Napoli, l'assessore contro de Magistris: «Disabili abbandonati», ed è caos rimpasto

Venerdì 8 Novembre 2019 di Mariagiovanna Capone

Il rimpasto della giunta comunale ormai pare imminente e prima che i cambi avvengano, c'è chi decide di togliersi il sassolino dalla scarpa. Quello di Roberta Gaeta, considerata in uscita, però più che un sassolino pare un macigno. In una lettera di tre pagine indirizzata al direttore generale Attilio Auricchio, e per conoscenza inviata anche a sindaco, presidente della Commissione consiliare Welfare e responsabile Area Welfare, l'assessore elenca uno per uno i punti che identificano «questa grave fase ormai giunta a un punto di non ritorno» di tutto il sistema assistenziale del Comune di Napoli. Anzi, punta il dito verso Auricchio, reo di averle spostato 16 assistenti sociali di stanza ai Servizi centrali a fronte di un già scarsissimo numero di impiegati, lasciandola quindi sguarnita e impossibilitata a far fronte al lavoro quotidiano, dai contrassegni H al trasporto scolastico, fino all'assistenza specialistica per gli alunni disabili delle scuole superiori, senza contare che 5 strutture di assistenza cittadine stanno per chiudere. L'assessore Gaeta ricorda al direttore generale che da oltre due mesi era informato di tali criticità connesse alla mancanza di personale, e lo spostamento dei 16 assistenti è apparso come una punizione, preambolo di un cambio della guardia che pare ormai cosa fatta. Per chi prenderà in mano il testimone del Welfare del Comune di Napoli (si fa il nome di Luigi Felaco) non sarà un compito facile, poiché dovrà vedersela con una situazione ormai drammatica, con un sistema assistenziale allo sbaraglio perché non c'è personale a sufficienza che possa sbrigare anche le pratiche più elementari. «Siamo di fronte non solo a bisogni ma anche a diritti negati, venendo così a mancare non solo la vicinanza ai cittadini fragili ma anche il rispetto della legalità» accusa Gaeta.

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Il bubbone ha iniziato a gonfiarsi all'inizio dell'anno con la questione dei tesserini H, autorizzazioni che permettono ai disabili di poter circolare e sostare in aree prestabilite. Molti di questi permessi sono scaduti o stanno per scadere e non c'è modo per rilasciarli poiché l'ufficio preposto, incardinato nel Servizio di inclusione sociale, è chiuso dal 30 ottobre. Cinquemila disabili (tanti i permessi rilasciati all'anno) non potranno usare più l'auto. Ma questa «è solo la punta dell'iceberg di una serie di problemi che vedono come denominatore comune la mancanza di personale» sottolinea Gaeta.

C'è il problema degli assegni di cura per le persone non autosufficienti e dei progetti relativi alla Dopo di noi collegati a scadenze previste dalla Regione. «Quasi sicuramente non riusciremo a rispettare la scadenza, con il rischio di perdere i fondi per entrambe le misure» ammette Gaeta. A questo si aggiungono il trasporto scolastico e l'assistenza specialistica per gli alunni disabili delle scuole superiori. E, infine, il pericolo imminente di dover chiudere strutture importanti per la città come la casa per anziani Signoriello a Secondigliano, il centro polifunzionale San Francesco a Marechiaro, il Palazzetto Urban ai Quartieri Spagnoli e la ludoteca nel rione Sanità. «La mancanza di personale quindi è un'emergenza primaria da affrontare immediatamente» sentenzia l'assessore.

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Emergenza affrontata durante l'estate, ma all'ennesima richiesta di ampliare il contingente del Welfare, il direttore generale ha risposto all'opposto, trasferendo ben 16 unità (assistenti sociali) dai Servizi centrali a quelli territoriali. Qualcuno potrà dire che ci sono state le nuove assunzioni ma di queste il Welfare ha ottenuto «appena quattro unità amministrativo-contabili, di cui una si è dimessa dopo pochi giorni di lavoro e altre due erano già in forza ai medesimi uffici in quanto precedentemente assunte per le procedure Rei. In pratica a fronte di 16 uscite registriamo un solo nuovo ingresso». Pur conscia che «tale carenza accomuna tutta la macchina comunale», Gaeta chiede di «fare delle scelte coerenti e di compiere ogni sforzo possibile per venire incontro ai bisogni dei nostri concittadini, di quelli più fragili in particolare». La lettera si chiude poi con una bacchettata all'intera amministrazione comunale: «Senza l'apporto di personale ulteriore, proveniente da altri uffici non dell'area Welfare, non sarà possibile superare questa grave fase ormai giunta a un punto di non ritorno».

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