Costa, bordate a De Luca:
«Troppi ritardi sui rifiuti»

Domenica 25 Agosto 2019 di Marco Di Bello
«Non credo ci sarà una nuova emergenza rifiuti in Campania». Lo dice a chiare lettere il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, a pochi giorni dall'inizio delle operazioni di manutenzione che fermeranno per 35 giorni le tre linee del termovalorizzatore di Acerra. Anzi, rivendicando le indagini e gli arresti ai tempi della sua attività di inquirente nella Terra dei Fuochi, Costa quelle parole non vuole proprio sentirle proferire: «Il popolo napoletano e il popolo campano hanno dato già troppo, adesso occorre trovare una soluzione».
 
Il problema dei siti per stoccare temporaneamente l'enorme massa di rifiuti che non potrà essere inviata ad Acerra e di cui nessuno vuole farsi carico, tuttavia, esiste ed è lo stesso ministro a riconoscerlo: «La Regione sapeva da un anno e non è che arrivi agli ultimi giorni, senza aver trovato una vera soluzione: la pianifichi un anno fa quando lo sapevi perché è una manutenzione straordinaria programmata. Non vuol dire che il ministro dell'Ambiente per questo motivo si chiama fuori: non è mia competenza, ma ho già preso contatti con il presidente della Regione dicendogli che se ha bisogno di me per velocizzare l'assegnazione dei rifiuti all'estero o altrove sul territorio nazionale io ci sono e lo sostengo».

Una discesa in campo, nonostante il limite delle dimissioni del governo, che Costa fa giungere dalla provincia di Salerno. In particolare da Battipaglia, dove il ministro, benché dimissionario come ha più volte ricordato (è in carica per l'ordinaria amministrazione), ieri si è recato per ascoltare le istanze della popolazione, alle prese con una forte concentrazione di impianti di trattamento rifiuti, roghi degli stessi e asfissianti miasmi che provocano evidenti disagi alla cittadinanza. Da qui Costa rilancia l'idea di una cabina di regia, che, come fatto con il «sistema Lazio», possa affrontare e risolvere le criticità ambientali del territorio: «Qui possiamo applicare quanto abbiamo sperimentato nella Terra dei Fuochi: se hanno funzionato lì, non vedo perché non possano funzionare qui». Del resto, fedele alla linea no-inceneritori sua e del Movimento 5 stelle, Costa boccia soluzioni che prevedono la costruzione di impianti: «Chi vi dice che per risolvere il problema dei rifiuti bisogna incenerirli dice una cosa falsa - attacca, rivolgendosi alla Lega - Oggi apprendo che anche l'altra parte della compagine di governo dimissionaria, che fino all'altro giorno mi prendeva tutti i giorni a ceffoni sui giornali, accoglie la proposta del ministro Di Maio contro gli inceneritori: forse è perché vogliono una poltrona di governo». Anzi, mentre visita un deposito di rifiuti recentemente andato in fiamme, Costa torna a sollecitare l'intervento del ministro dell'Interno per inviare forze dell'ordine a presidio degli obiettivi sensibili.

Il ministro dell'Ambiente, ligio alla politica dei due forni, non esita tuttavia ad attaccare anche il presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Per farlo, sollecitato da cittadini che lamentavano l'alta incidenza di malattie ambientali sul territorio salernitano, sceglie la questione del registro dei tumori: «Faccio un appello al presidente della Regione, firma anche tu il Protocollo Epica - invita Costa - Non l'hai voluto firmare a novembre dell'anno scorso a Caserta, ripensaci, firmalo, lavoriamo insieme». Con questo protocollo sperimentale, messo a punto da alcuni medici di base napoletani, sarebbe così possibile localizzare con estrema precisione le patologie provocate da cause ambientali. Uno strumento importante, spiega Costa, che consentirebbe di condurre indagini più approfondite sulle cause delle malattie: «Se funziona in Campania, può funzionare in Lombardia, in Sicilia e magari in tutta Italia», conclude. © RIPRODUZIONE RISERVATA