Elezioni suppletive, Napoli al voto: urne aperte fino alle 23, sfida a cinque

Domenica 23 Febbraio 2020 di Luigi Roano

I seggi sono stati montati, presidenti e scrutatori hanno preso possesso del materiale elettorale. Non resta che sperare nell’arrivo anche degli elettori a partire dalle 7 di oggi. Questo il grande dubbio da quando è iniziata più di un mese fa la campagna elettorale per conquistare un seggio al Senato. Sono elezioni suppletive dovute alla morte di Franco Ortolani che il 4 marzo del 2018 fu eletto nel collegio uninominale di Napoli 7 e che comprende più di un terzo della città. Una roba sulla carta seria, anche se i napoletani sembrano essere molto distratti al riguardo. Nessuno cittadino o quasi nelle sedi comunali per recuperare il certificato elettorale - quasi un rito quello dello smarrimento - con gli impiegati di Palazzo San Giacomo sfiniti dalla vana attesa. Una competizione a 5, a contendersi il seggio a Palazzo Madama sono Luigi Napolitano del M5S, Sandro Ruotolo appoggiato dal Pd, dal movimento demA che fa capo al sindaco Luigi de Magistris e un pezzo della sinistra, Salvatore Guangi candidato del centrodestra con alle spalle Fi, Fdi e la Lega. Poi Giuseppe Aragno di Potere al Popolo che raggruppa la restante parte della sinistra quella movimentista e il civico Riccardo Guarino con il suo Rinascimento partenopeo. Si vota dalle 7 alle 23 gli stessi orari - per chi ne avesse necessità - durante i quali sarà possibile richiedere una copia del certificato elettorale. 

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Sono ben sei le Municipalità coinvolte in questa tornata elettorale vale a dire 3,4,5,6,7, e 8 che corrispondo a questi quartieri: Arenella, Barra, Miano, Piscinola-Marianella, Poggioreale, Ponticelli, San Carlo All’Arena, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno, Scampìa, Secondigliano, Vicaria e Vomero. 444 su 883 le sezioni dove le urne sono state installate. Sono stati sostituiti 23 presidenti perché all’ultimo momento hanno rinunciato. Per avere un’idea del pezzo di popolazione coinvolto in queste elezioni basta dare uno sguardo al numero dei votanti: 357.299 di cui 166.234 maschi e 191.065 femmine. Due anni fa erano 341.677 dunque c’è stato un incremento di iscritti nelle liste per il Senato pari 15.622 elettori. Va ricordato che per votare per Palazzo Madama bisogna avere 25 anni compiuti. Nella sostanza un terzo degli elettori napoletani è chiamato alle urne. 
 


Il 4 marzo del 2018 nel Collegio uninominale 7 - giova ribadire che è quello dove si vota oggi - votarono 208.141 elettori pari 60,92% degli aventi diritto. Si affermò Ortolani che incassò 108mila e 189 preferenze ovvero il 53,17%. Secondo si piazzò Guangi con la stessa compagine che lo sostiene oggi ottenendo 46mila voti e il 22,61%. Per il Pd due anni fa competeva Gioacchino Alfano e non aveva l’appoggio della sinistra prese 28mila voti di lista corrispondenti al 14,21%. Non ci sono precedenti per demA che per la prima volta si misura su un palcoscenico in cui la competizione è di livello nazionale. 
 
 

Per tutti, candidati e partiti, la tornata elettorale odierna è - comunque la si pensi un test anche in vista delle regionali. C’è curiosità, per esempio, per il risultato che verrà fuori dall’alleanza che sostiene Ruotolo con il Pd che abbraccia de Magistris - fatto che ha diviso gli elettori di quell’area - e che non è riuscito a convincere il suo alleato di Governo, il M5S, a fare parte della coalizione. Anzi i grillini hanno messo in campo Napolitano scelto sulla piattaforma Rousseau, ingegnere che ci riprova dopo non essere riuscito a vincere alle Europee e dove comunque ha preso 25mila voti. Napolitano ha l’arduo compito di verificare lo stato di salute del M5S che in città prese 2 anni mediamente il 55%. Guangi - candidato territoriale - allo stesso modo ci riprova. Con la Lega alla ricerca di conferme a Napoli, in funzione delle regionali e della scelta del candidato. Aragno con Potere al Popolo vuole costruire l’opposizione a sinistra del Pd mentre Guarino, che nel 2016 era candidato con demA ora si presneta come civico. Tutti si conteranno in vista delle regionali e anche delle comunali dell’anno prossimo. 

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