il fondatore del Fronte Nazionale ma anche intellettuale-consigliere che avrebbe suggerito a Salvini la svolta di una Lega «che guarda e si radica al Sud». Con loro, rimanendo tra i nomi non politici, ci sarebbe anche Geppy Lettieri, rampollo dell'ex presidente dell'Unione Industriali di Napoli Gianni e una imprenditrice del Salernitano.

Si saprà oggi se la capolista scelta direttamente dal vicepremier Di Maio, la docente universitaria barese e pedagoga Chiara Maria Gemma, avrà il gradimento degli iscritti grillini. Votazione veloce, sì o no, per un ok che appare scontato. A seguire, dalla Campania, l'uscente Isabella Adinolfi, la 27enne Michela Rescigno, studentessa e titolare di una impresa edile, l'ingegnere Aniello Nazaria e Mariano Peluso, ex consigliere della V Municipalità.

Il partito di Zingaretti è stato il primo partito a chiudere le liste, una settimana fa. Capolista Franco Roberti, ex numero uno dell'Antimafia e attuale assessore alla Legalità della giunta De Luca. A seguire gli uscenti Pina Picierno e Andrea Cozzolino, qui alla sua terza candidatura al Parlamento di Strasburgo. Dietro tutta la pattuglia di uscenti napoletani: Giosi Ferrandino, Nicola Caputo e Massimo Paolucci ora nell'Mdp.

Le liste berlusconiane sono solamente da affinare. Quasi sicuramente Berlusconi sarà capolista in tutte le circoscrizioni (tranne al centro dove è Antonio Tajani) mentre nella circoscrizione Sud l'elenco vede, nella maggior parte dei casi, uscenti e solo tre donne. Quindi, via libera, nel cappello di lista agli uscenti Fulvio Martusciello e Aldo Patriciello mentre è previsto un nome per ogni provincia dopo la ricandidatura centrista di Lorenzo Cesa. Tre le donne: l'uscente Barbara Matera, Alessandra Mussolini e l'ex consigliera regionale del Pdl Antonia Ruggiero.

Contro Mussolini (Alessandra) la Meloni schiera un altro Mussolini: il nipote cinquantenne Caio. Attuale dirigente della Finmeccanica, il fondatore del partito fascista era il suo bisnonno. Con lui Enzo Pagano, coordinatore casertano del partito, Carmela Rescigno, medico di Nola già candidata alle Politiche, e Marta Schifone (figlia dell'ex consigliere regionale di An Luciano). Ma con Fdi ci sarà anche il movimento Sud protagonista e in lista ci sarà il suo fondatore, l'ex consigliere regionale Salvatore Ronghi, che domani presenta la sua candidatura.

Il cartello che raggruppa radicali, socialisti ed il movimento dell'ex grillino Pizzarotti sceglie come capolista Raimondo Pasquino, ex rettore all'Università di Salerno ed ex presidente del consiglio comunale di Napoli nella prima sindacatura de Magistris. In quota radicale come la seconda in lista, la quarantenne salernitana Alessandra Senatore, e Alfonso Pisicchio, assessore regionale all'Urbanistica in Puglia. Per i socialisti, che scelgono di inserire solo un nome femminile ad ogni circoscrizione, ecco Simona Russo, 33enne referendaria alla Corte europea ed esperta di cooperazione internazionale. Con la politica nel Dna se è figlia dell'ex capogruppo Pd in Regione Giuseppe.

Capolista l'uscente Eleonora Forenza. A seguire Paola Maria Natalicchio, ex sindaco di Molfetta, e il filosofo Fortunato Cacciatore. Ma i voti dei militanti napoletani saranno per Sandro Fucito, presidente del consiglio comunale di Napoli.  © RIPRODUZIONE RISERVATA