Multe pazze, un nuovo flop:
a Napoli la giunta non le cancella

Venerdì 21 Maggio 2021 di Paolo Barbuto
Multe pazze, un nuovo flop: a Napoli la giunta non le cancella

La svolta era attesa nella giornata di ieri. Il Consiglio Comunale avrebbe dovuto ascoltare la relazione del vicesindaco, Carmine Piscopo, sui provvedimenti per cancellare le contravvenzioni dell'area pedonale temporanea del Centro Storico, le famigerate multe pazze che hanno sconvolto la vita di migliaia di napoletani. Invece il Consiglio comunale non c'è stato, e quella relazione è rimasta nel cassetto.
E probabilmente è stata una fortuna.


LO STALLO
Perché il vicesindaco, che avrebbe parlato a nome di tutti gli assessori coinvolti nella vicenda, avrebbe dovuto spiegare al Consiglio Comunale che non c'è ancora nessuna novità e che quelle contravvenzioni, allo stato attuale, hanno piena validità, nessuno sconto, nessuna cancellazione.
Ai consiglieri comunali sarebbe stato spiegato che il bilancio comunale è piombato in un baratro dal quale solo imponenti provvedimenti del Governo potranno recuperarlo. E col bilancio sprofondato non è possibile immaginare di cancellare i venti milioni d'incassi collegati alle contravvenzioni sparse a pioggia sui napoletani, anche se quelle contravvenzioni sono frutto di un errore.

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LA RESPONSABILITÀ
La questione è collegata a una decisione dello scorso giugno. Per favorire la ripresa della ristorazione, il Comune decise di offrire spazi all'esterno ai locali che ne facevano richiesta. Nel Centro Storico le strade strette non avrebbero consentito la concessione, solo la totale pedonalizzazione dell'area avrebbe aperto quella possibilità. Così Palazzo San Giacomo decise di applicare, nella Ztl del Centro Storico, un'area pedonale serale nel periodo fra giugno e ottobre.
Il problema è che quella decisione non venne comunicata, la segnaletica fu messa in maniera poco visibile e i napoletani, abituati a poter transitare liberamente di sera perché la Ztl perdeva di validità, iniziarono a transitare sotto una telecamera che segnava i numeri di targa e spediva multe a raffica.
Le prime contravvenzioni arrivarono a settembre. E in quel momento esplose la protesta subito arginata dal sindaco di Napoli: «Cancelleremo quelle contravvenzioni», disse de Magistris alla fine di settembre.
Solo che non trovò nessun dirigente disposto a firmare il provvedimento che annullava migliaia di multe per un valore di parecchi milioni di euro.


LA PROMESSA
Il tempo è trascorso, i napoletani sono rimasti con una valanga di multe da pagare e hanno tentato di farsi sentire. Senza successo.
Arriviamo allo scorso 4 aprile, 45 giorni fa. Stavolta a promettere un intervento immediato è l'assessore Clemente, candidata arancione alla poltrona di sindaco di Napoli, che spiega al Mattino: «Quella delibera è stata un errore e lavoreremo perché quelle multe non vengano pagate. È allo studio un'altra delibera. Sono mancate un'adeguata comunicazione e il pre-esercizio. I vigili in quei giorni erano impegnati su altri fronti prioritarie, il comandante non è stato coinvolto nella sua stesura». La delibera venne annunciata per la settimana successiva, poi è slittata a quella ancora dopo, poi è stata totalmente dimenticata.


E arriviamo a ieri. Le polemiche sulla questione delle multe pazze hanno generato sussulti (come se non bastassero quelli che già c'erano) e il Consiglio ha chiesto ufficialmente chiarimenti. La Giunta aveva incaricato il vicesindaco Piscopo di spiegare che, per adesso, non c'è nessuna via d'uscita e se ne riparlerà quando arriverà ossigeno (sotto forma di euro o di ridimensionamento del debito) dal Governo.
Insomma, l'Amministrazione è in crisi economica e non può permettersi di salvare i napoletani dal peso di venti milioni di euro di multe. Se la vedano loro e cerchino i denari necessari perché, per adesso, il Comune non ha nessuna possibilità di mantenere le promesse fatte a settembre e reiterate ad aprile.

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