Napoli, ecco il rimpasto di de Magistris: «Guardo ai giovani e al futuro»

Martedì 12 Novembre 2019

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha ufficializzato i nuovi componenti della sua giunta. Entrano gli ormai ex consiglieri demA Eleonora De Majo e Luigi Felaco, Rosaria Galiero di Sinistra in Comune e l'ex consigliera eletta tra le fila del M5S, Francesca Menna. Escono Roberta Gaeta, Laura Marmorale, Mario Calabrese e Nino Daniele. Alla De Maio vanno le deleghe alla Cultura e al Turismo; a Felaco le deleghe al Verde e al decoro urbano; a Galiero le deleghe Commercio e attività produttive; a Menna le deleghe Pari opportunità, libertà civili e salute.

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«Questa decisione è frutto esclusivamente della mia volontà. Mai come questa volta ho ritenuto di decidere in piena autonomia e me ne assumo la responsabilità piena nel bene e nel male. Questa scelta guarda alla necessità di dare ossigeno a questa amministrazione perché c'era un momento di stanca che è fisiologico e che ho notato». Con queste parole de Magistris ha motivato le scelte che hanno portato al rimpasto di giunta con cui entrano giovani consiglieri. Scelte che - ha spiegato - «sono anche un'occasione di ossigeno per gli assessori che restano e che sanno che negli ultimi tempi non sono soddisfatto perché voglio di più». De Magistris ha scelto quindi di affidarsi per l'ultimo anno e mezzo di consiliatura a dei giovani. «Io guardo sempre avanti e ho sempre cercato di guardare ai giovani e al futuro».

Avvertono «il senso di responsabilità» ma allo stesso tempo si sentono pronti ad affrontare «con entusiasmo» questa nuova sfida i quattro neo assessori della giunta de Magistris. Nomi pescatì dal Consiglio comunale: De Majo e Felaco dalle fila di demA, Galiero da Napoli Sinistra in Comune e Menna dai banchi dell'opposizione. Menna infatti era stata eletta nel M5S e all'indomani dell'alleanza di governo M5S-Lega si era dimessa non condividendo la scelta del Movimento.

«Il sindaco - ha sottolineato De Majo - ha scelto di scommettere su dei giovani con esperienze diverse ma che hanno dimostrato protagonismo sul territorio e ha scelto di puntare su delle donne in un momento in cui lo spazio pubblico politico è sempre meno confortevole per la politica femminile». De Majo a cui sono state affidate le deleghe Cultura e Turismo non nasconde che sia «una sfida complessa, ma bellissima. Porterò avanti - aggiunge - con umiltà e determinazione il lavoro straordinario che si manifesta plasticamente in città che ho ereditato da Nino Daniele verso cui esprimo grande ammirazione».

Altra giovane donna è Galiero a cui sono state affidate le deleghe al Commercio e alle attività produttive. Menna entra in giunta consapevole che la sua presenza, viste le sue origini politiche, possa essere considerata «un po' strana perché oggi la politica viene vista esclusivamente come blocchi che confliggono e che generano odio. Per me invece - ha affermato - è una grande opportunità perché credo nelle istituzioni e perché la difesa dello stato sociale e dei diritti umani sono l'humus su cui ho costruito la mia vita di donna e di docente». A Menna sono infatti andate le deleghe alle Pari opportunità, salute e libertà civili.

Infine, unico uomo dei nuovi innesti, Felaco che è diventato assessore al Verde e decoro urbano. «È il momento di piantare dei semi e di raccogliere i frutti di questa amministrazione. Noi tutti abbiamo come obiettivo restituire servizi degni alla città». Da Felaco un pensiero a chi non fa più parte della giunta: «Anche nel calcio capita i giocatori possano darsi il cambio, ma a festeggiare per i risultati poi ci sono tutti».

 

Con il rimpasto, però, sono esplosi anche vecchi mal di pancia mai sopiti all'interno della maggioranza. Rifondazione Comunista, ad esempio, annuncia appoggio esterno all'amministrazione de Magistris. «L'ennesimo rimpasto della giunta comunale non nasce, ancora una volta, da un approfondito bilancio dei risultati dell'attività politico-amministrativa, ma dall'esclusiva esigenza di trovare nuovi e precari equilibri politici, con un occhio alle elezioni regionali», afferma Rosario Marra, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, «restano fuori dalla discussione i grandi problemi che riguardano la vita quotidiana di un milione di napoletani». «Pensiamo che la carica innovativa e l'anomalia dell'amministrazione napoletana siano esaurite, basti soltanto pensare alla progressiva privatizzazione del trasporto pubblico, alla situazione di Abc o al ritorno a vecchie soluzioni per il problema rifiuti». A differenza di altre forze, anche di sinistra, Rifondazione Comunista sostiene questa amministrazione dalla prima ora del 2011, ma resterà nella maggioranza soltanto per non confondersi con le destre e con il Pd e perché non sono mature nuove e più avanzate prospettive. «Prendiamo atto - prosegue il segretario provinciale - che il gruppo consiliare di Napoli in comune a sinistra, che oggi rientra in giunta, non è mai effettivamente decollato verso quegli obiettivi di partecipazione e di rottura a cui si ispirava, segnatamente a Barcelona en Comù della sindaca Ada Colau. Inoltre l'entrata al governo nazionale, a cui noi ci opponiamo, di due delle forze politiche che diedero vita a questa esperienza, Articolo 1 e Sinistra Italiana, ne ha accentuato le contraddizioni , delineando nei fatti una presenza subalterna nella conduzione dell'attività politico-amministrativa della terza città d'Italia». «Si rende quindi da oggi necessaria - conclude Marra - una completa autonomia della nostra forza politica sia rispetto alla giunta sia al gruppo Napoli in comune a Sinistra».

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