Il sottomarino nucleare Usa a Napoli finisce in Parlamento, Di Maio accusa Gentiloni

Martedì 17 Aprile 2018 di Antonino Pane
Il sottomarino nucleare Usa a Napoli finisce in Parlamento, Di Maio accusa Gentiloni

Napoli e il suo porto più vicini o più lontani? Le prese di posizione della giornata di ieri sulla presenza di un sommergibile nucleare nella rada del porto hanno creato una trincea tra palazzo San Giacomo e piazzale Pisacane, la sede dell'Autorità marittima. Lettere ufficiali e commenti hanno caratterizzato una giornata che sarà ricordata come quella dei missili poco nucleari e molto polemici sparati sui cieli di piazza Municipio.
 


Ha cominciato il sindaco Luigi de Magistris con una nota che secondo l'Ansa (non rettificata ndr) sarebbe stata inviata la scorsa settimana e cioè prima dei razzi sparati sulla Siria. Ancor prima del contenuto della nota, le date hanno subito aperto le schermaglie perché là lettera è giunta alla direzione marittima con la data del 16 aprile, cioè ieri, è stata protocollata ieri, e sempre ieri dopo solo due ore è protocollata la risposta dell'ammiraglio Arturo Faraone, direttore marittimo della Campania.
 
Ma veniamo al contenuto della nota. Il sindaco fa riferimento alla presenza in rada, nelle scorse settimane, del sottomarino nucleare statunitense Uss John Warner, che ha partecipato all'attacco missilistico in Siria. «Ho appreso - scrive il primo cittadino - che lo scorso 20 marzo il sottomarino nucleare statunitense Uss John Warner è approdato nella rada della nostra Città. Ho letto anche l'ordinanza n.17/2018 che Lei ha emesso per le necessarie e correlate disposizioni di sicurezza e di navigazione. Desidero, a tal proposito, ribadire che il 23 settembre 2015 è stata approvata, su mia iniziativa, la delibera n. 609 con la quale è stata dichiarata area denuclearizzata il Porto di Napoli. L'atto - prosegue il sindaco - pone in evidenza la volontà di interdire l'attracco e la sosta, di qualsiasi natante a propulsione nucleare o che contenga armamenti nucleari. Non solo, ma esprime e riafferma il ruolo di Napoli come Città di Pace, rispettosa dei diritti fondamentali di ciascuno, convinta del disarmo e della cooperazione internazionale».

La nota del sindaco si chiude con la richiesta all'ammiraglio Faraone «di considerare, per analoghe situazioni future che la determinazione e la volontà menzionate nella delibera 609 sono dirette al non gradimento che navi di tale caratteristiche sostino o transitino nelle acque della nostra Città».

Immediata la replica dell'ammiraglio Faraone. «In merito a quanto rappresentato con la sua missiva in data odierna - scrive - diffusa agli organi di stampa nazionali e inerente l'arrivo nella rada di Napoli dell'USS John Warner, nel considerare condivisibili le sue preoccupazioni come primo cittadino che hanno prodotto l'emanazione della delibera di giunta n°609 del 23 settembre 2015, desidero innanzitutto rassicurala che all'attualità non è consentito l'ingresso in porto ad unità a propulsione nucleare né tantomeno a navi con carico radioattivo. Ritengo opportuno precisare che questa Autorità Marittima, con l'Ordinanza n°17/2018 del 16/03/2018, a seguito della comunicazione da parte dello Stato Maggiore della Marina Militare dell'arrivo in rada dell'USS John Warner, non ha autorizzato ma ha esclusivamente disciplinato, per quanto di propria competenza, come previsto dal piano predisposto dagli organi del ministero della Difesa, le attività relative alla navigazione marittima connesse alla sosta del predetto sommergibile ai fini della sicurezza della navigazione per la salvaguardia della vita umana in mare. Infatti - prosegue l'ammiraglio - le decisioni in ordine all'arrivo e/o al transito delle unità navali militari straniere nelle acque territoriali nazionali non competono all'Autorità Marittima, quale organo periferico del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».
Come dire caro sindaco hai sbagliato indirizzo noi non abbiamo autorizzato assolutamente nulla ma solo badato alla sicurezza della navigazione nell'area interessata alla presenza del sottomarino.

«Spero che Gentiloni alle Camere chiarisca» sulla vicenda del sottomarino nucleare statunitense, ha detto a Otto e Mezzo il candidato premier del M5S Luigi Di Maio. «Non è chiaro se quel sottomarino abbia partecipato all'attacco in Siria», ha aggiunto il leader pentastellato.

Tutta la vicenda, comunque, riporta alla mente altri tempi quando i sottomarini, anche quelli americani, attraccavano alla testata del molo San Vincenzo, autorizzati dagli organi competenti della Marina Militare Italiana, ed erano visibili da tutta la città. Insomma le presenze si registravano in tempo reale, senza dover rincorrere le notizie sul web. Il molo San Vincenzo, nonostante i proclami che si sono succeduti negli anni, giace in uno stato di completo abbandono e i sommergibili scelgono la rada, dove sono poco visibili ma ritenuti sempre inquietanti.

Ultimo aggiornamento: 13:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA